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Ancora stangate

Monti ci vuole dissanguare:
pronta la manovra d'estate

Tutto pronto alla Camera, i componenti della Commissione Bilancio in preallarme: niente vacanze in luoghi lontani. C'è puzza di bruciato

Intanto in Senato è partito l’assalto alla spending review: presentati 1.800 emendamenti
Mario Monti

di Salvatore Dama

È mezzogiorno e al Senato piove. Piovono emendamenti: sono 1.800 le proposte di modifica alla spending review avanzate dai partiti. Alla pila di carta contribuiscono in parti uguali Popolo delle libertà, Partito democratico e altri gruppi. Hanno depositato 600 emendamenti per parte al decreto con cui i Professori intendono proseguire la sforbiciata ai costi della macchina pubblica. L’hanno fatto con la rassegnazione di chi sa di aver contribuito solo al disboscamento delle foreste equatoriali. Il governo ha già fatto capire di voler ricorrere alla questione di fiducia, procedimento bloccato che fa decadere tutte le proposte di modifica dei gruppi parlamentari. 

Fiducia sicura - La diligenza si blinda per difendersi dall’assalto della politica. Un numero così elevato di emendamenti «era prevedibile data la complessità del provvedimento e la varietà delle manovre affrontate», commenta il relatore del decreto Paolo Giaretta (Pd), «ma già dalle dichiarazioni dei gruppi in Commissione emerge la volontà di concentrarsi sulle materie principali». C’è una flebile speranza che i tecnici accettino alcune modifiche proposte dai partiti nell’esame preliminare. Ancora Giaretta: «Credo che sarà possibile arrivare a un testo votato in Commissione e su questo, come di consueto sarà posta la fiducia». Gli emendamenti della maggioranza multicolor sono congeniati in maniera da non scombussolare il provvedimento governativo: «Da un primissimo esame vedo che si muovono in una logica di mantenimento dei saldi. Sono tentativi di miglioramento senza mettere in discussione il risultato della manovra», prova a caldeggiare la causa il senatore democratico. Due gli obiettivi principali: «Evitare l’aumento di due punti dell’aliquota Iva e stanziare due miliardi per l’emergenza terremoto». Ma non c’è solo questo. Ogni partito sta cercando di tutelare, dalla mannaia del professor Monti, i temi o le categorie più cari. Le proposte del Pdl vanno nel senso di evitare tagli troppo violenti alla sanità, ai dipendenti pubblici, alle forze armate. Il Pd prova a scongiurare il dimagrimento forzato dell’amministrazione giudiziaria. I democrats esprimono «forti perplessità» sulla chiusura degli uffici giudiziari, sui tagli alle intercettazioni e all’acquisto di beni e servizi per l’amministrazione giudiziaria.  Specie sugli ascolti il Pd propone di continuare a intercettare senza pagare le compagnie telefoniche: «È assurdo», dichiara la capogruppo in commissione Giustizia del Senato Silvia Della Monica, «che se il privato cittadino intercettato ha pagato per quella telefonata, lo Stato debba pagare di nuovo». Non solo. I senatori della sinistra chiedono anche di ridurre le spese destinate all’acquisto dei cacciabombardieri F35 destinando il risparmio al finanziamento della ricerca.

Cgil in sciopero - Ma l’accerchiamento è concentrico, Palazzo Chigi è sotto l’assedio di enti locali e sindacati. Questi ultimi annunciano lo sciopero. Parte «una fase di mobilitazione che riguarderà tutto il Paese e culminerà a settembre con lo sciopero generale del lavoro pubblico contro l'ennesima manovra». Parola del leader di Cgil Susanna Camusso. La spending review è «una manovra fatta contro i lavoratori» e non, come sostiene il governo, «una revisione della spesa per tagliare gli sprechi». Dunque gli statali incrociano le braccia. E a sorpresa trovano il sostegno del segretario della Lega, Roberto Maroni: «Aderisco anch’io allo sciopero. I sindacati hanno ragione». Per non parlare degli Enti locali. L’Upi ha chiesto modifiche al Parlamento per ridurre i tagli e avviare l’accorpamento delle Province «assicurando vere funzioni a quelle nuove». Altrimenti pure loro annunciano battaglia. Intanto alla Camera i componenti della Commissione Bilancio sono stati messi in preallarme per agosto. Meglio non passare le vacanze dall’altra parte del mondo, perché se il governo vara la manovra bis (ipotesi che a questo punto a Montecitorio ritengono possibile) arriverà una convocazione ad horas. E bisognerà mettersi a lavorare.

