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Libertà di stampa

Sallusti: "Non rispetto i giudici.
Ecco tutte le balle su di me"

Il direttore ribatte punto su punto alle accuse contenute nella sentenza che lo condanna a 14 mesi di galera

In un editoriale al vetriolo il giornalista scrive: "Delinquente lo dite a qualcun altro. Non vi stimo, non vi rispetto. Rispetto a me e alla mia storia siete un nulla"
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Sallusti: "Non rispetto i giudici. 
Ecco tutte le balle su di me"
In un editoriale al vetriolo il giornalista scrive: "Delinquente lo dite a qualcun altro. Non vi stimo, non vi rispetto. Rispetto a me e alla mia storia siete un nulla"

 

"Delinquente lo dite a qualcun altro". E' un editoriale senza giri di parole quello che  Alessandro Sallusti firma oggi sul Giornale. Non ci sta ad essere tacciato di criminale patentato e risponde punto per punto alle accuse dei giudici della Cassazione che lo hanno condannato a 14 mesi di reclusione per un articolo neppure scritto da lui. "E'una vera infamia che non permetto neppure a un presidente di Cassazione, basata su odio ideologico e su una serie di menzogne", scrive il direttore. "Le motivazioni della vostra sentenza sono delinquenziali, non il mio lavoro", aggiunge.

Ecco allora tutte le balle che Sallusti contesta: "E falso che io abbia deliberatamente pubblicato notizie sapendole false", scrive. "È falso che io mi sia rifiutato di pubblicare una smentita, nessuno me l'ha mai chiesta né inviata. È falso che sul mio giornale dell'epoca, Libero, sia stata pubblicata una campagna contro un giudice (un articolo di cronaca ripreso da La Stampa e un commento non possono in alcun modo costituire una campagna). È falso che non fosse possibile identificare chi si celava dietro lo pseudonimo Dreyfus: bastava chiederlo, non a me che come direttore sono tenuto al segreto deontologico, ma a chiunque e avreste accertato che si trattava di Renato Farina (lui stesso lo ha scritto in un suo libro). È falso che io abbia un numero di condanne per omesso controllo (7 pecuniarie in 35 anni di mestiere) superiore alla media dei giornalisti e direttori di quotidiani italiani. Delinquente, quindi, lo dite a qualcun altro. Non vi stimo, non vi rispetto, non per la condanna, ma per quelle vostre parole indegne. Vergognatevi di quello che avete fatto". Poi la chiusa: "E adesso fate pure quello che credete, rispetto a me e alla mia storia siete un nulla".

 

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Commenti all'articolo

  • ivrea

    30 Novembre 2012 - 14:02

    Ecco il puntuale sinistronzo. Son pagati per leggere "libero" per fare i sinistri. Ma leggi Repubblica! Vai a trovare il tuo editore a Lugano...

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  • nastydusty

    30 Novembre 2012 - 13:01

    ma quando ci vai in galera?!?!?!?

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  • fois_paolo

    14 Novembre 2012 - 14:02

    Non è assolutamente vero che casta e giudici sono esecrabili per le loro nefandezze, sono semplicemente quello che merita questo paese senza nerbo e pieno di masochisti irriducibili. Pasquino

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