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Bocciatura col 5 in condotta

E arriva 'il cartellino giallo'

Bocciatura col 5 in condotta
Un bel cinque in condotta equivarrà inevitabilmente alla bocciatura. Ad annunciarlo è il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento sulla valutazione dei voti numerici in tutte le materie e i nuovi criteri di attribuzione del voto in condotta. L'insufficienza in condotta (ossia il giudizio negativo sul comportamento dello studente a scuola) comporterà dunque la non ammissione all'anno successivo o agli esami di stato e concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. Ma il cinque in condotta non sarà un provvedimento preso all'acqua di rose: per prendere un'insufficienza in condotta, precisa il ministro, "lo studente deve aver già preso una sanzione disciplinare. Una sorta di ammonizione", come un 'cartellino giallo' dopo il quale se i comportamenti gravi persistono scatta appunto il 5 in condotta. Il voto in condotta farà media e con il 5 si verrà bocciati. "Abbiamo voluto indicare una serie di comportamenti che possono portare ad un voto di insufficienza perchè vogliamo evitare che la condotta possa essere utilizzata in modo strumentale, magari", ha detto la Gelmini, "danneggiando l'impegno dei ragazzi tra i banchi. Con questo provvedimento", ha aggiunto, "si vuole introdurre una valutazione del comportamento che rappresenta anche un premio per la stragrande maggioranza dei ragazzi che hanno comportamenti corretti. È un modo per premiare chi si comporta bene e, non per punire, ma per educare gli indisciplinat. Non solo, «è anche un modo per responsabilizzare gli insegnanti nell'ottica di restituire alla scuola la sua funzione di agenzia educativa".
I docenti potranno quindi decidere di dare un'insufficienza in condotta: a chi non frequenta regolarmente i corsi e non assolve assiduamente agli impegni di studio; a chi non rispetta il capo di istituto, i docenti, il personale della scuola e i compagni; a chi non osserva le disposizioni organizzative di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti; agli studenti che non usano correttamente strutture, macchinari e sussidi didattici; agli alunni che danneggiano il patrimonio della scuola. In base al regolamento, comunque, per prendere un 5 in condotta si deve aver già preso una sanzione disciplinare. Se il comportamento indisciplinato si ripete, l'insegnante, insieme al collegio docenti, potrà attribuire l'insufficienza.

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Commenti all'articolo

  • jack1980

    14 Marzo 2009 - 11:11

    Non capisco il perché della precisazione "educativa" e "non punitiva". Perché, non si può punire chi lo merita?

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  • micael44

    13 Marzo 2009 - 17:05

    Ottima la Gelmini.Io che,come BELNONDALMAR, a fine anni 50 frequentavo il liceo classico, ho ripetuto il primo anno per un 7 (ho scritto bene) in condotta; il minimo era 8. E sapete perchè? Perchè ho avuto l'ardire di bussare alla porta della Preside e chiederle l'autorizzazione ad usare la bandiera dell'Istituto da esibire durante una manifestazione contro i terroristi alto-atesini che uccidevano gli Italiani in quel di Bolzano! Ovviamente la manifestazione era autorizzata dalle Autorità di PS.

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  • piero1939

    13 Marzo 2009 - 16:04

    quattro sganassoni quattro calci in culo e li mando a casa dai loro fucking genitori che se ne prendano cura ed insegnino loro l'educazione. alla fine riesame di ammissione e ripartono da zero. altroche' buonismio e perdono e comprensione. i rompipalle vanno sgrossati con cazzotti e sberle in faccia. e zitti gli altri.bbboniiiii!!!!!

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  • marfere

    13 Marzo 2009 - 15:03

    Chi ha vissuto la SCUOLA negli anni '50 puo' fare un confronto. E il confronto induce a pensare che la scuola ultimamente e' in uno stato di totale degrado. Il tutto comincio' nell'anno 1968...anno per certi versi disastroso pe la scuola e le universita' . Se si riuscisse a ridare agli insegnanti l'autorita' ormai perduta e ad inculcare po' di disciplina negli allievi, si potrebbe ricominciare a dare alla scuola quel ruolo educativo che ormai aveva perso del tutto.

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