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Quote latte, il decreto Zaia

non piace agli agricoltori

Quote latte, il decreto Zaia

La questione delle quote latte ha sempre creato problemi a qualsiasi ministro dell’Agricoltura che abbia deciso di metterci mano. Non è riuscito a scamparne nemmeno il leghista Luca Zaia che oggi non deve aver vissuto una giornata propriamente tranquilla, perché sia la Confederazione italiana agricoltura che Confagricoltura hanno manifestato il loro disappunto di fronte al decreto del ministro. C’è chi come la Cia lo accusa di non aver consultato le parti, chi come Confagricoltura ritiene che “questo provvedimento è una vera e propria beffa e la cosa migliore sarebbe farlo decadere”. “In 40mila abbiamo contenuto la nostra produzione secondo le regole, abbiamo speso centinaia di migliaia di euro per acquistare le quote latte e ora saranno invece premiati coloro che si sono comportati in modo scorretto”, ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Parma, Lorenzo Bonazzi.
Anche le Regioni sono sul piede di guerra. Ad aver levato la voce è stato soprattutto Tiberio Rabboni, assessore dell’Agricoltura dell’Emilia – Romagna: “Sul decreto delle quote latte dalle Regioni è venuto un parere negativo unanime, Lombardia compresa. Le Regioni hanno cercato da mesi un rapporto diretto con il ministro delle Politiche agricole, ma non ci è mai stato concesso un confronto diretto”. Una lamentela unica, quindi, alla gestione degli affari da parte del ministero, con la Cia che alza il tiro e si lamenta della profonda crisi che sta attraversando il settore nei confronti del quale “c’è un totale disinteresse. A noi si dice che le risorse non ci sono. Poi, invece, vengono varati interventi importanti per il settore dell’auto, per gli elettrodomestici, per i mobili. Ci sentiamo presi in giro. E questo non possiamo sopportarlo oltre”, incalza il presidente Giuseppe Politi.
Un favore ai furbetti e non a chi ha lavorato seriamente. Il diretto interessato Zaia ha detto di essere rimasto dispiaciuto dal dissenso, ma che la protesta fa parte della democrazia. “Mi spiace che si voglia far passare ancora che il decreto sulle quote latte è per quattro amici mentre riguarda 17.200 stalle”, ha risposto Zaia. “Con questo decreto non stiamo facendo una sanatoria - ha ribadito il ministro - per la prima volta si riscuote una multa non con pacche sulle spalle ma con una rateizzazione concordata con la Ue”.
Gli unici a staccarsi dal coro sono stati quelli della Coldiretti, la più importante organizzazione del settore. Il presidente Marini sostiene che la legge va fatta per “fermare il tanto latte in nero che c’è in giro”. Ma intanto si preparano le mobilitazioni: per lunedì previsti 800 trattori ad Arcore per sfilare di fronte alla villa di Berlusconi e la cosa potrebbe ripetersi a Gemonio, davanti all’abitazione del leader della Lega Umberto Bossi.

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