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Spending review

Tasse più alte anche per gli studenti in regola con gli esami

Il maxi emendamento prevede che gli Atenei possano aggiornare le rette universitarie in base all'inflazione. Si salva solo chi ha redditi bassi

Nel maxiemendamento alla spending review che sta per essere votato dall'Aula del Senato spunta a sorpresa l'aumento delle tasse anche per chi è in regola con gli esami. La norma consente infatti agli atenei di aggiornare le tariffe in base all'inflazione. Si salvano solo gli studenti in corso, quindi in regola con gli esami, con un reddito familiare Isee sotto i 40.000  euro. Per loro, nei prossimi tre anni, la retta universitaria è bloccata. 

Restano invariati gli aumenti per i fuori corso: aumenti che possono arrivare fino al 100% per gli studenti che hanno un reddito familiare superiore a 150 mila euro. Per quelli che diciarano meno di 90 mila euro la retta sale del 25%. “Ciascuno studente costa un po' più di 5mila euro in investimento complessivo", ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo. "Una quota deriva dalla"loro tassazione, una quota preponderante invece deriva da un investimento dello Stato. Io credo che sia corretto, se riuscissimo a ridurre il contributo per gli studenti che stanno nei tempi, che si impegnano, mettono le loro capacità”. “Nello stesso tempo credo - ha aggiunto Profumo - che se per qualche motivo un giovane pensa di fare lo studente anche avendo altri obiettivi, ad esempio un motivo di lavoro, ci sono le forme part-time,  io non credo che sia corretto che ci sia lo stesso contributo dello   Stato. C'è anche una grandissima attenzione - ha detto infine - alle condizioni di risorse di una persona, per cui, se uno studente fa riferimento a un reddito oltre 150 mila euro e raddoppia il proprio contributo all’investimento per lo studio, credo che sia corretto”.

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Commenti all'articolo

  • encol

    01 Agosto 2012 - 08:08

    Già ancora nessuno pensa ai troppi somari in circolazione che ci regalano ogni giorno disastri a go-go? Negli ultimi 20 anni le Università hanno laureato di tutto pur di percepire i contributi dallo stato. Sono sorte anche nuove facoltà di libero sfogo alla fantasia. Troppi "Dott." si trovano a stipendio fisso in: pubbliche amministrazioni, giustizia, sanità creando danni sotto gli occhi di tutti. E' giunta l'ora di darci una regolata e una scrematura salutare che premia solo i realmente capaci.

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  • doveteandarvene

    31 Luglio 2012 - 19:07

    e dopo 13 anni negli Usa dicui 5 all'università, mi sento di dire ragazzi, andate via andate all'estero...qui non c'e niente per I vecchi, figuriamoci per I giovani...andate via andate a cercare fortuna all'estero...qui tra non molto diventa peggio della Siria....

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  • MATRIX2011

    31 Luglio 2012 - 13:01

    negli USA il MIT di Boston o la Columbia university costano la metà la selezione è severissima e non come qui da noi che basta pagare, italiani sempre più babbei ed ignoranti che disgrazia esser nati in Italia

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  • Megas Alexandros

    31 Luglio 2012 - 12:12

    Cosa caspita offrirebbe agli studenti il sistema Universitario italiano??? E' giusto contribuire a pagare un servizio... ma se il servizio è inesistente o piuttosto scadente... continua ad essere giusto abbassare la testa e sganciare quattrini??? Il Ministro Profumo sarà pure un tecnico, un professore e quel che volete... ma siamo sicuri che tutte queste qualifiche(come anche riguardo ad altri illustri Ministri del governo in carica)siano sufficienti a nascondere l'ignoranza, l'incompetenza e la stupidità di questi grandissimi idoti in giacca e cravatta e con la puzza sotto il naso? Ma che domanda difficile è questa, vediamo che risposta potrei dare, certamente dovrà essere una risposta ben articolata e argomentata a dovere...ah ecco ci sono! La risposta è NO. Si vede lontano un miglio che sono soltanto degli idioti!

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