Cerca

Maturità, le tracce sul web

"La versione è di Cicerone"

Maturità, le tracce sul web
Oggi è il giorno della seconda prova per 500mila studenti italiani. Dopo la prova di italiano di ieri, oggi è la volta della prova di indirizzo: latino per il classico, matematica per lo scientifico. Prima ancora dell'inizio della prova, sui siti degli studenti erano state pubblicate le indiscrezioni sulle tracce. Indiscrezioni confermate subito dopo l'apertura delle buste. Alle 8.22 già rimbalzavano sui vari siti le prime voci su Cicerone. Il primo a riportare la notizia è Studenti.it, seguito da Studentville.it e Skuola.net. La conferma arriva alle 8,34: oltre all'autore, è indicato anche il brano, Rhetorica, De Officiis, libro primo, 88-89: il brano tratta dei doveri dell'uomo di Stato. che Alle 8.45 Skuola.net pubblicava anche la traduzione di latino. Per quanto riguarda il liceo Scientifico, ordinamento tradizionale, due i problemi sottoposti agli studenti: uno riferito al sistema degli assi cartesiani ortogonali e uno geometrico, sui settori circolari; un questionario di 10 domande completa la prova. Qualche soluzione era disponibile online già a partire dalle 9,30. Il giallo della versione di latino erroneamente pubblicata ieri er qualche minuto sul sito del ministero è dunque svelato. La versione di latino è davvero un brano di Cicerone...
Nonostante il divieto assoluto di portare a scuola cellulari o computer,
una valanga di Sos è stata lanciata sul web dai maturandi. Pochi minuti dopo l'apertura delle buste con le prove, assieme alle prime segnalazioni delle tracce sono approdate sui siti studenteschi le richieste di aiuto dei ragazzi a conferma della maggiore difficoltà della prova di indirizzo rispetto allo scritto del primo giorno. «Gli studenti - dicono a Skuola.net - sono letteralmente impazziti: nonostante il divieto di uso dei cellulari, continuano ad arrivare in redazione le foto dei compiti via mms o via email con l'esplicita richiesta di aiuto. Ci sono pervenute tutte le tracce di matematica per lo scientifico (tradizionale, PNI, tecnologico), pedagogia, economia aziendale, informatica, alberghiero... insomma una valanga di disperati in cerca di un aiuto dalla Rete». Tanti i siti, da Skuola.it a Studentville, che stanno già pubblicando lo svolgimento della versione di latino e le soluzioni dei problemi per lo scientifico. A scanso di equivoci Skuola.net tiene a precisare che «non si può parlare di Maturità falsata, perchè le connessioni provenienti da cellulare non raggiungono nemmeno lo 0,5% del totale».

L'errore anche quest'anno ci doveva scappare per forza. Questa volta è toccato alla traccia del liceo musicale: la sonata proposta ai maturandi viene attribuita a Haydn. Invece è di Beethoven: si tratta dell'opera 14 n.2 Sol maggiore. Nel documento inoltre mancano le ultime tre pagine. A denunciare il pasticcio è Mimmo Pantaleo, segretario della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil. Il quale sottolinea: "Si tratta dell’ennesimo pasticcio e per di più proprio in quel liceo musicale che costituerebbe una significativa novità dei nuovi ordinamenti. Un testo musicale non è tale se non è completo e che l’autore indicato nella traccia deve essere veramente quello del testo, pena la confusione dei maturandi davanti alla prova". Al ministero fanno notare che la prova è stata predisposta da un consulente esterno di grande competenza.


Prova di Latino - Cicerone, De Officiis, libro I, 88-89

Testo - Nec vero audiendi qui graviter inimicis irascendum putabunt idque magnanimi et fortis viri esse censebunt; nihil enim laudabilius, nihil magno et praeclaro viro dignius placabilitate atque clementia. In liberis vero populis et in iuris aequabilitate exercenda etiam est facilitas et altitudo animi quae dicitur, ne si irascamur aut intempestive accedentibus aut impudenter rogantibus in morositatem inutilem et odiosam incidamus et tamen ita probanda est mansuetudo atque clementia, ut adhibeatur rei publicae causa severitas, sine qua administrari civitas non potest. omnis autem et animadversio et castigatio contumelia vacare debet neque ad eius, qui punitur aliquem aut verbis castigat, sed ad rei publicae utilitatem referri. Cavendum est etiam ne maior poena quam culpa sit et ne isdem de causis alii plectantur alii ne appellentur quidem. prohibenda autem maxime est ira puniendo; numquam enim iratus qui accedet ad poenam mediocritatem illam tenebit quae est inter nimium et parum quae placet Peripateticis et recte placet modo ne laudarent iracundiam et dicerent utiliter a natura datam. Illa vero omnibus in rebus repudianda est optandumque ut ii qui praesunt rei publicae legum similes sint quae ad puniendum non iracundia sed aequitate ducuntur.

Traduzione - E non dovranno davvero essere ascoltati quelli che penseranno necessario adirarsi duramente con gli avversari e che riterranno che ciò sia degno dell’uomo magnanimo e forte; niente infatti è più lodevole, niente è più degno dell’uomo grande e illustre dell’indulgenza e della clemenza. In verità presso popoli liberi e nell’equità del diritto, si deve esercitare anche l’affabilità e quella che si dice imperscrutabilità dell’animo affinché, se ci adiriamo o con coloro che ci avvicinano in un momento inopportuno o ci fanno richieste in modo sfrontato, non cadiamo in una intrattabilità inutile e detestabile. E d’altra parte si deve lodare la mitezza e clemenza in modo tale che però, per il bene dello Stato, sia usata la severità, senza la quale una comunità non può essere amministrata. Ogni provvedimento e ogni rimprovero deve poi essere privo di offesa e non deve essere rapportato all’interesse di colui che punisce qualcuno o lo rimprovera a parole, ma a quello dello Stato. Bisogna anche evitare che la punizione sia maggiore della colpa e che, per le medesime imputazioni, alcuni siano puniti, altri neppure chiamati in giudizio. Soprattutto poi si deve tener lontana l’ira dal punire; mai infatti chi si accosterà irato a comminare la pena manterrà quella via di mezzo che sta tra il troppo e il troppo poco, che piace ai Peripatetici -e giustamente piace- a condizione di non lodare l’iracondia e non dire che utilmente essa ci sia stata fornita dalla natura . Quella anzi deve essere respinta in tutti i campi e si deve desiderare che coloro che sono a capo dello Stato siano in tutto simili alle leggi, le quali sono condotte a punire non dall’iracondia, ma dal senso di giustizia.


Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog