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Il film con Charlize Theron

I nani fanno causa a Biancaneve
"Usati attori normali"

L'organizzazione denuncia l'uso di artisti di altezza normale ridimensionati con il computer

Una scena del film "Biancaneve e il cacciatore" in uscita a luglio

In un mondo cinematografico dominato dall’incertezza, sempre più spesso note  case di produzione scelgono di affidarsi ai sequel, ma la difficoltà è lanciare una nuova pellicola che riesca a suscitare tale interesse. Sembra che la Universal Pictures ci sia riuscita con il film in programmazione "Biancaneve e il cacciatore", sorpresa assoluta al botteghino americano. Un successo da 56milioni di dollari nel solo weekend di apertura, nonostante i dubbi iniziali di giornalisti e addetti ai lavori. Ora già si prepara il numero due.  

Ma l’indiscutibile e inatteso exploit nasconde un oscuro risvolto umano.Infatti tra gli attori, oltre all’astro nascente Kristen Stewart, la certezza Charlize Theron e il fusto Chris Hemsworth, appaiono anche dei  “falsi nani”, ovvero artisti di altezza normale, ridimensionati successivamente nelle operazioni di post produzione. La decisione del casting operata dalla potente Universal non è per nulla piaciuta all’associazione no profit Little People of America che ha minacciato un’azione legale. L’organizzazione da sempre si batte per equiparare la possibilità di impiego degli individui affetti da nanismo a quelle delle persone normali in ogni campo lavorativo. Nel proprio statuto è espressamente dichiarato che gli avvocati dovranno occuparsi di garantire l’occupazione a questa specifica categoria di persone «in tutti i possibili ruoli che richiedano tali caratteristiche fisiche».  

Alla particolare protesta si è unito anche il tenace Matt McCarthy, un attore del Beacher Madhouse al Roosevelt Hotel di Hollywood, alto circa un metro ma assai abile e lungimirante nelle cause corporative.  McCarthy è passato subito all’azione dopo l’uscita del film, inviando una lettera di fuoco all’influente  presidente della Universal, Adam Fogelson, con la reale minaccia di una simbolica, ma rumorosa, marcia di oltre cento artisti nani verso gli uffici della casa di produzione. Nella sua rimostranza McCarthy sostiene che scegliere degli attori comuni per un ruolo adatto a un nano «è come reclutare un bianco per la parte di un uomo nero afro-americano, per poi colorarne la pelle in post produzione».  

Ma al momento la Universal Pictures non ha risposto alle precise accuse, né stabilito alcuna data per incontrare il furioso «piccolo mondo statunitense». Il tutto mentre una euforica Kristen Stewart esaltava la sua recitazione nei pani di Biancaneve, convinta di averne fatto una moderna Giovanna d’Arco in armatura. Un personaggio decisamente particolare, non la bambina innocente della fiaba dei fratelli Grimm, ma una guerriera indomita che sa comandare un’armata e controbattere Charlize Theron nella parte della regina cattiva. L’unica cosa che spiace è che la Biancaneve di un tempo girava assieme ai mitici sette nani, ora nella versione rivista e corretta ne ha più di cento contro.

di Massimo De Angelis

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Commenti all'articolo

  • pinet47

    13 Giugno 2012 - 08:08

    La nostra bagonghi-ministra è arrabbiatissima, quasi più che con l'INPS.

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  • Marcoenrico

    12 Giugno 2012 - 16:04

    ...perché dissangua gli italiani senza pagargli i diritti d'autore.

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