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Festival in par condicio

Sanremo, Littizzetto: "Non potrò parlare di politica, Chiesa e sesso"

Ora l'attrice comica dovrà trovare il modo di far ridere

Luciana Littizzetto

Luciana Littizzetto

Non ci dorme la notte per preparare le sue battute. Sanremo mette il bavaglio a Luciana Littizzetto è lei va nel panico: "Di politica non si può parlare, c'è la par condicio, di chiesa non ne parliamo, di sesso per carità, siamo in prima serata. Magari darò la ricetta del coniglio alle olive", ha detto a Massimo Giletti che l'ha intervistata nella sua Arena su Rai1 chiedendo ironicamente consigli: "se volete farmi avere qualche argomento... magari l'elastico delle mutande, i nuovi tagli di capelli, se sono meglio i maschi con le ciglia tolte o a rondine...". Vietato, dunque, sotto elezioni, citare il Cavaliere o Monti: "Non posso neanche dire 'due maroni'", ha ironizzato ancora la Littizzetto, spiegando poi di non aver "ancora scritto" le sue battute: ''Sanremo è bello perchè c'è l'attualità, le cose che diremo verranno anche improvvisate sul palco". Pur ammettendo un certo timore per l'impegno al festival ("stanotte alle tre e mezza mi sono svegliata e ho pensato oddio!").

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Commenti all'articolo

  • alejob

    11 Febbraio 2013 - 13:01

    mettiti con le pose che ti matti davanti a Fazio e ti fai contare i peli dellA TUA PIPINA.

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  • rivaod

    08 Febbraio 2013 - 22:10

    La Litizzetto si dimentica una cosa importante. Lei ha fatto carriera grazie alle televisioni di Berlusconi.

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  • venaria

    06 Febbraio 2013 - 22:10

    ma che ridere ,codesta fa piangere ,per carità solo vederla mi fa male, sentirla poi parlare da infarto certo che io Sanremo con quei due preferisco cambiare canale ...

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  • manuelebonbon

    05 Febbraio 2013 - 13:01

    Senza parlare di politica potresti ridicolizzare una figura di fantasia di un ometto col problema dell'altezza, delle orecchie e della calvizie che pr rivalersi sul mondo cattivo diventa un riccastro temibile e feroce che sublima le sue mostrusità pagando centinaia di giovani donne che si concedono a lui come al drago. Un classico della letteratura del 900 sul quale nessuno potrebbe aver da ridire.

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