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Le dritte in cucina

Natale, feste da buongustai: i doni da gourmet per le feste

24 Dicembre 2014

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Primum vivere, deinde elargire. Sembra questo il primo comandamento dell’imminente maratona cerimoniale, che conduce alla shakespeariana dodicesima notte: quella dell’Epifania. Che ci piaccia o meno, il Natale altro non è che il perpetuarsi del “sol invictus”, i brindisi altro non sono che un simulacro del rito dionisiaco e il fatto che tavola e famiglia siano i cardini delle feste altro non è che replicare gli atti sacrificali alla luce che risorge.

OLTRE 4 MILIARDI
Un esorcismo contro il buio totale, dunque. Così gli italiani, in attesa di vedere un lumino oltre il tunnel di questi sette anni di drammatica crisi, si attrezzano e passano dal regalo... alla tavola. Per la prima volta - così certifica la Coldiretti - quest’anno la spesa alimentare sorpassa quella per i doni, e se proprio non si può rinunciare al presente (che appare comunque cupo) si sceglieranno regali utili e, soprattutto, alimentari. In questo senso, vanno forte le ceste natalizie ricolme di delikatessen rigorosamente italiane. L’indagine che Ixe ha condotto per l’associazione dei coltivatori capeggiata da Roberto Moncalvo mette inoltre in rilievo che la spesa alimentare natalizia sarà pari a 4,1 miliardi - e questo, tradotto in economia, significa 30mila posti di lavoro. Peraltro, il confronto tra la vigilia 2013 e l’attuale racconta che gli italiani - i quali spenderanno al di sotto dei 200 euro a famiglia, confermando comunque una contrazione dei consumi - cambiano radicalmente il loro paniere natalizio. Fatta 100 la spesa complessiva, i regali perdono 10 punti e rappresentano soltanto un quarto dei consumi, mentre di contro cibi e bevande salgono al 45 %, e pure crescono di un 2% viaggi e divertimenti e solo l’abbigliamento (16% delle spese) si salva dalla contrazione generale.

I PIÙ CONSUMATI
Al cibo gli italiani si affidano anche per tentare la sorte, e pare che più delle lotterie quest’anno possa la tradizione. Le lenticchie - soprattutto quelle di Castelluccio, Colfiorito, Santo Stefano di Sessanio - sono protagoniste di un vero e proprio boom (le acquista il 78% degli italiani), così l’uva passa (64%) e zamponi e cotechini (72%) che sono tradizionalmente considerati i portafortuna di fine anno. In testa alla classifica dei consumi restano però i due classici, panettone e spumante (li portano in tavola addirittura l’89% delle famiglie), e nella lista dei cibi più consumati resiste anche il pandoro, che piace al 77% delle famiglie.

Che il cibo rappresenti il mood dominante di questo Natale lo conferma anche la tendenza a fare regali gastronomici, che vengono acquistati dal 59% degli italiani nei mercatini. Quattro italiani su dieci (il 39%) acquisteranno quest’anno prodotti alimentari confezionati anche nei tradizionali cesti, dove i preferiti sono lo spumante (66%), i dolci (62%), la frutta secca (57%), i salumi (55%), le lenticchie (51%) e l’olio extravergine d’oliva (48%), che quest’anno, a causa di maltempo e mosca e mosca olearia che hanno falcidiato gli ulivi, è una vera rarità.

PRODOTTI TOP
E a proposito di rarità, vediamo allora quali sono i regali extralusso alimentari che quest’anno fanno tendenza. In primo piano il caviale italiano (Calvisius), il rarissimo salmone affumicato Coda Nera (Nef), il formaggio di fossa (Fossa dell’Abbondanza) il prosciutto (San Daniele) e il culatello (Corte Pallavicina) che se la batte con la culatta (Corte Buona), e poi ancora l’extravergine di oliva (rarissimo è l’olio Clara), i panettoni alla frutta fresca (Loison), la cioccolata (Amadei, Castagna), la pasta d’autore (Gentile, Verrigni, Mancini) ma anche le farine naturalissime (Molino Marino). D’altro canto, l’ormai dilagante tendenza vegetariana vegana fa diventare di lusso la frutta e la verdura fresca, ma anche le lenticchie (il dernier cri sono le Beluga: nere e di calibro finissimo), così come ormai il tutto bio è diventato una sorta di comandamento dda cui è difficile prescindere.

MENÙ LIGHT
Una cosa è sicura: il menù delle feste quest’anno sarà un po’ più light. Sembra che, anche causa ristrettezza di bilancio, gli italiani mangeranno un po’ meno. Meno ma molto meglio, tuffandosi nella tradizione più stretta e disertando - ahinoi - i ristoranti, perché ormai la cucina di casa è tornata a rappresentare il luogo principe degli affetti, delle abilità e del risparmio. La tendenza di moda è: faccio tutto da solo. Così Ixe, nella sua indagine sulle “Tavole degli italiani a Natale”, ha rilevato che per le feste gli italiani trascorreranno 3,5 ore in media ai fornelli per la preparazione del pasto principale del Natale, con uno storico ritorno del fai-da-te casalingo che, in queste dimensioni, non si registrava dal dopoguerra.

MANIA RICETTARI
A confermare questo ritorno al focolare - sempre secondo Ixè - c’è il boom dei ricettari, a dispetto - e anche un po’ a sorpresa - di chi sostiene che internet ha sepolto la carta stampata e i blog sono oggi il nuovo credo culinario. I libri di cucina dal 2008 a oggi sono cresciuti del 70% e le copie stampate sono passate da 2 milioni e mezzo alle attuali 4 milioni e 200 mila. Il libro gastronomico è comunque tra i regali più gettonati di questo Natale. Insomma, pare proprio che anche a tavola la crisi abbia fatto tornare d’attualità i proverbi: chi fa da sé fa per tre!

di Carlo Cambi

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