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Scandalo Santa Sede

Vaticano, nuove accuse al corvo Paolo Gabriele. Papa Ratzinger: "Il vento scuote la casa di Dio"

Il maggiordomo del Pontefice in manette: non conferma le accuse, trovate nella sua abitazione le apparecchiature per fotografare i documenti riservati

 

Non ha confermato le accuse e ha scelto due avvocati difensori. E' trascorso così, senza scossoni, il primo giorno in arresto di Paolo Gabriele, l'aiutante di camera di Papa Benedetto XVI finito in manette ieri perché accusato formalmente di furto aggravato per aver fatto filtrare all'esterno documenti riservatissimi del Pontefice. "E' stato un duro colpo", ha commentato la moglie del 'maggiordomo' di Papa Ratzinger, ormai per tutti in Vaticano il famigerato corvo. E mentre in tanti, a cominciare dall'inviato di Libero Gianluigi Nuzzi, che ha scosso la Santa Sede con il libro Sua Santità, l'accusato potrebbe essere in realtà un capro espiatorio o un mero esecutore di ordini superiori, da fonti vicine ai vertici ecclesiastici fanno trapela che le responsabilità personali di Gabriele sono diventate più pesanti. Il vaticanista Marco Tosatti, dal suo blog San Pietro e dintorni, rivela che nell’appartamento occupato dall’aiutante di camera sarebbero stati trovati non solo "documenti in quantità impressionante", ma accanto alle "casse di documenti" l’uomo deteneva anche "tutta l’apparecchiatura necessaria per fotografare e riprodurre documenti".

Il commento del Papa - Intanto oggi ha parlato anche Benedetto XVI. Che per commentare, più o meno indirettamente, lo scandalo vaticano ha citato il Vangelo di Matteo: "E’ sempre più importante costruire l’edificio della vita e il complesso delle relazioni sociali sulla roccia stabile della Parola di Dio, lasciandosi guidare dal Magistero della Chiesa. Si comprende sempre più il valore determinante dell’affermazione di Gesù: 'Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia'”. Un messaggio di serenità, quello del Papa nell'incontro promosso da Rinnovamento nello Spirito Santo, che non può però eliminare le inquietudini di una vicenda ancora oscura. 

 

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Commenti all'articolo

  • mab

    28 Maggio 2012 - 08:08

    Chi ha fede è anche certo che Dio non risiede da molto tempo in quella che il clero chiama sua casa. Dopo le innumerevoli infamanti vicende in cui la chiesa è rimasta coinvolta, solo degli stolti possono ancora credere in un clero del genere. Chi vuole pregare lo faccia rivolgendosi al cielo, è sconsigliabile entrare in chiesa.

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  • sparviero

    26 Maggio 2012 - 19:07

    Corvo rosso, non avrai il mio scalpo! D'altra parte le spie sono sempre esistite.

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