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Vaticano, sì al preservativo

"Ma solo in coppie con Aids"

Vaticano, sì al preservativo
L'utilizzo del preservativo (all'interno di una coppia nella quale uno dei due coniugi è contagiato dall'Hiv), insieme alla fedeltà di coppia, sono le raccomandazioni del relatore al Secondo sinodo dei vescovi per l'Africa e primate del Ghana, Peter Kodwo Appiah Turckson, per contrastare la diffusione dell'Aids in Africa. Lo ha affermato nel corso di una conferenza stampa per illustrare i contenuti della sua relazione, rispondendo alla domanda di un giornalista.

Alla domanda su cosa potesse fare la Chiesa per contrastare la diffusione del virus Hiv, il card.Turckson ha risposto che «la situazione è grave, soprattutto in Africa australe e colpisce in particolare i giovani». «Se venisse da me un contagiato - ha spiegato - cercherei di aiutarlo e di dargli un sostegno psicologico. Il fatto di essere contagiati dovrebbe portare all'astinenza. Comunque raccomanderei l'uso del preservativo, anche se in Africa a volte questo rappresenta un rischio».
«L' utilizzo del preservativo è importante, ma – ha puntualizzato – bisogna ricordare l'aspetto della fedeltà all'interno della coppia, quindi l'appello all'utilizzo dei preservativi va di pari passo alla fedeltà della coppia». Poi ha parlato dell'importanza dei nuovi farmaci retrovirali, che stanno dando nuove speranze. Io raccomanderei l'uso del preservativo ma anche questo è un rischio perchè ce ne sono in giro troppi di non buona qualità. Ci sono preservativi che danno un falso senso di sicurezza e che fanno aumentare il contagio.

"Papa nero? Dopo Obama è possibile" - Poi il cardinale Tukson ha espresso un auspicio sull’eventualità che dal prossimo Conclave esca un papa di colore. «Abbiamo avuto – ha detto il presule – un segretario generale dell'Onu che veniva dal Ghana, ora abbiamo il presidente degli Stati Uniti di colore: se la Divina Provvidenza ci darà questa possibilità dovremo ringraziare il Signore e non certo esserne sconvolti»

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  • Shift

    06 Ottobre 2009 - 11:11

    E' solo un passettino avanti da parte della Chiesa, per necessità di preservare la salute e il gregge. La Chiesa, purtroppo, nella vita terrena non vede la ricerca della felicità, da sempre la vede nel cielo, nell'elevazione spirituale raggiunta tramite il rifiuto delle tentazioni che la Terra ci propone, così come il diavolo propose a Cristo le tentazioni durante i suoi quaranta giorni di digiuno nel deserto. Tale mentalità si riflette anche nei rapporti sessuali, visti come la tentazione peggiore e destinati ad allontanare il fedele dalla ricerca spirituale, quindi dal cielo e dalla fedeltà al Signore. Di conseguenza la Chiesa, nei rapporti matrimoniali, li vede solo come necessari a perpetuare la specie, ma da evitare tutto ciò che non abbia a che fare con questi. Vale a dire sia tutti gli atti che non sono destinati alla procreazione e, giocoforza, anche il preservativo che tale cosa impedisce, con l'evidente intento del solo piacere di chi li usa. Sotto un certo punto di vista il loro ragionamento fila, perchè la fede si mantiene mantenendo l'auto disciplina e la ricerca ASSOLUTA del cielo, cosa in cui gli stessi ecclesiastici falliscono perchè, come si vede sempre più spesso, non riescono a mantenere la castità e finiscono per abbandonarsi a forme sessuali più perverse, con atti di pedofilia e altro. Non possono chiedere una cosa simile ai loro fedeli, se nemmeno loro, i pastori, sono capaci di mantenere la fede. Non contando che si abbandonano anche al desiderio di potere e di ricchezza, altre cose che allontanano dalla fede. Quindi predicano bene e razzolano male. Devono cambiare le basi su cui si poggia la loro fede, magari facendo un concilio, rivedendo ciò che contrasta la natura umana. In fin dei conti Dio si è trasformato in uomo, con tutte le debolezze e i desideri di un uomo, cosa che lui stesso non ha voluto disconoscere nemmeno nel suo percorso verso la croce, quando ha mostrato le sue debolezze, non le ha represse, gli ha dato sfogo umano. In quanto al resto la Chiesa, invece di predicare e praticare la fede, ha finito per fare politica e intromettersi nelle vicende umane, soprattutto quelle italiane dove ha il suo Centro di diffusione. Per l'Italia meglio sarebbe che il Papa si trasferisse di nuovo in Francia, lasciandoci liberi dal suo pensiero, che indubbiamente per diversi secoli ha influito e aiutato a sviluppare tutto l'occidente, ma che adesso sta finendo per distruggerlo e infastidirlo, là dove l'uomo ha ormai delle solide basi di sviluppo e di pensiero.

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  • brikko89

    05 Ottobre 2009 - 17:05

    Oramai santa romana chiesa è al bivio....rimanere cn gli occidentali diventando una setta a cui nemmeno i fedeli daranno retta oppure andare incontro all'africa per rinfoltire i ranghi...cosa che stà già avvenendo basti vedere l'appoggio della chiesa alla clandestinità non di certo per "amore" ma per ripopolare le chiese vuote avvallando in silenzio la colonizzazione europea!! Insomma il vaticano è meglio che vada in africa...tanto orami gli occidentali(fedeli compresi)si sono resi conto che la chiesa sfrutta fede dolore e ingnoraza altrui per i propri interessi economico-politici distorcendo in pieno il messaggio di cristo

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