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Emergenza lavoro

Record di giovani disoccupati: 42%. Mai cosi male dal 1977

Senza impiego 3,3 milioni di italiani. Allarme per i ragazzi tra 15 e 24 anni

Record di giovani disoccupati: 42%. Mai cosi male dal 1977

Il tasso di disoccupazione ad aprile si attesta al 12%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a marzo e di 1,5 punti nei dodici mesi. Si tratta del massimo storico dal 1977, sottolinea l'Istat. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni raggiunge addirittura il 41,9% (era il 35,9% nel primo trimestre 2012) nel primo trimestre del 2013. La crescita è diffusa in tutte le ripartizioni territoriali e riguarda soprattutto la componente maschile. Nelle regioni meridionali oltre la metà della forza lavoro giovanile (occupati e disoccupati) è in cerca di lavoro, con valori dell’indicatore pari al 51,2% per i maschi tra i 15 e i 24 anni e al 52,8% per le giovani donne. 

Allarme giovanile - Complessivamente, nella classe tra 15 e 24 anni, il numero delle persone in cerca di occupazione raggiunge 696.000 unità (+65.000 rispetto a un anno prima), pari all’11,5% della popolazione di questa fascia di età (12,8% per i maschi e 10,2% per le femmine).  Nel solo mese di aprile, aggiunge l’Istat, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è pari al 40,5%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,9 punti nel confronto tendenziale. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 656 mila e rappresentano il 10,9% della popolazione in questa fascia d’età. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente (+25mila unità). Il tasso di inattività si attesta al 36,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e in diminuzione di 0,1 punti su base annua.

Da Nord a Sud - Nel primo trimestre 2013 il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,8% (+1,8 punti percentuali rispetto a un anno prima). Il tasso di disoccupazione maschile cresce per il sesto trimestre consecutivo portandosi all’11,9%; quello femminile, in aumento per l’ottavo trimestre, sale al 13,9%. Nel Nord l’indicatore passa dal 7,6% del primo trimestre 2012 all’attuale 9,2%, nel Centro dal 9,6% all’11,3%. Nel Mezzogiorno l’indicatore raggiunge il 20,1% (era il 17,7% nel primo trimestre 2012).

Gli stranieri - Il numero dei disoccupati, pari a 3.276.000, è in ulteriore forte aumento su base tendenziale (17,0%, pari a +475.000 unità). L’incremento, diffuso su tutto il territorio nazionale, interessa in oltre sei casi su dieci le persone con almeno 35 anni. Il 55,2% dei disoccupati cerca lavoro da un anno o più. Il tasso di disoccupazione degli stranieri aumenta dal 15,3% dell’anno precedente al 18,0% del primo trimestre 2013. L'indicatore cresce sia per le donne (dal 17,4% al 19,3%) sia soprattutto per gli uomini (dal 13,6% al 17,0%).

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Commenti all'articolo

  • capcap

    02 Giugno 2013 - 11:11

    Ma gli studi statistici e le proiezioni a cosa servono? La situazione odierna è la logica risultanza della semina del "68". Ricordatevi che chi ora si fascia la testa per 40 anni ha tratto profitto (carriera Camusso e di tutti i capi ed ex capi dei sindacati) sulla pelle dei lavoratori.

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  • encol

    31 Maggio 2013 - 18:06

    giovani raccomandati, figli di... e via corruzione quelli il lavoro lo trovano. Provate a dare una occhiata alla sanità pubblica in modo particolare alle strutture di base e Vi renderete conto di quanti incapaci vengono assoldati e lautamente pagati dal sistema.

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  • libero

    31 Maggio 2013 - 15:03

    Letta poteva risparmiarsi e risparmiarci l'ipocrita presa in giro del ringraziamento agli italiani,lui a pieno titolo esponente e complice di quella congrega di pseudo politici e usurpatori del titolo di onorevole,responsabili del disfacimento totale del paese.La decenza gli avrebbe dovuto suggerire un ''dignitoso''silenzio nel caso che in lui fosse presente il barlume di un sussulto di dignita' nel rispetto di coloro ai quali e' stata tolta la vita, la dignita'e l'astratta speranza nel futuro;a tutti coloro che uno stato ladro e parassita,ha tolto il frutto di anni di sacrifici,tesi a fare da ammortizzatore sociale ai propri figli, obbligati ad abbandonare il proprio mondo per emigrare lontano e pure ai genitori anziani,per evitare loro la vergogna di rovistare tra gli scarti dei supermercati,in questo paese che ha saputo privarli di una pressapoco dignitosa vecchiaia.

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