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MATTIAS MAINIERO RISPONDE A LUIGI FASSONE

Sogni irrealizzabili: un’Italia senza politici

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Nel marasma degli attacchi ai politici (quasi tutti,chi per un verso e chi per l’altro) mi permetta una volta tanto di spezzare una lancia a loro favore. Pensi se tutti perdessero l’entusiasmo se nessuno volesse più fare quel mestiere cosa potrebbe succedere. Berlusconi, invece di pensare dalle zero alle ventiquattro al riscatto con i suoi “club” e nell’attesa di una eventuale applicazione della condanna, si gode Arcore. Renzi si accontenta di fare il sindaco nella sua città. Bersani se ne sta sereno a casa con la sua bella famiglia. Chi ci governerebbe ? Qualche tecnico specialista? Staremmo meglio?

Luigi Fassone

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Mi permetto di completare la lista: Letta, Enrico, se ne va in giro per il mondo a fare conferenze. Monti, il professor Mario Monti, sta negli Stati Uniti, in una prestigiosa università, a spiegare agli studenti la politica italiana, e gli studenti non capiscono nulla non perché Monti non sia un bravo professore ma perché quella è proprio la politica italiana. Walter Veltroni è dato per disperso in Africa. Pare che l’ultima volta lo abbiano avvistato al di sotto dell’Equatore. Era intento a scrivere un libro che non passerà alla storia. Qualche esponente di sinistra, vecchia sinistra, dura e pura e non si sa quanto giusta, ha coronato il suo sogno andandosene a vivere in Corea, dopo aver vinto, naturalmente, le resistenze dei coreani preoccupati per il loro futuro. Qualche vecchio arnese democristiano se ne è andato in pensione: dopo aver girato, morta la Dc, per tutti i partiti possibili e immaginabili, gira per giardinetti e non fa più danni. I tecnici, che non sono mai veri tecnici ma solo politici un po’ più esperti degli altri in un determinato settore, fanno i tecnici e basta. Via tutti, chi per un motivo o per l’altro. Fassone, ha visto quant’è bella ora l’Italia? Non ci governa nessuno. Deserto Palazzo Chigi. Deserti Montecitorio e Palazzo Madama. E tutto va come prima. Con una differenza: stiamo inguaiati né più né meno come quando c’erano loro, ma almeno non dobbiamo ascoltarli. Le pare poco?

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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