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Istat, un italiano su 10 in povertà assoluta. Sud, situazione drammatica

Istat, un italiano su 10 in povertà assoluta. Sud, situazione drammatica

La crisi morde soprattutto nel Mezzogiorno, dove il numero delle persone in stato di povertà assoluta è salito di 725 mila unità nel 2013, toccando quota 3 milioni e 72 mila. È quanto emerge dai dati Istat. Nel Sud Italia l’incidenza della povertà assoluta è salita dal 9,8% al 12,6% (303 mila le famiglie coinvolte), contribuendo in larga parte alla crescita dal 6,8%% al 7,9% del dato nazionale. Preoccupa anche il dato sulla povertà relativa, la cui incidenza nel Mezzogiorno si attesta al 26% (sia pure in lieve calo rispetto al 26,2% del 2012), a fronte del 6% del Nord e del 7,5% del Centro. Le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Calabria (32,4%) e Sicilia (32,5%), dove un terzo del campione è relativamente povero.

L'incidenza dei figli - L'Istat rileva inoltre che le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), quelle in povertà assoluta il 9,9% (6 milioni 20 mila). Tra il 2012 e il 2013, l’incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7 al 12,6%) in tutte le ripartizioni territoriali; la soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, è di circa 18 euro inferiore (-1,9%) al valore della soglia del 2012. La povertà assoluta aumenta tra le famiglie con tre (dal 6,6 all’8,3%), quattro (dall’8,3 all’11,8%) e cinque o più
componenti (dal 17,2 al 22,1%). Peggiora la condizione delle coppie con figli: dal 5,9 al 7,5% se il figlio è uno solo, dal 7,8 al 10,9% se sono due e dal 16,2 al 21,3% se i figli sono tre o più, soprattutto se almeno un figlio è minore. Nel 2013, 1 milione 434 mila minori sono poveri in termini assoluti (erano 1 milione 58 mila nel 2012).

Il titolo di studio - L’incidenza della povertà assoluta cresce tra le famiglie con persona di riferimento con titolo di studio medio-basso (dal 9,3 all’11,1% se con licenza media inferiore, dal 10 al 12,1% se con al massimo la licenza elementare), operaia (dal 9,4 all’11,8%) o in cerca di occupazione (dal 23,6 al 28%); aumenta anche tra le coppie di anziani (dal 4 al 6,1%) e tra le famiglie con almeno due anziani (dal 5,1 al 7,4%): i poveri assoluti tra gli ultrasessantacinquenni sono 888 mila (erano 728 mila nel 2012). Nel Mezzogiorno, all’aumento dell’incidenza della povertà assoluta (circa 725 mila poveri in più, arrivando a 3 milioni 72 mila persone), si accompagna un aumento dell’intensità della povertà relativa, dal 21,4 al 23,5%. Le dinamiche della povertà relativa confermano alcuni dei peggioramenti osservati per la povertà assoluta: peggiora la condizione delle famiglie con quattro (dal 18,1 al 21,7%) e cinque o più componenti (dal 30,2 al 34,6%), in particolare quella delle coppie con due figli (dal 17,4 al 20,4%), soprattutto se minori (dal 20,1 al 23,1%).

Single più ricchi - A tali peggioramenti, in termini di povertà relativa si contrappone il miglioramento della condizione dei single non anziani nel Nord (l’incidenza passa dal 2,6 all’1,1%, in particolare se con meno di 35 anni), seppur a seguito del ritorno nella famiglia di origine o della mancata formazione di una nuova famiglia da parte dei giovani in condizioni economiche meno buone. Nel Mezzogiorno, invece, migliora la condizione delle coppie con un solo figlio (dal 31,3 al 26,9%), con a capo un dirigente o un impiegato (dal 16,4 al 13,6%), che tuttavia rimangono su livelli di incidenza superiori a quelli osservati nel 2011.

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Commenti all'articolo

  • bruggero

    15 Luglio 2014 - 11:11

    Dite, a quella poveretta, che il nostri beniamini sono impegnati nelle riforme per ...............risollevarla !!??

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  • andresboli

    15 Luglio 2014 - 08:08

    un fantastico risultato!! dopo 20 anni di "politica" senza mettere le mani in tasca aggli italiani, anzi riducendo le tasse...

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  • imahfu

    14 Luglio 2014 - 22:10

    E a te dico, grazie Silvio. Hai operato come il miglior Capo di governo della storia d'Italia...la povertà? Ma se gli stadi sono pieni e i ristoranti devono essere prenotati... Ottime tue dichiarazioni con Tremonti di supporto.

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  • maxgarbo

    14 Luglio 2014 - 18:06

    non avevo dubbi! pensioni da fame, pressione fiscale alle stelle! come fanno le famiglia, gli anziani ad arrivare a fine mese? loro però non si fanno mancare niente, non fanno nemmeno la mossa di tagliarsi i compensi. senatori a vita, pensioni d'oro, compensi milionari, tutti che magnano e rubano e noi siamo senza più le mutande. gente, bisogna reagire, mandarli a casa!

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