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Il mattone

Imu, imprese stangate e beffate:
aumenti dal 50 al 200 per cento

Mentre si parla di abolire il balzello sulla prima casa, aumenta la stangata per i capannoni e gli immobili legati alle aziende: l'importo può anche quadruplicare

Imu, imprese stangate e beffate:
aumenti dal 50 al 200 per cento

 

Mentre si fa un gran parlare di abolizione dell'Imu sulla prima casa, le imprese, il cuore in crisi di un Italia fiaccata da povertà e disoccupazione, continuano a pagare la stangata. E non solo. Nel silenzio generale stanno per affrontare un destino amaro: la mazzata, infatti, aumenta. Il primo versamento per capannoni e immobili strumentali è previsto per il 17 giugno. Di sospensione, come detto, non se ne parla. Anzi: le regole già in vigore preparano una doppia stangata.

Doppia fregatura - La prima beffa era già contenuta del decreto "salva Italia" varato da Mario Monti alla fine del 2011. Il testo aveva messo in calendario per il 2013 un nuovo aumento dell'8,33% per i valori fiscali di riferimento degli immobili delle azinede. Il moltiplicatore infatti passa da 60 a 65, dopo gli incrementi del 20% introdotti nel 2012. La seconda beffa è circoscritta a chi si trova nei Comuni che hanno aumentato le aliquote quest'anno o l'anno scorso. La rata di giugno infatti si calcolerà sulla base delle nuove scelte locali e non più sul parametro standard del 7,6 per mille, come avvenuto lo scorso anno. Già nel 2012 l'aliquota ordinaria destinata a questi immobili è aumentata del 50,4%, e fra i Comuni che l'hanno aumentata ci sono in particolare le città di maggiori dimensioni.

Le cifre - I numeri sono impietosi. Un capannone di 2mila metri quadri in un'area industriale milanese, infatti, a giugno 2012 ha versato quasi 12.100 euro, l'impennata in termini percentuali è dell'82,4 rispetto a quanto si pagava ai tempi dell'Ici. E il conto da pagare nelle prossime settimane sale fino a 18.250 euro, con un nuovo aumento del 51,1% rispetto all'anno scorso e un super aumento del 175,6% rispetto ai tempi dell'Ici. Il confronto con l'Ici è solo un po' più leggero a Roma, Torino e Napoli, dove la tassa sale del 96,9 per cento.

Piccoli Comuni - Lontano dai grandi centri, però, gli aumenti effettivi potrebbero essere ancora più pesanti. Il Sole 24 Ore fa l'esempio di Ferrara, dove l'amministrazione aveva stabilito di alleggerire il conto per le imprese a inizio attività o per chi rilevasse immobili strumentali da un fallimento per garantire l'occupazione. L'aliquota super-leggera era fissata al 4 per mille. Ma dal 2013 questi sconti sono vietati per legge: il gettito prodotto dall'aliquota standard del 7,6 per mille viene dirottato allo Stato, e i Comuni non possono infatti incidere sulla riserva statale. Così, in questi casi, l'aumento minimo rispetto all'anno scorso raggiunge il 106%, e in alcuni Comuni, quelli che decideranno di applicare a tutti la maggiorazione, potrebbe arrivare al 187 per cento.

 

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Commenti all'articolo

  • amb43

    11 Maggio 2013 - 09:09

    Invece di aiutare le imprese , in questo momento di crisi , che devono pagare già tante tasse, il governo pensa di aumentare l'IMU con aliquote assurde ! Andando avanti così lItalia sarà sempre più povera !

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  • maxdemax

    maxdemax

    09 Maggio 2013 - 13:01

    L'unica soluzione seria in questo paese di fannulloni, fancazzisti, è chiudere la propria azienda in Italia e riaprirla in un alro stato. I vari stati confinanti fanno ponti d'oro per averci. L'italia fa di tutto per massacrarci i "maroni" facendo di tutto per mettere in difficoltà gli imprenditori nostrani, ovviamente perche é passato il mantra socialista, che chi fa impresa "deve essere un evasore". Inversione della prova, studi di settore, leggi contrastanti incasinate e faraginose, tasse oculte, tasse essose, tasse, tasse, incertezza del diritto, funzionari di stato che prendono un premio se ti danno la multa e quidi alee.. multe a tutt'andare..... BASTA, BASTA, BASTA.. avete vinto me ne vado.. Ora chiedete alla Camusso CGIL, CSL, UIL e a tutti i sindacati e politici rossi di investire il loro enaro e inventarvi un lavoro. (Loro denaro.. non quelli pubblici).. state freschi. L'italia è FALLITA ..non se ma quando.. SALTA LA PENTOLA..purtroppo molto presto.

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  • vitalba

    09 Maggio 2013 - 12:12

    lasciamo l'imu sulla prima casa ,non capisco perchè berlusconi insista tanto ,piuttosto si aggiornino i dati catastali ,certe residenze in centri storici.... pagano come case popolari....... si abbassi l'irpef e si aumenti l'iva (l'iva cosi la paghiamo tutti)

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  • palllino

    09 Maggio 2013 - 11:11

    È ovvio che se viene tolta l imu sulla prima casa i soldi si devono trovare da qualche altra parte..però vi sono delle incoerenze inconcepibili! Faccio un esempio:un proprietario di un immobile di 6 vani in un comune non ricco si trova a pagare 500 euro di imu sulla prima casa,mentre un proprietario di un bilocale in una città che vale tre volte tanto ma che ha una rendita bassa si trova ad essere esente..ora ma non era più normale come una volta fare pagare un minimo a tutti di 100 euro in due rate che tutti o quasi possono premetterselo? È come il principio Dell aliquota più bassa sui redditi che è quella cha alla fine garantisce allo stato l introito maggiore!!non è poi concepibile dovere pagare simili cifre in sole due rate!! Personalmente ho preferito non pagare e aspettare gli accertamenti con sanzione del trenta per cento e potere rattizzare!!

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