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Caso Melania Rea: l'impronta di una scarpa potrebbe scagionare Parolisi

Caso Melania Rea: l'impronta di una scarpa potrebbe scagionare Parolisi

Potrebbe clamorosamente riaprirsi il caso di Melania Rea, la donna uccisa il 18 aprile 2011 a Civitella del Tronto (Teramo), per cui è stato condannato a 30 anni di carcere il marito, Salvatore Parolisi. Una nuova perizia della difesa, infatti, potrebbe scagionare l'uomo. 

L'impronta della scarpa - Nei pressi del chiosco presso il quale fu ritrovato il cadavere di Melania, fu isolata l'impronta di una scarpa insanguinata: la Corte d'Appello dell'Aquila ha sempre ritenuto di non dover dare troppa importanza alla traccia, dal momento che non sarebbe mai stato possibile risalire al modello di scarpa indossato da Parolisi quel giorno. Quell'impronta non sarebbe riconducibile a calzature indossate da Melania o dai vari soggetti che hanno transitato successivamente sulla scena del delitto. L'avvocato di Parolisi, però, annuncia: "Se dovessero essere confermati i risultati preliminari di una consulenza di parte, che prospetta trattarsi di impronta di piccole dimensioni, sicuramente non superiore al numero 40, anche Parolisi, che calza il 43, verrebbe con certezza escluso".

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Commenti all'articolo

  • bettely1313

    26 Novembre 2014 - 15:03

    mah, speriamo. Nei due gradi di giudizio i giudici non hanno preso in considerazione le prove inconfutabili che la difesa ha portato al processo che scagionerebbero del tutto Parolisi quale assassino di Melania. Sul corpo della moglie sono stati trovati ben 3 DNA diversi tra cui uno di donna con tanto di capello lungo e nessuno di Parolisi. La Cassazione dovrebbe annullare la sentenza e ricominc

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  • etano

    26 Novembre 2014 - 14:02

    Se fosse scagionato oltre ogni ragionevole dubbio si verificherebbe un ennesimo fallimento dei vari Ris etc. etc. inclusi quei magistrati che incalzano per la colpevolezza a ogni costo per soddisfare unicamente la famiglia della vittima e l'opinione pubblica. L'altro possibile flop sarà probabilmente quello per l'omicidio di Sara Gambirasio e non sarà l'ultimo. Questa è giustizia da talebani!

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  • agostino.vaccara

    26 Novembre 2014 - 13:01

    Purtroppo in Italia la magistratura sceglie sempre la via più facile: il colpevole è sempre il fidanzato o il marito. E se non ci sono prove certe, poco importa, è colpevole lo stesso! In questo modo si stravolge l'essenza del processo penale: non è più l'accusa che deve portare prove certe e documentate, è la difesa che deve portare prove a discolpa.Parolisi è un donnaiolo, ma non è un assassino!

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  • blues188

    26 Novembre 2014 - 11:11

    Non so se sia colpevole, ma le sue lacrime davanti alla telecamera non erano certo spontanee. Sa recitare bene, da buon napoletano, il signore.

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