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Commenti all'articolo

  • toroinfuriato

    21 Luglio 2012 - 14:02

    Perchè non proponete piani tariffari che prevedono la ricarica in caso di telefonate intercettate? In effetti la compagnia ci guadagna il doppio con lo stesso traffico. Qui finché la gente non si sarà rotta definitavente i c*****i non ne possiamo uscire fuori. La misura però dovrebbe essere già colma, perchè soldi non ce ne sono più. Quei poveracci a stipendio che le tasse le pagano tutte e quei poveracci con le partite IVA finte (pur di portare a casa un tozzo di pane per i figli) che oltre a pagare tutte le tasse devono pagare anche il commercialista e sono soggetti a ogni tipo di vessazione dagli uffici imposte: oggi non ne possono più. Speriamo che non succeda niente di veramente grave. In Italia la polizia che prende a calci i Blakblok finisce in galera; in Spagna la polizia spara sulla povera gente (anche se solo pallottole di gomma). Dalla gomma al piombo il passo è ......

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  • dplucia

    21 Luglio 2012 - 12:12

    A Ferragosto mentre gli Italiani si riposano chi in vacanza chi a casa, si apprenderà dalla TV di Stato che il governo ha emanato un Decreto, già firmato da Re Giorgio,per prelevare dai nostri risparmi tot: 10/1000.Quello che mi farà incavolare è che andranno a pagare gli interessi sui debiti,invece di aiutare le aziende in crisi e la ricerca.E questi sarebbero professori, ma via!Ma facciamoci governare da un Reichprotector della Merkel, ma questo già lo abbiamo.

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  • Stefanoaaa

    21 Luglio 2012 - 09:09

    Questa é la frase che caratterizza l'Italia e questa é la frase che personalmente non vorrei piu sentire. L'Italia e gli Italiani si salveranno perché hanno quel qualcosa che che molte nazioni e popoli del mondo ci invidiano. Ma come tutte le forze, queste si dimostrano solamente quando il muro é veramente vicino... Darwin e la sua teoria dicono che non sono i piu forti a vincere ma bensi quelli che sanno addattarsi e su questo punto penso che gli Italiani fossero veramente i campioni del mondo. Ma prima di tutto smettere di dire: ma chi me lo fa fare...con questa frase si rimandano le decisioni e le responsabilità agli altri...da un imprenditore non sentirete mai una frase del genere perché significherebbe la sua morte sicura. Da questa crisi le forze innate della maggioranza degli Italiani potrebbero uscire se solamente si desse la garanzia che quello che fanno non lo fanno per niente. Abbiamo bisogno del botto finale perché questo avvenga?

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  • Al-dente

    20 Luglio 2012 - 23:11

    Come ho più volte scritto, l'intento di questo Governo fedele all'Euro e alla BCE è solo quello di dissanguarci facendolo un pò alla volta per non farsi prendere in castagna. Non c'è da parte loro nessuna fedeltà alla Patria Italia e ai fratelli e concittadini italiani. La loro unica fedeltà va solo al denaro, dovunque questo si trovi. Oramai siamo governati da traditori pronti a venderci per un pugno di soldi e per i loro interessi e non mi riferisco solo al Governo ma a tutti i politici nostrani, di qualunque colore e tendenza politica siano o dichiarino d'essere.

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