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Il giallo di Ragusa

Parla David Stival: "Veronica era una mamma perfetta e Loris era il suo cocco"

Parla David Stival: "Veronica era una mamma perfetta e Loris era il suo cocco"

"Loris, noi due, l' abbiamo voluto con tutte le nostre forze, non è vero che nacque per caso, anzi decidemmo di metterlo al mondo proprio per andare a vivere insieme definitivamente e poiché lei era minorenne, all' epoca, andammo perfino davanti al giudice dei minori, a Catania, a cercare la garanzia che poi non ce lo togliessero, che non venisse affidato ai nonni, ma restasse con noi. E l' ottenemmo".

Il premio - David Stival è un uomo distrutto e confuso. "Non lo so più a chi credere, a cosa credere. Quella mattina stessa del 29 novembre, o forse la sera prima, Veronica aveva voluto premiare Loris, capito?, Premiare, per il 10 preso in storia. Così gli aveva dato 2 euro per comprarsi una carta del Dragon Ball. Sapete, le figurine? Era arrivato a 99, quella sarebbe stata la sua centesima carta da collezione", dice a Fabrizio Caccia che lo ha intervistato per il Corriere della Sera. Un'intervista sofferta, ma che racconta di un grande amore, di una bella famiglia, di due figli voluti e amati. Poi però qualcosa è successo e sua moglie Veronica è in carcere con l'infamante accusa di aver ucciso il loro primogenito, Loris, di appena 8 anni.

Il cocco di mamma - "In questi dieci anni di vita assieme, mai una stranezza", puntualizza David a proposito del ritratto di donna violenta e pazza che in questi giorni sta venendo fuori sulla moglie. "E guai assolutamente a chi le toccava Lorys. Se capitava che io lo rimproverassi, che accennassi soltanto a dargli uno schiaffo, lei prendeva subito le sue difese. Era il cocco di mamma: dopo il telefonino, gli regalò anche tablet e io le dicevo: Veronica, ma Lorys ha bisogno anche del tablet a 8 anni? Eppoi era bravissima in casa: a noi tutti, a me e ai due bambini, non ci ha mai fatto mancare niente. Si occupava lei di tutto, pagava le bollette, le stanze sempre in ordine, i bimbi a scuola sempre pulitissimi, la spesa fatta, il pran- zo pronto. Aveva imparato a cucinare da mia nonna Lucia. E se qualche sera si usciva con gli amici, per mangiarci una pizza, Lorys e Diego venivano sempre con noi. Per lei i figli erano in cima a tutto. Sempre".

Una famiglia felice - E ancora: "Eravamo una coppia unita. Una famiglia unita…". Poi il dramma. "Di sicuro quella che si vede è la macchina di mia moglie", dice a proposito delle immagini riprese dalle telecamere di Santa Croce Camerina, "ma il resto sono ombre di difficile interpretazione. Sagome compatibili, ma non più di questo. Lorys s'intuisce che rientri a casa, quella mattina. Ma non si vede chiaramente che è lui". E a proposito delle fascette, la presunta arma del delitto: "Lorys ci giocava con le fascette, con una mi ricordo che un giorno legò un serpente di peluche sopra la culla di Diego che proprio oggi (ieri, ndr) ha compiuto tre anni. Veronica invece non l'ho mai vista usarle". L'ultima domanda è se vuole dire qualcosa a Veronica rinchiusa in carcere: "Preferisco di no".

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