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Vicenza, studenti vandali

obbligati a diventare spazzini

Vicenza, studenti vandali
 “Alle 6 di domenica mattina a ripulire le strade di Vicenza, dotati di ramazze, scarpe antinfortunistiche e giubbotti catarifrangenti: questa l'attività che abbiamo concordato con i dieci ragazzi identificati tra i responsabili degli atti vandalici dell'ultimo giorno di scuola in piazza San Lorenzo”. Lo ha annunciato l'assessore alla sicurezza del Comune di Vicenza Antonio Dalla Pozza che ha sottolineato il significato educativo della punizione concordata per i fatti del 9 giugno scorso, quando decine e decine di ragazzi avevano preso parte a lanci di uova, gavettoni e farina, sporcando e danneggiando la piazza, con conseguenti costi a carico dell'amministrazione comunale.

“Puntiamo a responsabilizzarli” - “In seguito alle indagini della polizia locale - ha spiegato Dalla Pozza - che ha raccolto e analizzato numerosa documentazione fotografica e vari filmati, e con l'aiuto delle scuole che hanno collaborato a dare un nome a una parte dei responsabili, abbiamo individuato 10 studenti: 6 minorenni e 4 maggiorenni, di cui due già universitari al momento dei fatti e gli altri appartenenti a due licei cittadini. Abbiamo quindi convocato i ragazzi e le loro famiglie e, insieme, abbiamo deciso quale strada seguire. Anziché sanzionarli pesantemente, abbiamo loro applicato una multa di 23 euro ciascuno per l'imbrattamento della piazza. Ma, in alternativa all'obbligo del ripristino dello stato dei luoghi a loro spese, abbiamo anche concordato un impiego in un'attività socialmente utile. Di qui l'accordo di farli uscire con gli operatori ecologici alle 6 della domenica mattina e, per la sola ragazza che fa parte del gruppo, l'individuazione di un'altra attività di volontariato nella cura dei bambini”. L'assessore Dalla Pozza, che sottolinea “l'aspetto innovativo di una modalità di stampo americano che punta all'educazione e alla responsabilizzazione dei giovani”, scriverà a tutti i presidi delle scuole superiori della città, evidenziando il percorso scelto e proponendo di aprire assieme a tutti gli studenti una riflessione sul valore dei beni della collettività e sul significato del volontariato sociale. Nel frattempo si penserà per tempo a come affrontare la fine dell'anno scolastico appena iniziato: “Episodi come quello del 9 giugno - dichiara Dalla Pozza - non dovranno più ripetersi. Non escludo che, con la collaborazione degli studenti stessi, si possa individuare un luogo dove consentire di festeggiare, magari anche con i gavettoni, senza però danneggiare gli spazi pubblici e disturbare i cittadini. L'alternativa alla quale non voglio dover arrivare è transennare e militarizzare piazza san Lorenzo: sarebbe un modo davvero deresponsabilizzante di intendere il rapporto con gli studenti della nostra città”.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    16 Settembre 2009 - 20:08

    Mi chiedo perchè nelle scuole italiane non adottino ciò che d'abitudine fanno in Giappone. Lì gli studenti partecipano alla pulizia e riordino della loro scuola, ne hanno normalmente l'obbligo, senza bisogno di condanne penali o altro.

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