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11 settembre, l'esperto:

al Qaeda oggi è più debole

11 settembre, l'esperto:
Venerdì 11 settembre. Saranno gli anni a passare, per la precisione otto, ma questa data rimane oramai impressa come un marchio, insieme alle immagini delle due torri, prima trafitte, poi che cedono inginocchiandosi su se stesse. Si parla ancora di terrorismo e di come sia evoluto da quell’11 settembre 2001 a oggi. “Il gruppo di Bin Laden si confronta con un grave calo di popolarità”. A sostenerlo è uno dei massimi esperti mondiali di terrorismo, Brian Michael Jenkins. “Al Qaeda non è più in grado di organizzare un grande attacco – prosegue il capo della Rand Corporation – Le sue capacità sono andate deteriorandosi negli anni e ha grandi difficoltà a portare avanti la sua campagna terroristica globale”.
Complotti fatti in casa - In particolare, fuori dal Pakistan, dal Pakistan, dall’Afghanistan e dall’Iraq, secondo Jenkins, al Qaeda ha un problema di “controllo della qualità” e i suoi uomini sono meno preparati e competenti dei loro predecessori. Anche dal punto di vista quantitativo, secondo l’esperto, Bin Laden e i suoi hanno qualche difficoltà: “Fino al 2006 organizzava attacchi ogni due mesi, ma da allora il numero di operazioni terroristiche significative è andato diminuendo e si assiste solo ad attentati occasionali”. Gli attacchi successivi all’11 settembre in Turchia, Spagna, Indonesia, Regno Unito e Arabia Saudita, erano condotti da persone addestrate nei capi di al Qaeda. Ora, spiega Jenkins, “i complotti fatti in casa” prendono il posto degli “attentati di qualità”.
Più cooperazione tra le forze di sicurezza -Se da una parte le cellule terroristiche si indeboliscono, dall’altra gli Stati Uniti “hanno un livello di sicurezza interna più alto che in passato”. L’esperto, che  tende a ridimensionare un ipotetico nuovo allarme attentati in America, tesse le lodi dell’intelligence e della “cooperazione senza precedenti tra le forze di sicurezza di tutto il mondo”. Molti paesi che hanno subito attentati non vedono più al Qaeda come una questione che riguarda solo gli Usa, ma come una minaccia globale.
Crisi dei consensi – La strategia delle cellule terroristiche di spostare i propri obiettivi verso i paesi islamici è costata ad al Qaeda una grave crisi di consensi. “La sua carneficina gratuita di ‘infedeli’ ha provocato una reazione negativa tra i musulmani”, sostiene Jankins, secondo cui il suo indebolimento non deve comunque far abbassare il livello di guardia. Riguardo a una eventuale morte di Osama Bin Laden e di Ayman al-Zawahiri, Jankins ritiene che si priverà al Qaeda di seguaci, oltre che di un importante strumento di connessione. “Non credo che a qual punto l’intero movimento collasserà – conclude l’esperto – ma sarà irrimediabilmente ridotto all’irrilevanza, perché al Qaeda cavalca le onde, ma non è in grado di provocarle”.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    10 Settembre 2009 - 22:10

    Non si tratta di Al Qaeda che è più debole, come viene scritto sull'articolo, ma di problemi finanziari. Al Qaeda e organizzazioni similari erano sicuramente finanziate sotto banco da diverse nazioni arabe, come lo stesso Saddam faceva. Solo che alla fine si sono resi conto che la cosa finiva per danneggiare anche loro, perchè i terroristi non si scagliavano solo contro l'occidente, ma finivano per attaccare l'autorità costituita di queste stesse nazioni che l'appoggiavano indirettamente e nascostamente. Di conseguenza hanno chiuso i rubinetti dei finanziamenti e come dicevano gli antichi romani, senza soldi non si fa la guerra, anche se di individui pronti a prendere il posto dei caduti del terrorismo il medio oriente è pieno, visto che non di terrorismo puro si parla, ma di applicazione dell'islamismo e della jihad, cosa che sarà sempre presente in medio oriente e da coloro che sono venuti da noi in occidente. In medio oriente adesso le varie nazioni sono preoccupate dall'armamentario posseduto dall'Iran, il loro vero problema sono loro, non più il terrorismo utilizzato per colpire e indebolire l'occidente. Hanno bisogno dell'appoggio dell'occidente e perfino degli israeliani, se non vogliono perdere il potere su cui finora sono vissuti. L'armamento nucleare non è uno scherzo per nessuno, nemmeno per loro, che sono il primo obiettivo iraniano. Al posto dell'occidente non abbasserei la guardia per questa flessione temporanea del terrorismo, dovuta ad esigenze contingenti dei finanziatori. Ricominceranno da capo quando si sentiranno in una botte di ferro. L'11 settembre 2001 non è il risultato di una organizzazione limitata di terroristi, è il risultato della jihad islamica e della possibilità di finanziamenti che hanno avuto finora, grazie alla ricchezza che il petrolio gli ha portato. Che l'occidente non lasci che i morti avvenuti in tutti gli attentati terroristici islamici vadano dimenticati, abbassando la guardia nell'illusione che siano finiti. Presto riprenderanno perchè la mentalità e le loro possibilità finanziare sono le stesse, come da sempre sono, da 14 secoli a questa parte.

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