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Finanza, verifiche 2015: nel mirino imprese e lavoratori autonomi

Finanza, verifiche 2015: nel mirino imprese e lavoratori autonomi

In una circolare datata 19 novembre, la Guardia di Finanza ha presentato l'attività di verifica del 2015. Come spiega Il Sole 24 Ore, nella relazione della GdF sono contenute le linee operative dell'attività ispettiva, e ci si sofferma in particolare sui fenomeni di evasione attuati da imprese e lavoratori autonomi di modeste dimensioni, che operano direttamente con i consumatori finali. Questi soggetti, secondo il documento, evadono con sistemi elementari, come l'omessa certificazione di compensi o, più semplicemente, omettendo la presentazione della dichiarazione, e operano direttamente con i consumatori finali: nella circolare pertanto è suggerito di ricorrere alla ricostruzione induttiva, dato che le tracce di evasione sono difficilmente reperibili. Questo metodo è consentito a norma di legge, ed è il più efficace, dato che non sarà possibile ottenere altri riscontri.

L'analisi - I risultati più significativi conseguiti negli anni scorsi, dalla GdF, derivano dallo sviluppo degli elementi acquisiti nelle indagini di polizia giudiziaria, o di segnalazione di operazione: in futuro si continuerà a lavorare ed approfondire, in particolare, il confronto tra flussi finanziari e situazione reddituale dei contribuenti. Le indagini analizzeranno la movimentazione di merci, o di altri fattori legati alla produzione, e altri documenti a livello contabile e bancario.

Il Pvc - Nel processo verbale di constatazione (Pvc), in caso di ricostruzione induttiva, i verificatori dovranno procedere al riconoscimento dei costi verosimilmente sostenuti dall'impresa. Saranno pertanto segnalati, sempre sul Pvc, i costi, le spese e le altre cifre risultanti dai documenti fiscali regolari e attestanti acquisti di beni e servizi.

Le fatture analizzate - Per la ricostruzione indiretta del volume di affari, in caso di evasori totali, i verificatori prenderanno in esame le fatture relative a costi: le fatture emesse, ossia i ricavi dell'impresa, non potranno rappresentare il complesso dei componenti positivi non dichiarati. E' improbabile, infatti, che l'evasore totale possa aver emesso documenti per tutte le operazioni compiute.

La stima - I verificatori, inoltre, dal 2015 dovranno stimare le imposte dirette, adottando metodi analoghi a quelli già usati per il controllo del superamento della soglia penale. In sede di accertamento, poi, saranno ancora utili le competenze degli uffici: quella dei verificatori, comunque, sarà soltanto una stima, senza l'indicazione di alcuna sanzione.

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Commenti all'articolo

  • marcomasiero

    27 Novembre 2014 - 08:08

    ennesima presunzione sul reddito ??? lo Stato non conosce evidentemente il mercato e le sue leggi ... presume sempre che un reddito sia sempre e comunque disponbile e invece PURTROPPO non è proprio così ! ...

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  • carlo.perrotti3

    26 Novembre 2014 - 23:11

    Vorrei solo capire e conoscere quale incidenza hanno i costi per i controlli sulle attività commerciali e quale utilità apportano alla società. L'economia deve essere libera, alle iniziative e alle idee non si possono mettere le manette ne coloro che mettono le manette e fanno i sequestri producono PIL. Bastano guardie.........amministratori disonesti...... e controllori senza scrupoli.

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    • portici

      portici

      28 Novembre 2014 - 14:02

      Infatti ai nostri politici e tecnici non hanno mai voluto fare il classico conto della massaia tra il dare e l'avere sui controlli fiscali hanno delegato tutto alla Equitalia e allL'AGENZIA delle entrate , le quali interpretrano le leggi e applicano ai controlli le loro interpretazioni

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    • portici

      portici

      28 Novembre 2014 - 14:02

      Addirittura Visco Vincenzo , definito "DRACULA" dai suoi avversari politici , insieme al dottore Cantone hanno "definito" i controlli fiscali un accanimento fiscale in quando i controllori incentivati dai premi di risultato," spingono" le verifiche oltre misura

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  • carlo.perrotti3

    26 Novembre 2014 - 23:11

    Credo che la soluzione di tutti i problemi fiscali italiani sia di semplice individuazione ed applicazione, lo capisce chiunque abbia un po' di buonsenso, un minimo di conoscenze ed una piccola cultura in economia. In pratica gli addetti ai controlli, con la conoscenza delle problematiche commerciali degli operatori economici, basterebbe dare le divise ai commercianti e le attività alle guardie.

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  • maxdemax

    maxdemax

    26 Novembre 2014 - 20:08

    Si tutti contro il muro, presunzione di essere un evasore, studio di settore per legge, inversione della pena, premio al controllore cosi trova sempre qualcosa, applica i stidu di settore e vai con le multe. Ma vi rendete conto che state uccidendo le aziende. Meno male che me ne sono andato dall'Italia, continuate - cosi rittorno in italia a fare le vacanze da nababbo in un paese povero.

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