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Comprano le sigarette on line

Migliaia multati: contrabbando

Comprano le sigarette on line
Un traffico illecito e milionari di sigarette. Più di mille clienti che si trasformano in imputati, ignari di aver commesso un atto illegale. E per 1117 persone multe che oscillano tra le poche centinaia e i 15mila euro. E' il risultato di un'inchiesta sul traffico illegale di sigarette comperate via web. Le sanzioni sono state comminate a chi ha acquistato tabacchi lavorati all'estero presso uno dei siti internet su cui lo scorso ottobre erano stati fatti calare dei filtri per ordine del Tribunale di Milano. K2Somekes.ch, sito svizzero dedicato alla vendita di sigarette, era stato oggetto di sequestro preventivo: per impedire ai cittadini italiani della rete di cedere alla tentazione dell'acquisto di tabacchi lavorati all'estero in quantità superiori a quelle consentite, il Tribunale di Milano aveva imposto ai provider di rendere il sito inaccessibile.
I provider avevano malvolentieri dirottato il traffico verso pagine che non consentissero ai netizen italiani, chi partecipa attivamente alla vita sociale di internet, se scegliere di commettere un illecito. Le indagini però hanno portato a stilare una lista di clienti sui quali ora pende l’accusa di contrabbando. Per 19 di loro è stata inoltre applicata la fattispecie aggravata del medesimo reato, per aver acquistato quantità di T.L.E. superiori ai 10 chilogrammi.

L'organizzazione- Gli investigatori hanno scoperto il giro milionario di sigarette gestito da C.V, 58 anni con cittadinanza italiana ed elvetica, residente in Brasile ma domiciliato in Svizzera, con precedenti penali per evasione fiscale e truffa. Nel complesso si tratta, per il 2006-2007, di circa 10 tonnellate di tabacco venduto illecitamente, per un controvalore di 3,5 milioni di euro. C.V., avvalendosi di una complessa rete di collegamenti internazionali con esponenti di banche estere per gli aspetti afferenti alla gestione dei flussi finanziari e con i titolari di depositi autorizzati dalla PHILIP MORRIS S.A, ubicati in Santo Domingo, Brasile, Filippine, Turchia e Lettonia, aveva ideato e realizzato un sistema fraudolento mediante il quale i carichi di T.L.E. di contrabbando, acquistati presso i suddetti depositi, venivano trasportati via mare in container, presso il porto olandese di Rotterdam e da qui inviati in Svizzera, ove le merci, trasbordate su camion, proseguivano alla volta di un magazzino di stoccaggio utilizzato da una società di Riga, in Lettonia.

Presso tale società, gestita da C. A. 34 anni, cittadino italiano figlio di C.V., e Y. F. olandese di 37 anni, esperto di e-commerce e di sistemi informatici, le stecche di sigarette venivano suddivise in base alle ordinazioni ricevute dalla clientela europea e statunitense ed inviate agli acquirenti, mediante i servizi postali.
Un ruolo di primo piano nell’organizzazione veniva svolto anche da B.M.L. di 48 anni, cittadina italiana residente in Inghilterra e domiciliata in Svizzera, ex moglie di C.V. e amministratrice unica della società proprietaria dei due siti internet commerciali di cui si è detto, la quale, in base alle direttive che le venivano di volta in volta impartite da C.V., aveva il compito di investire i proventi derivanti dal traffico illecito di T.L.E. acquistando ed intestando alla sua stessa società lussuosi immobili e beni di elevato valore, quali autovetture Ferrari e Porsche, orologi di note marche, pietre preziose e gioielli nonché quote societarie.

Per risalire all’identità dei consumatori e degli organizzatori di questo giro di sigarette di contrabbando i carabinieri si sono finti dei compratori, con l’autorizzazione della magistratura, e sono riusciti a entrare nel server americano a cui la banda si appoggiava.

Prezzi e regole - Il successo di questo tipo di frode è stato legato principalmente a due fattori: il prezzo delle sigarette e l’ignoranza diffusa in materia delle norme che regolano la compravendita di tabacco.

I siti on line- Iniziamo dal prezzo al dettaglio delle ‘bionde’: mediamente sui siti online è possibile acquistare quasi tutti i marchi di sigarette a un costo nettamente inferiore a quello che viene proposto dai tabaccai. Si parla anche della metà del prezzo a cui i consumatori italiani sono abituati. È ancora possibile avere un’idea più chiara del fenomeno se si prova a aprire la pagina di uno di questi siti (sono solo alcuni di quelli che si trovano in rete): www.cheapcigs.eu, www.all-cigarettes-tobacco.com (tra i più forniti in assoluto), www.euro-cigs.com, www.bizsmoke.com, www.cigoutlet.net, www.yesmoke.eu.

