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La riforma

Tasse, il piano del governo per ridurre subito le aliquote Irpef subito: godono 9 mln di italiani

11 Luglio 2018

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Giovanni Tria

La partita cruciale che il governo Lega-M5s si dovrà giocare in tempi brevissimi è quella delle tasse, che per tutta la campagna elettorale - su fronti opposti - sia i leghisti che i grillini hanno promesso di abbassare. La missione è stata affidata al ministro dell'Economia Giovanni Tria, consapevole del fatto che applicare la flat tax come prevista dal contratto di governo per ora è quasi praticamente impossibile.

La riforma fiscale di impronta leghista prevede una doppia aliquota piatta, del 15 e del 20 per cento sopra e sotto gli 80 mila euro. L'iniziativa costerebbe da subito circa 50 miliardi di euro per il bilancio dello Stato, sono le famigerate coperture che assillano le notti insonni del ministro, più orientato a un piano da 3 miliardi.

Il primo taglio del Mef prevede una riduzione dell'aliquota tra i 28 mila e i 55 mila euro lordi annui che oggi paga il 38%. La fascia scelta non è casuale, visto che coinvolge circa 8,2 milioni di contribuenti ed è poi la più delicata, dove è presente uno scalino - quello dei 28 mila - che pesa di ben 11 punti in più rispetto a chi dichiara 27 mila euro lordi. La modifica immaginata da Tria prevede la riduzione al 35%, così da ridurre lo "scalino" a 8 punti.

Nei piani di via XX Settembre c'è anche una seconda ipotesi che prevede la riduzione delle aliquote da cinque a quattro. Verrebbero quindi accorpate le due aliquote, quella 28-55 mila e quella 55-75 mila, alle quali sarebbe applicata una tassazione intermedia, cioè del 36%. Per questa operazione potrebbero essere necessari almeno un altro paio di miliardi, il problema quindi non si sposta: bisogna prima individuare le coperture. Il tempo però è tiranno e l'attesa degli elettori di riscuotere le promesse elettorali sta diventando impaziente.

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