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L'adescamento

Baby prostitute, parla uno degli orchi: "Conosco questa tendenza tra le ragazzine e la sfrutto. Mi va benissimo"

Baby prostitute, parla uno degli orchi: "Conosco questa tendenza tra le ragazzine e la sfrutto. Mi va benissimo"

Il fenomeno della baby prostituzione è una piaga che si sta diffondendo sempre più nella nostra società. A velocizzare il processo sono le nuove tecnologie, con i social network che permettono di andare direttamente dal consumatore al “produttore” senza troppe difficoltà. E così gli orchi si trovano davanti un paradiso in terra, un campo in cui basta allungare le mani per ottenere minorenni che in cambio di telefonini, pochi euro o regali di qualche tipo si concedono senza remore. A parlare a Il Fatto quotidiano è proprio uno di questi personaggi, un uomo sui cinquant’anni che “non si definisce un orco”. Ma d'altronde chi mai si definirebbe tale, soprattutto se fosse, come il soggetto in questione, sotto procedimento penale.

Siamo professionisti – L’uomo tenta più volte di giustificarsi, di ridurre i suoi rapporti con delle ragazzine minorenni a delle transazioni economiche. Come se questo potesse in qualche modo assolverlo. “Il fatto di pagarle mi mette nella condizione di essere ancora più soddisfatto del rapporto. Siamo questo: professionisti, come tutti. E a me va benissimo così”. Di più, il suo non sarebbe adescamento, ma un passatempo, “è più che altro un gioco”.

Social e papi – La cosa che deve far riflettere è che, stando a quello che dice l’orco, “sono per lo più studentesse di buona famiglia, vanno a casa, cenano coi genitori, e ottengono da me quello che il papà non le concede”. Non lo fanno dunque per disperazione, ma per soddisfare dei capricci, dei bisogni superflui e momentanei. Nell’approfittare di questa superficialità dilagante “i social network sono stati la svolta. Ci hanno messo nella condizione di essere più veloci, più rapidi, è tutto più semplice”.

Mi eccita e le sfrutto – Al di là delle motivazioni che l’uomo può dare a sé stesso, la cosa in realtà gli piace, lo eccita: “Quello che mi elettrizza non è solo l’età. È un fatto di chimica, di pelle, di odore, di spensieratezza”. E il fatto che sia illegale andare a letto con delle ragazzine e sfruttare la loro incoscienza per soddisfare i propri appetiti sessuali non lo tocca minimamente. D'altronde “se sono minorenni lo sono sulla carta di identità e basta, non nella testa. Io sono a conoscenza di questa tendenza tra le ragazzine e la sfrutto”. Chissà se anche il giudice sarà dello stesso avviso.

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Commenti all'articolo

  • allianz

    05 Giugno 2015 - 11:11

    40 anni fa quando ero a militare a Torino si sapeva di una piazza dove si prostituivano delle minorenni.Anche allora il più delle volte lo facevano per soldi o per comprarsi la borsetta con gli stivali dello stesso colore.In sostanza per soddisfare i propri capricci.Nulla è cambiato da quei tempi.Se non puoi dare quello che vogliono ci pensano loro a procurarselo senza troppi problemi.

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