Per quanto riguarda l’acquisto di sigarette all’estero la questione è diversa se si acquista in un paese dell’Unione europea o no: nel primo caso si possono importare fino a 800 sigarette senza dover pagare tasse, mentre nel secondo il quantitativo concesso scende a 200. Per i dettagli sulle quantità di prodotti derivati dal tabacco e dall’alcool trasportabili al di là delle tasse si può consultare il sito www.agenziadogane.it.

I guadagni dello stato- Lo Stato sulle sigarette guadagna parecchio stando allo schema proposto dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Se consideriamo, per le sigarette, un prezzo pari a 100 avremo, con valori arrotondati, che:

  • 58,5 verranno versati nelle casse dell' erario a titolo di accisa

  • 17 andranno, ugualmente, allo Stato per il pagamento dell' IVA

  • 10 ricompenseranno il rivenditore

  • 14,5 costituiranno l' incasso per il produttore

Come si può capire, lo Stato interviene in modo deciso sui tabacchi lavorati penalizzandone il consumo con una tassazione che sfiora il 75% del prezzo finale.

Le tre grandi sorelle del tabacco - PHILIPS MORRIS COMPANIES INC. - È la più grande multinazionale del tabacco. Ha sede a New York, i dipendenti in tutto il mondo sono 137 mila. Nel 1999 il fatturato è stato di 78 miliardi di dollari, il 60% deriva dal settore tabacco. I marchi più noti sono Marlboro, Merit, Chesterfield, Muratti.
Philip Morris controlla anche Kraft Foods (34% del fatturato, marchi come Philadelphia, Milka, Toblerone, Suchard, Sottilette, caffè Hag e Splendid), Miller Brewing Company (6% del fatturato, produce tra l'altro le birre Miller e Foster) e la società finanziaria Philip Morris Capital Corporation. Nel dicembre 2000 Philip Morris ha acquistato la Nabisco Holding Corp., gigante alimentare da 8,4 miliardi di dollari di fatturato. - BRITISH AMERICAN TOBACCO PLC - Sede a Londra, 90 mila dipendenti e un fatturato di 11 miliardi di dollari. Le sue sigarette più famose: Lucky Strike, Dunhill, Pall Mall. Nel 1999 si è fusa con Rothmans e ne ha acquisito i marchi. Controlla anche l'americana Brown & Williamson Tobacco.
La rivista statunitense Multinational monitor ha inserito la Bat tra le 10 peggiori aziende del 2000, per il suo coinvolgimento nel contrabbando di sigarette (come emerge da documenti segreti della multinazionale e dall'inchiesta del quotidiano The Guardian: www.guardian.co.uk/bat). - RJ REYNOLDS TOBACCO PLC - Sede a Winston-Salem (Usa), 7.800 dipendenti e 7,6 miliardi di dollari di fatturato (16 mila e 600 miliardi di lire). Ha fatto parte della RJ Reynolds Nabisco fino al 1999, anno in cui il settore tabacco è diventato autonomo. Tra i marchi più noti: Camel, Winston, Salem. Thailandia.

La nascita della sigaretta - La nascita della sigaretta è controversa. Fu, forse, inventata dai soldati musulmani che, durante l'assedio di San Giovanni d’Acri (nell'odierno Israele) del 1831-2, pare sostituissero al narghilè i tubetti di carta svuotati della polvere da sparo. Altri ne attribuiscono l'invenzione ad alcuni soldati inglesi, sbarcati sempre a San Giovanni nel 1840 in seguito all'azione militare contro l'Egitto. Costoro, privi di pipe e di tabacco, fabbricarono rudimentali sigarette ricorrendo a foglie di tè arrotolato. Il boom delle ‘bionde’ però sartebbe arrivato solo successivamente con la guerra di Crimea, 1853: i soldati francesi, inglesi, e turchi che combatterono alleati contro i russi, ne appresero l'usanza e così, i commercianti londinesi e parigini, iniziarono ad importare sigarette dalla Russia.  Le marche più conosciute sono: la Philip Morris che aprì a Londra nel 1847, la Louis Rothmans che apri anch'egli il proprio negozio a Londra nel 1890, il terzo è il figlio di un esiliato spagnolo a Londra che nel 1852 creò le sigarette Craven. Nel 1784 a Siviglia, in Spagna, fu fondata la prima fabbrica di sigarette.



 

 

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Commenti all'articolo

  • danielemeneghello

    01 Marzo 2015 - 11:11

    Lo stato e il peggiore nemico del cittadino lo ammazza di tasse , e il monopolio ti vende veleno sotto forma di fumo e tutto questo e legale.

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  • jonmelotravel

    04 Agosto 2014 - 17:05

    io compro su www.sokeoneuro.com da anni e non ho mai avuto un problema

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  • jack1980

    17 Luglio 2009 - 09:09

    E questo sarebbe un paese liberale con un'economia di mercato? I monopoli vanno aboliti, tutti! Anche se odio le sigarette, tutti i monopoli vanno eliminati.

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