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I funerali di D'Ambrosio

Napolitano in lacrime sulla barea
E il ministro Severino attacca:
"Danni dalla cultura del sospetto"

La Guardasigilli rivela: "D'Ambrosio travolto dallo scandalo intercettazioni voleva dimettersi, ma il Colle ha rifiutato"

Il Capo dello Stato si commuove all'addio del consigliere giuridico stroncato da un infarto dopo essere finito al centro di una campagna di stampa

Giorgio Napolitano

Ai funerali di Loris D'Ambrosio

 

Giorgio Napolitano in lacrime sulla bara di Loris D'Ambrosio, il consigliere giuridico del Quirinale morto giovedì 26 luglio dopo essere finito al centro di una dura campagna di stampa che lo voleva coinvolto nella presunta trattativa tra Stato e mafia. L'addio a D'Ambrosio è stato dato nella chiesa di Santa Susanna, e il Capo dello Stato si commuove anche quando si accomiata dal feretro, uscendo dalla chiesa. Poi le parole del ministro della Giustizia: "D'Ambrosio ha molto sofferto - ha commentato Paola Severino -, non riusciva a capacitarsi di come potesse essere accusato, con tanta veemenza, di aver voluto interferire su indagini in tema di mafia, proprio la materia che aveva costituito il centro di un impegno così intenso.

Dimissioni respinte - E la Severino, anche lei visibilmente commossa, svela un retroscena: nei giorni successivi alla pubblicazinoe delle telefonate con l'ex ministro Nicola Mancino, D'Ambrosio aveva presentato le dimissioni a Napolitano, che però le ha respinte. Successivamente, in un passo dell'orazione funebre, la Severino ha denunciato "i danni" che reca alla giustizia e a tutti i cittadini italiani "la cultura del sospetto". 

Nessun "mea culpa" - Eppure, mentre ora tutti si commuovono dopo che proprio la "cultura del sospetto" potrebbe aver mietuto una vittima (il cuore di D'Ambrosio travolto dalle pressioni non ha retto ed è morto per infarto), mentre la politica sfila in chiesa per piangere una persona scomparsa a quattro anni, fa ancora più specie notare come nessuno, in precedenza, abbia alzato la voce per denunciare la pubblicazione delle telefonate di D'Ambrosio con Mancino. Nessuno, in un giorno di profondo cordoglio, recita un necessario mea culpa.

 

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    01 Agosto 2012 - 10:10

    parli per lei , ma quando mai lamagistratura lavora seriamente ? mai . a proposito del mai , il defunto era un piagnone , ma come hanno osato attaccare la sua dignità ? scusi severino si preoccupi del nulla che fanno i suoi compagni di pasta asciutta . veda tutti i carcerati in attesa di giudizio , e poi ne riparliamo. c'è qualcuno di loro che è morto d'infarto ? mi aguro signora severino che il tutto si ritorca contro la sua persona . stia bene

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  • cavallotrotto

    01 Agosto 2012 - 10:10

    il solito pagliaccio , anche stalin piangeva quando aveva fatto ammazzare lenin

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  • moltoarrabbiato

    31 Luglio 2012 - 19:07

    lacrime di coccodrillo, come quelle della fornero, ma stessero attenti questa gente e ricordino quello che e successo a mussolini, potrebbero fare la stessa fine.

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  • pietropappa

    31 Luglio 2012 - 18:06

    laccrime di coccodrillo

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