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Parola al Pontefice

Papa Francesco: "Io sono un peccatore"

La lunga intervista a Francesco di "Civiltà Cattolica": riforma della Chiesa, il suo passato, omosessuali, aborto e fede. Bergoglio si racconta

Papa Francesco

Papa Francesco

"Chi sono? Un peccatore che al quale il Signore ha guardato". E' così che risponde papa Francesco alla domanda "Chi sei?", il primo dei numerosi interrogativi posti nell'intervista rilasciata dal Pontefice a Civiltà Cattolica, la rivista dei Gesuiti. Una conversazione con il direttore Antonio Spadaro che ha spaziato dalla vita di Bergoglio alla sua visione della Chiesa, dal rapporto con i fedeli (anche i più tormentati) a quello con le gerarchie del clero. Partendo dalla sua stessa autodefinizione: "Io sono un peccatore. Questa è la definizione più giusta. E non è un modo di dire, un genere letterario. Sono un peccatore".

I problemi della Chiesa - Un ospedale da campo dopo una battaglia: è così che il pontefice vede la chiesa cattolica. "E' inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti - sono le sue parole -. Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto". L'obiettivo, secondo il Papa, "è riscaldare il cuore dei fedeli. La Chiesa a volte - ha aggiunto - si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti. La cosa più importante è invece il primo annuncio: 'Gesù Cristo ti ha salvato!'. E i ministri della Chiesa devono innanzitutto essere ministri di misericordia. Il popolo di Dio vuole pastori e non funzionari o chierici di Stato".

La riforma - Il Pontefice non ha intenzione di rimanere con le mani in mano di fronte ai problemi della Chiesa, ma non vuole neanche correre. "Molti pensano che i cambiamenti e le riforme possano avvenire in breve tempo - afferma -. Io credo che ci sia sempre bisogno di tempo per porre le basi di un cambiamento vero, efficace. E questo è il tempo del discernimento". Ci vuole metodo, dunque: una ponderatezza che, annota però il Pontefice, a volte "sprona a fare subito quel che invece inizialmente si pensa di far dopo. Ed è ciò che e' accaduto anche a me in questi mesi".

Ma non sono un dittatore - Proprio il suo piglio deciso, racconta papa Francesco riflettendo sul suo episcopato in Argentina, gli ha comportato qualche tormento: "Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato ad avere seri problemi e a essere accusato di essere ultraconservatore":

Le donne e l'aborto - Francesco torna sui rapporti con la società. "Bisogna lavorare di più per fare una profonda teologia della donna. Il genio femminile è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti. La sfida oggi è proprio questa - è l'apertura -: riflettere sul posto specifico della donna anche proprio lì dove si esercita l'autorità nei vari ambiti della Chiesa". Nella lunga intervista con Spataro, Francesco invoca anche comprensione per quante hanno abortito: "Penso alla situazione di una donna che ha avuto alle spalle un matrimonio fallito nel quale ha pure abortito - dice -. Poi questa donna si è risposata e adesso è serena con cinque figli. L'aborto le pesa enormemente ed è sinceramente pentita. Vorrebbe andare avanti nella vita cristiana. Che cosa fa il confessore?".

Divorziati e omosessuali - Francesco, discutendo del rapporto tra Chiesa e quelle parti della società con le quali oggi ha i maggiori problemi, batte sulla figura del confessore. La parola d'ordine è "Bisogna considerare la persona". "Il confessionale non è una sala di tortura, ma il luogo della misericordia. Una volta una persona - racconta il pontefice - mi chiese se approvassi l'omosessualità. Io allora le risposi: 'Dimmi: Dio quando guarda a una persona omosessuale ne approva l'esistenza con affetto o la respinge condannandola?'. Bisogna sempre considerare la persona".

No ai dogmatismi - Bergoglio, parlando del rapporto del cattolico con la sua fede, invoca un metodo che metta al centro i dubbi e non le certezze. "Nella ricerca di Dio in tutte le cose resta sempre una zona di incertezza. Deve esserci - afferma -. Se una persona dice che ha incontrato Dio con certezza totale e non è sfiorata da un margine di incertezza, allora non va bene. Per me questa è una chiave importante. Se uno ha le risposte a tutte le domande, ecco che questa è la prova che Dio non è con lui. Le grandi guide - conclude Bergoglio - del popolo di Dio, come Mose, hanno sempre lasciato spazio al dubbio. Si deve lasciare spazio al Signore, non alle nostre certezze; bisogna essere umili".

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Commenti all'articolo

  • GG Trix

    26 Settembre 2013 - 19:07

    Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Gesù li udì e disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: ‘‘Misericordia io voglio e non sacrificio’’. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. (Matteo 9, 11-13) Più chiaro di così non si può. La cura spirituale viene solo come conseguenza dell'accoglienza. Il Papa sta andando alla ricerca delle pecorelle smarrite.

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  • routier

    21 Settembre 2013 - 18:06

    "Dio alcuni Papi li dona, altri li tollera, altri ancora li infligge" (san Vincenzo di Lernis)

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  • GG Trix

    21 Settembre 2013 - 01:01

    A mettere i puntini sulle "i", quando occorreva farlo, ci ha già pensato un grande Papa teologo, Benedetto XVI. Il Catechismo della Chiesa Cattolica resta intatto. Ora c'è un tremendo bisogno di far conoscere l'Amore di Dio: Dio è grande, è giusto ma misericordioso. Papa Francesco richiama ad esempio le parabole del buon samaritano e del figliol prodigo. Un Dio sempre pronto ad accoglierci, ad abbracciarci con tenerezza. Un Gesù che si china su di noi a curare le nostre ferite profonde. Il Signore ci ama, ci aspetta pazientemente e perdona tutte le nostre colpe! E' questo il carattere essenziale della nostra fede cristiana, su cui insistere. Tutto il resto è secondario. Ma quello che dite voi rimane. E' ovvio che l'aborto è un peccato gravissimo; come l'eutanasia, o il divorzio. E' ovvio che i matrimoni gay sono contrari alla famiglia naturale cristiana. Che le droghe fanno male... La conoscono già tutti la dottrina della Chiesa; a cosa serve ripetere sempre le stesse cose??

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  • white warrior

    20 Settembre 2013 - 22:10

    Se posso aver offeso la sensibilità di qualcuno che ritiene questo Papa un modello di ortodossia, mi dispiace e me ne scuso, ma vedo che anche tanti cattolici o credenti la pensano allo stesso modo. Non ho lezioni di ortodossia da dare a nessuno, mi dispiace, semmai, di non averne ricevute abbastanza da coloro da cui me le sarei aspettate. Che Bergoglio fosse il candidato di Martini l'ho appreso da diversi giornali e non me lo sono inventato. Mi pare di riconoscere, nelle parole dell'attuale Papa, quello che fu l'insegnamento di Martini, che non piaceva a molti cattolici. Che il Papa parli di tutti e a tutti, ma non dica una parola su quello che avviene in Francia, sulla censura che colpirà anche in Italia chiunque la pensi diversamente da Lui e dai sostenitori del Pensiero Unico, sulle leggi che lo Stato francese ha approvato per disfarsi dell'eredità cristiana, lo trovo incredibile. Spero che su questo sia consentito esprimere un'opinione e che nessuno abbia a risentirsi per tanto.

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