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Detraibilità dello scontrino per combattere l'evasione

Detraibilità dello scontrino per combattere l'evasione

La detraibilità degli scontrini fiscali per combattere l'evasione. Le famigilie potrebbero scaricare nelle dichiarazioni dei redditi anche le fatture dell'idraulico, del tecnico della lavatrice del carrozziere. E anche le parcelle dell'avvocato e del commercialista. Il "contrasto di interessi" era stato inserito dal governo tecnico a fine novembre dal Senato nella delega fiscale confezionata dall'allora governo Monti è rispuntata, come scrive Repubblica, alla Camera. Il contrasto di interessi è quella situazione, molto diffusa nella nostra Italia, in cui "a me conviene la fattura e a te il nero". In Italia, grazie anche ai bonus statali che sono stati recentemente rafforzati e prorogati, la fattura (che spesso veniva "contrattata" nel senso che, in cambio di uno sconto non veniva rilasciata) è diventata molto appetibile rispetto alla classica stretta di mano. Perché il 65% sulle ristrutturazioni edilizie e il 50% del risparmio enegertico detraibili dall'Irpef in dieci anni sono un buon incenvito alla richiesta della fattura. Se si dovesse prevedere la detraibilità degli scontrini fiscali e delle spese per l'idraulico, si darebbe, secondo molti tecnici, un'altra "mazzata" all'evasione. La delega fiscale già calendarizzata per il suo passaggio in aula a Montecitorio per l'ultima settimana di luglio o la prima di agosto, gode di un ampio consenso parlamentare. Il problema maggiore sarà, come sempre, quello di trovare le coperture. La norma sul contrasto di interessi contenuta nella delega è solo una "delega": il governo deve delineare entro dodici mesi "le opportune fasi applicative" e trovare le coperture. Ed è su questo punto che il progetto anti-evasione potrebbe incagliarsi. 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • gianko

    11 Luglio 2013 - 14:02

    **le tasse al fornitore le DEVE SEMPRE PAGARE IL CLIENTE**.. facciamo il caso dell'artigiano (una delle categorie prese di mira dai talebani fiscali, magari dipendenti pubblici CHE NON PAGANO TASSE IN QUANTO I LORO STIPENDI PROVENGONO DALLE **TASSE VERE*.. la *partita di giro* non è ancora entrata nelle zucche di ghisa degli idioti) dicevo se l'artigiano HA BISOGNO di *100 E. nette a spendere*, se li prende al nero OK (e i parassiti statali se lo pigliano in c...) se il cliente vuole la fattura, per avere i 100 E. netti con un'aliquota fiscale del 50% (è anche maggiore, ma transeat) oh emerite teste di cazzo,deve fare la fattura di 242 E. (- 42 E. di iva che vanno ai parassiti pubblici, restano 200 E. lordi - irpef 50% restano i 100. E.) e il fisco non ci guadagna niente, perchè quello che prende dall'artigiano LO PERDE dal cliente che scarica la fattura..le teste di c... dipendenti (lo sono stato anch'io x 20 anni) non capiscono un tubo di fisco e strillano come oche, il cervello è =

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  • bruno osti

    09 Luglio 2013 - 12:12

    il mio precedente messaggio risulta quasi incomprensibile

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  • wilegio

    wilegio

    09 Luglio 2013 - 00:12

    non è realizzabile nella pratica. Ci ritroveremmo con molti milioni di dichiarazioni dei redditi da presentare... e chi le compila? E chi le controlla? V'immaginate quanta gente ci vuole per fare i controlli incrociati su ogni scontrino? E i conguagli... e i sostituti d'imposta? I dipendenti non si rendono conto degli oneri burocratici che i datori di lavoro (sostituti d'imposta) devono adempiere per pagare le tasse al posto loro. Ve l'immaginate i milioni di conguagli, molti di pochi euro, che lo stato dovrebbe pagare ogni anno? E quando li paga? E il calcolo degli acconti? Bisognerebbe vivere in un paese in cui lo stato fosse onesto e si fidasse del cittadino, e questi a sua volta non facesse il furbino... ma temo che non sia quasto il caso dell'Italia.

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  • GMTubini

    08 Luglio 2013 - 12:12

    Aggiungo solo, con una nota di tristezza, che l'IVA esiste dal 1973 e ancora gli italiani, compresi i politici, non hanno capito come funziona.

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