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Il vademecum

Difendersi dal redditometro:
ecco le sei mosse

Archiviare i documenti, conservare le ricevute, favorire i pagamenti elettronici. Non è facile, ma sopravvivere all'occhio sempre più indiscreto del Fisco è possibile: la guida
Difendersi dal redditometro:
ecco le sei mosse

 

Archiviare bene i documenti, conservare scontrini e fatture, preferire i pagamenti elettronici a quelli in contanti. Difendersi dal Redditest, o per lo meno arrivare preparati alla nuova sfida del Fisco, è possbile. Da oggi un software messo a punto dall'Agenzia delle Entrate calcolerò  la congruità tra il tenore di vita e il reddito, ecco quindi un breve vademecum per non farsi torvare impreparati: gli indicatori che l'erario utilizzerà per incrociare dichiarazione dei redditi e tenore di vita sono cento. Le dritte per non rimanere fregati sono sei.  

Le sei mosse - Innanzitutto annotare le spese: come si faceva un tempo con i registri di famiglia, è bene che il contribuente segni tutte le voci di uscita del bilancio domestico. Il passo successivo è archiviare i documenti releativi a tali uscite: scontrini, fatture, quietanze, ricevute, attestazioni e quant'altro. Il terzo consiglio è piuttosto un pro memoria: realizzato l'archivio, bisogna ricordare che il fisco ha quattro anni di tempo per le contestazioni, quindi i documenti vanno conservati per i 48 mesi successivi alla dichiarazione. Il quarto step accende i fari sugli estratti conto di conti bancari, postali o della carta di credito: in formato cartaceo o digitale, anche questi vanno conservati quattro anni. Le ultime due mosse riguardano i pagamenti (preferire gli strumenti tracciabili ai contanti, proprio per alimentare il proprio archivio) e i movimenti di denaro intrafamiliari: se fratelli, coniugi o, più in generale, parenti si donano soldi per sostenersi nelle spese, è bene documentare anche questi movimenti.

Scartoffie - Ma quali sono di preciso i documenti da conservare? L'elenco è lungo. Si va dalla casa (atto d'acquisto, certificazione bancaria del pagamento del mutuo, fatture delle utenze), passando per la previdenza (pagamenti dei contributi o altri eventuali premi assicurativi).Ci sono l'istruzione dei figli (rette di scuole, asili o università, tutoraggi e corsi di preparazione) e i mezzi di trasporto (acquisto di moto o auto, pedaggi autostradali e spese di manutenzione), ma anche le spese private (donazioni, spese mediche e veterinarie, ricevute dell'acquisto di valori) e del tempo libero (attività sportive, abbonamenti a stadio o teatro, viaggi e vacanze).

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Commenti all'articolo

  • Royfree

    22 Novembre 2012 - 02:02

    Ipotizzando che mi trovano incongruo in maniera non troppo vistosa che mi fanno? E qualsiasi cosa fanno in virtù di quale potere? Mi pare che tutto ciò esula dalla libertà individuale e mette la democrazia dentro al water. In verità in nome delle democrazia, io che pago tutte le tasse, intenterei causa allo Stato in quanto quello che pago è infinitamente superiore al servizio che ho. Immagino che ci potrebbero essere gli estremi per una causa collettiva. Cordialità

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  • Vinvag

    21 Novembre 2012 - 21:09

    Ma non hanno tenuto conto fosse anche solo l'1 per mille che darà fuori di testa, ne vedremo delle belle. Stanno scherzando con il fuoco. Nessuno è più pericolo di un onesto accusato ingiustamente.

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  • ketaon_01

    21 Novembre 2012 - 10:10

    Io vorrei vedere le note spese di questi personaggi e capire se tengono lo scontrino per 4 anni. Questi non pagano nulla , tutto gli è dovuto , e io devo tenere uno socntrino per 4 anni ? Il ridicolo poi è che il garante della privacy (dovrebbe garantire la tua privacy) permette di controllare il mio conto. Poi mi piacerebbe capire da dove proviene questo fantastico programma che mi dice se sono in regola o no. Ma perchè non mettiano on line le spese del governo visto che il grandissimo buffone e incapace di Monti si autocpmpiace del suo lavoro mentre uil debito pubblico continua ad aumentare e ci ammazza di taase. Ma chiaramente la casta , i papponi , non si toccano. Perchè spendiamo soldi pubblici per un programma sulla rai fatto da Amato (che fa veramente pena) ? Chi controlla le spese di questi ?

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  • cecco61

    21 Novembre 2012 - 09:09

    Proseguo rilevando altre incoerenze. Non ho la Pay-TV ma, dalle pubblicità, diciamo che con 120-150 euro all'anno posso vedermi le partite di calcio. Bene: chi resta a casa a guardare la partita è chiaramente un ricco mentre chi se ne va all'estero (Costa Azzurra d'estate e montagne austriache o svizzere d'inverno) tutti i fine settimana, con relativa casetta, o villa, non dichiarata, è un poveraccio. Quanti beni di lusso troveremo tra breve intestati a pensionati nullatenenti che non fanno la dichiarazione dei redditi e neppure il redditometro? Quanti soldi pubblici sono stati spesi per mettere insieme il redditest, mero specchietto per le allodole, anziché investire su accertamenti mirati e soprattutto equi? Per dimostrare la validità del sistema qualche malcapitato verrà spennato ingiustamente e poi risulterà essere l'ennesimo flop della nostra Pubblica Amministrazione.

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