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L'omicidio di Garlasco

Le macchie di sangue sulla bici, le mestruazioni di Chiara: ecco l'interrogatorio di Alberto Stasi

Le macchie di sangue sulla bici, le mestruazioni di Chiara: ecco l'interrogatorio di Alberto Stasi

Le macchie di sangue sui pedali della bicicletta, le mestruazioni, le scarpe da tennis. A una settimana dalla sentenza definitiva della Cassazione sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, Quarto Grado  ha mandato in onda in esclusiva l'audio dell'interrogatorio a cui fu sottoposto - pochi giorni dopo il delitto - Alberto Stasi, fidanzato della ventiseienne, condannato in Appello a 16 anni di carcere.

Domanda: Stasi Alberto, nato a?
Risposta: Milano.
D: Quando?
R: Il 6/7/1983… io non ho fatto niente a Chiara… non ho fatto assolutamente niente.
D: Il sangue di Chiara sui pedali della tua bicicletta?
R: L'unica cosa che mi può venire in mente è che tra il 5 e il 13 sono tornato da Londra e sono andato a casa di Chiara, con quella bicicletta, una volta sola e lei aveva il ciclo mestruale. L'unica cosa per cui io posso immaginare di aver quel sangue sui pedali perché poi non l'ho più usata io, il mercoledì mattina sono rimasto a casa mia fino alle 13,40. È l'unica cosa che posso dire.
D: Quando, Alberto?
R: Tra quei giorni lì, tornato da Londra, ma prima del 13.
D: Quindi Chiara aveva il ciclo mestruale.
R: Sì. Credo di sì.
D: Credi di sì.
R: No, in quel periodo sì.
D: E quindi?
R: L'unica idea che mi può venire in mente è che avendo il ciclo magari ho pestato una sua goccia del ciclo mestruale, o delle gocce, non so.
D: Ma scusa, ma con questa bicicletta ci sei andato tu?
R: Io mi sono recato da casa mia a casa di Chiara.
D: E Chiara come ci è salita sulla bicicletta?
R: Chiara non è salita sulla bicicletta. Io sono andato a casa di Chiara con la mia bicicletta, con questa bicicletta. È l'unica idea che ho, perché io non ho usato quella bicicletta in altre occasioni, come il 13, io sono rimasto a casa mia.
D: Mi spieghi quando e dove avresti pestato il sangue mestruale di Chiara?
R: Non lo so. Non ci ho mai pensato neanche fino adesso, nel senso l'unica cosa che...
D: Forse è il caso che cominci a pensarci, Alberto.
R: Non ho fatto nulla alla Chiara… non ho fatto nulla alla Chiara.
D: Alberto, mi devi spiegare che cosa ci faceva il sangue, il sangue di Chiara su tutti e due i pedali della tua bicicletta.
R: Non so, oltre a quella idea, non lo so. È l’unica cosa…
D: È idea? Se tu l’hai pestato, il sangue di Chiara, immagino che da qualche parte ti sarai reso conto di aver pestato il sangue di Chiara. Cioè Chiara andava in giro perdendo sangue mestruale per casa?
R: No, non mi sono reso conto. L'unica idea per cui mi può venire in mente è che in quel periodo aveva il ciclo mestruale e posso aver pestato, non so, alcune sue gocce di sangue semmai le avesse perse. Io non lo so.
D: Ma tu ti rendi conto di quello… di che cosa stai dicendo?
R: Io mi rendo conto che non ho fatto nulla. Questa è l'unica cosa che mi rendo conto. Sono a posto con la mia coscienza, sono a posto con Chiara, lei lo sa che non sono stato io.
D: Lei chi?
R: Chiara, lei lo sa benissimo che non stato io, e lo sa anche chi è stato, perché è stato lui e non io. Non so che altro dire. Non sono stato io. Non sono stato io!
D: Scusa, con quella bicicletta sei andato?
R: Quella bordeaux Umberto che c'è scritto qua. Quel giorno lì non potevo uscire dai box esterni perché non avevo il telecomando del cancello.
D: E questo telecomando dov'era?
R: Mia madre mi ha detto che lo aveva dato il vicino di casa.
D: Perché avrebbe dato il telecomando al vicino?
R: Credo per il cane.
D: Che scarpe avevi quando hai pestato il sangue di Chiara?
R: Non lo ricordo.
D: E dove l’avresti pestata questa macchia di sangue?
R: Non lo so, io le ho detto: l’unica cosa che posso pensare è che in quei giorni lei avesse il ciclo e che magari avesse lasciato alcune gocce che io, andando a casa sua, posso aver pestato. Ma non ricordo altro, cioè… non è che dico: “Ah che c'è la goccia pestata”. Non lo so, cioè non so. Questa è l'unica idea che ho pensato possa essere accaduto, che potesse giustificare. Io non ho fatto nulla… Non ho fatto nulla. Sono andato a casa sua, avrò girato tutta la casa.
D: Quindi c'erano gocce di sangue del ciclo mestruale di Chiara?
R: No… non lo so può darsi che c'erano gocce di sangue, io non le ho nemmeno viste.
D: Alberto scusa un attimo: io anche sono una donna e ho il ciclo mestruale però non mi sembra che in casa mia ci possano essere delle tracce di sangue che vengono calpestate da mio marito, scusa il termine, che poi le trasporta su una bicicletta su entrambi i pedali della bicicletta. Cioè, ti rendi conto che è una versione che poco regge?
R: Io è l’unica cosa che mi può venire in mente, perché quel giorno lì ho usato la bicicletta quando lei aveva il ciclo mestruale. Lunedì 13 io ero a casa mia, sono uscito soltanto con l'auto solo dopo le 13,30.

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Commenti all'articolo

  • viola52

    06 Dicembre 2015 - 18:06

    questo qui il ciclo mestruale ce l'ha nel cervello....

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