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Il destino dell'Ilva

Passera e Clini arrivano a Taranto
Ma la città è chiusa per sciopero

Cortei vietati in centro per l'arrivo dei ministri. Pericolo scontri con gli ambientalisti

Tredici indagati nell'inchiesta delle Fiamme Gialle: politici e funzionari pubblici accusati di corruzione e concussione
Passera e Clini arrivano a Taranto
Ma la città è chiusa per sciopero

 

E' praticamente blindato sin dalle prime ore di stamani gran parte del centro di Taranto per il vertice in prefettura sull'Ilva con i ministri dell’Ambiente Clini e dello sviluppo Economico Passera. Tutte le strade e l'area intorno alla Prefettura sono delimitate da transenne e sorvegliate da un imponente schieramento di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Misure particolari sono state decise dal questore di Taranto Enzo Mangini per evitare che vi siano tensioni in concomitanza con le manifestazioni già annunciate dei vari gruppi ambientalisti come era avvenuto il 2 agosto, quando l’iniziativa promossa dai sindacati fu interrotta da alcune decine di contestatori.

Gli incontri in prefettura avranno inzio alle 11,30 e andranno avanti sino al primo pomeriggio. Sono previste una serie di audizioni a cominciare dai rappresentanti di Regione Puglia, Comune e Provincia di Taranto, Autorità portuale. Successivamente sarà ascoltato il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante e a seguire Confindustria e sindacati nazionali e, infine, l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro che ha più volte sottolineato la necessità di tenere insieme il lavoro e l’ambiente.   La manifestazione degli ambientalisti si svolgerà a circa 6-700 metri di distanza dalla Prefettura in piazza Immacolata. Qui è previsto un presidio di Legambiente per consegnare ai cittadini e alla stampa la lettera inviata dal presidente nazionale Cogliati Dezza ai ministri Clini, Passera e Severino. 

In piazza Immacolata manifesteranno anche quanti aderiscono alla protesta del comitato "Cittadini liberi e pensanti" che inizialmente aveva scelto piazza Castello dov'è la sede del Municipio. Da qui sarebbe dovuto partire un corteo diretto verso la Prefettura ma è stato vietato dal questore per motivi di sicurezza. Sono già in piazza tanti giovani con magliette verdi del comitato liberi e pensanti o con scritte "stop all’inquinamento" e "Taranto ribellati".   Infine i sindacati metalmeccanici Fim Cisl e Uilm hanno indetto per stamani dalle 10 alle 12 altre due ore di sciopero all’Ilva con assemblea sulla statale Appia all’altezza del siderurgico.

Intanto sono saliti a 13 gli indagati nella fase 2 dell'inchiesta della Guardia di Finanza sull'Ilva di Taranto. Nel mirino chi doveva controllare e invece non lo ha fatto. Accanto ai vecchi dirigenti dell'Ilva, ci sono politici e funzionari pubblici: per loro il reato contestato è corruzione e concussione. Leggendo le pagine del rapporto dell'aprile del 2011 depositate al Tribunale del Riesame appare chiaro come l'Ilva sia riuscita a "legare alla sedia" gli ispettori. E a controllare sempre i controlli. E i controllori. Il quotidiano Repubblica pubblica le foto del passaggio di denaro tra Girolamo Archinà, l'uomo Ilva, che nelle scorse settimane è stato licenziato e Lorenzo Liberti il perito nominato dalla Procura. L'inchiesta bis ruota intorno proprio all'addetto alle pubbliche relazioni Ilva, Girolamo Archinà, licenziato dall'attuale presidente della società, Bruno Ferrante, quando - alcune settimane fa - sono state pubblicate le prime intercettazioni che riguardavano il suo coinvolgimento nelle indagini. Sui quotidiani si riprendono vari spezzoni di conversazioni telefoniche, già pubblicate e citate in una informativa della guardia di finanza dalla quale risulta che Archinà "riesce a perturbare l'operato degli enti pubblici riuscendo talvolta anche a pilotare i sopralluoghi e le verifiche presso Ilva". L'informativa della guardia di finanza è stata depositata al tribunale del riesame in occasione della discussione dei ricorsi presentati da Ilva contro le ordinanze di custodia cautelare del gip Patrizia Todisco, eseguite il 26 luglio scorso, per il sequestro di sei impianti a caldo dello stabilimento tarantino e la custodia cautelare degli ex amministratori della società.

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    17 Agosto 2012 - 13:01

    Hai detto una cazzata tremenda,la Todisco non ha fatto scoppiare proprio un bel niente,ha interpretato in chiave restrittiva un'ordinanza del Tribunale della Libertà, che in ogni caso non diventa esecutiva,dato che è stato presentato ricorso avverso all'ordinanza.Il bubbone che deve scoppiare è per i pm che hanno dormito durante questi anni,e che a loro volta,devono essere indagati.Quello è il vero bubbone.

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  • Chry

    17 Agosto 2012 - 13:01

    onore al merito per il lavoro del Todisco.

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  • frank-rm

    17 Agosto 2012 - 12:12

    La Todisco licenziata da Libero come "zitella rossa" ha fatto scoppiare il bubbone. Ora vengono fuori omissioni e mazzette a discapito della salute dei tarantini (tutti) e del loro lavoro di una parte di essi. Se non fosse stato per lei la politica sarebbe stata ancora latitante, ed invece deve trovare soluzioni. Onore al merito

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  • z.signorini

    17 Agosto 2012 - 11:11

    Una domanda semplice semplice: dove erano le istituzioni, i giudici e la guardia di finanza e le varie associazioni ambientaliste, fino ad oggi? E' giusto inquisire chi ha sbagliato, ma sarebbe giusto andar a inquisire tutta la classe politica, la guardia di finanza, le istituzioni, i giudici e le associazioni ambientaliste. E' troppo comodo fare due schieramenti i buoni e i cattivi quando è tutta una fogna a cielo aperto, è dimostrato che son tutti persone indegne feccia sociale.

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