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Saracinesca abbassata

Un autunno senza lavoro:
a rischio 180mila posti

Monti e Fornero dicono che "la crisi è alle spalle". Ma sono 150 i tavoli aperti al ministero dello Sviluppo economico. Esuberi, a rischio in 30mila

Molteplici i casi da risolvere: da Carbosulcis ad Alcoa, da Lucchini a Merloni, da Fiat a Wind Jet. Sono decine
Un autunno senza lavoro:
a rischio 180mila posti

Una manifestazione dei sindacati

"Un autunno difficile". La causa? "La crisi". Le parole sono quelle pronunciate dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, all'inizio di agosto. "E' a rischio il futuro industriale del nostro Paese", spiegava la ministra. E i conti con questo futuro a rischio (nonostante le successive dichiaraizioni ottimistiche di Monti, Fornero e Passera, sulla "crisi alle spalle"), l'Italia continuerà a farli. Il quadro è sempre più nero, e viene delineato dai tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello Sviluppo economico: sono circa 150 le vertenze aperte e coinvolgono circa 180mila lavoratori, mentre gli esuberi potrebbero arrivare a 30mila unità.

Cifre da capogiro - I numeri, impressionanti, sono stati resi pubblici dai sindacati che hanno rielaborati i dati del ministero. Secondo le sigle si tratta della situazione più difficile degli ultimi 20 anni. A questo quadro andrebbero poi aggiunte le vertenze delle piccole aziende italiane a rischio chiusura, che però non arrivano nemmeno al tavolo del ministero dello Sviluppo Economica. Insomma, il computo totale è difficile da ottenere, ma è sicuramente maggiore rispetto a quello fornito dai sindacati, di per sè drammatico. 

I casi - Molteplici i casi da risolvere. Quelli che negli ultimi giorni stanno facendo più rumore sono Carbosulcis e Alcoa, ma sono decine e decine i casi di crisi insolute. Per citanre alcuni, nel settore dell'acciaieria, c'è quella di Lucchini, oppure Merloni ed Electrolux. In Sardegna i casi di Euroalluminia e Fincantieri. E ancora, in ordine sparso, Indesit, Windjet, Meridiana Fly, Valtur e Alpitur. Inoltre, nel settore automobilistico, resta grave la situazione della Fiat di Termini Imerese, dove è incerto il futuro di 1.300 lavoratori.

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Commenti all'articolo

  • arwen

    04 Settembre 2012 - 10:10

    Se fosse solo colpa di B. sarebbe tutto già risolto. il problema invece viene da lontano e NESSUNO, ripeto, NESSUNO, degli uomini politici attualmente (cioè nehli ultimi 20 anni)al potere è innocente. Il buon Monti è solo l'ultimo della lista tra i colpevoli. Egli si è presentato come il salvatore della Patria ma in realtà non ha fatto assolutamente nulla. I suoi provvedimenti sono inutili e talvolta dannosi, se egli è il pompiere dell'incendio appiccato da altri, sta facendo di tutto perchè le fiamme continuino a bruciare. Tutto il peso dell'inutilità dell'esperienza Monti la vedremo e vivremo dall'inizio dell'inverno. Comunque continuate ad illudervi che bestemmiando contro B. i mali del paese spariscano..se fosse solo lui il problema!

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  • encol

    04 Settembre 2012 - 09:09

    Nessuno si aspetti che muovano un dito. A loro interessa farsi vedere a qualche tavolo "di lavoro" per non concludere niente solo un po' di bla-bla. I cortei, il casino per intenderci lo fanno se c'è qualche imprenditore da castigare ma i politici sono loro amici sono quelli che li mantengono in vita, perchè mai devono dargli contro?

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  • imahfu

    03 Settembre 2012 - 15:03

    Non vorrai mica prendertela con uno che ti ha sostituito solo da 6 mesi...il resto é tuo, solo tuo

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  • Beppe.demilio

    03 Settembre 2012 - 06:06

    Chi deve fare gli interessi di lavoratori e pensionati non hanno mai fatto nulla di serio e adesso da quando il governo di Napolitano ci massacra non fanno altro che prenderci in giro! La sola cosa da fare per cambiare il paese è il voto.Quando andremo a votare ci dobbiamo ricordare di tutto il marciume che ci circonda. Andiamo a votare e annulliamo le schede elettorali in modo che non prendono i nostri soldi.Tutto il resto sono pagliacciate e a pagare sono lavoratori e pensionati!AL VOTO! I sindacati mandateli a stendere!

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