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La proposta

Prostitute, carcere per i clienti

Prostitute, carcere per i clienti

Punire i clienti e salvare le prostitute. Proprio mentre l’attività delle belle di notte ha fatto per la prima volta un salto di qualità ufficiale, entrando nel conteggio del Pil italiano e aprendo la discussione anche sul trattamento fiscale della prostituzione, arriva alla Camera una proposta di legge di un gruppo di maggioranza che punta al risultato opposto: smantellare il mestiere più antico del mondo attraverso una stangata sul mercato che lo rende possibile. È un modello svedese che in effetti ha ridotto di molto l’attività di prostituzione. A sposarlo in Italia è un piccolo gruppo di maggioranza, quel Per l’Italia che nasce come costola di Scelta civica, fondata da Mario Monti. La proposta è firmata dai cattolici più famosi del gruppo politico, da Gian Luigi Gigli (il presentatore), a Rocco Buttiglione, da Paola Binetti a Lorenzo Dellai e Mario Sberna. Propone l’introduzione «dell’articolo 602 quinquies del codice penale, concernente il divieto di acquisto di servizi sessuali, e altre norme in materia di prostituzione». Se divenisse legge, dal giorno dopo il cliente che venisse pizzicato con una prostituta per la prima volta si prenderebbe una multa oscillante fra 500 e 2 mila euro. La seconda volta una multa fra mille e 4 mila euro. La terza si sale ancora: fra 1.500 e 6 mila euro. Dalla quarta in poi si rischia anche la galera: «In caso di reiterazione del reato per più di tre volte, il soggetto che ha commesso il reato è condannato alla reclusione da tre mesi a un anno».


I proponenti citano il caso svedese, in cui l’idea di punire il cliente era avversato quando fu introdotta dall’80 per cento della popolazione, ma dopo averla sperimentata è condivisa da sei svedesi su dieci. Viene citato anche un rapporto pubblicato sul Michigan Journal of International Law in cui sarebbe «evidenziato come la legge svedese sia davvero stata capace di portare a una riduzione molto sensibile del fenomeno. I dati riportati nello studio lasciano emergere un importante mutamento di tipo sia quantitativo che qualitativo. In Svezia, infatti, nel 1995 si stimava un numero approssimativo di 3.000 prostitute, mentre nel 2008 si è scesi a circa 300 prostitute di strada e a 350 donne e uomini che esercitano la prostituzione attraverso annunci in rete».

Fosca Bincher

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Commenti all'articolo

  • kosimo

    20 Settembre 2014 - 13:01

    dopo di Berlusconi però

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  • totareo

    19 Settembre 2014 - 11:11

    Gian Luigi Gigli Rocco Buttiglione, da Paola Binetti a Lorenzo Dellai e Mario Sberna. se questi signori vogliono contribuire al bene comune perchè non cercano un posto appartato e si sparano.il paese di bigotti come loro non ne ha bisogno.

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  • totareo

    19 Settembre 2014 - 11:11

    ammettiamolo,abbiamo una classe di politici cretini e incapaci.le prostitute più squallide sono proprio i politici disposti a tutto per preservare la poltrona.ho letto i firmatari mi sembra normale,falliti,ipocriti ed incapaci.ma perchè pensano di aver il diritto di dirmi quello che devo fare.se c'è consenso tra maggiorenni qual'è il problema,forse in democrazia, in italia è bandiera sbiadita

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  • Caldera Rinaldo

    19 Settembre 2014 - 10:10

    carcere per i clienti delle prostitute

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