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Scenari futuribili

L'ultima idea del Cavaliere:
vuole il giovane Benetton

Berlusconi pensa all'imprenditore come erede politico. Poi giura ai suoi: "No, non voglio fare un nuovo partito"

Lo sfogo durante l'ufficio di presidenza del Pdl: "Se siamo crollati dal 27 al 20% la colpa è soltanto di Mario Monti"
L'ultima idea del Cavaliere:
vuole il giovane Benetton

 

 

La durata degli interventi è di tre minuti...». Si leva il boato di protesta degli ex An. «...d’accordo allora facciamo quattro minuti». Silvio Berlusconi prova ad arginare l’onda oratoria che si sta per abbattere a via del Plebiscito. Fatica sprecata: c’è l’ufficio di presidenza e tutti i dirigenti del Pdl vogliono dire la loro senza stare a guardare l’orologio. Sicché il Cavaliere si sorbisce queste quattro ore infinite di sfogatoio e, ciononostante, va via come era arrivato: convinto del fatto suo. Nessuno ha trovato un’argomentazione capace di fare breccia oppure Silvio era troppo distratto a leggere i report sulle testimonianze delle ospiti alle cene di Arcore: le ragazze stanno sfilando in procura a Milano nelle stesse ore in cui è riunita la cupola del Pdl. Caparbietà o distrazione, l’ex premier rimane sulla sua posizione: giura che «assolutamente no, non sto pensando a un nuovo partito», non sono vere «le ricostruzioni» fatte dalla stampa, anche quella di area che «fa più male a noi che agli altri». Però...

   Però Berlusconi non dice no alle liste di appoggio. Anzi: «Se Vittorio Sgarbi, Luca Cordero di Montezemolo e Guido Bertolaso si facessero fautori di liste, come farei io a dire di no all’alleanza con loro?». Ora, tolto l’ex presidente della Ferrari, è chiaro a tutti chi sia l’ispiratore delle liste di Sgarbi e Bertolaso (che si materializza a Palazzo Grazioli a fine riunione), eppure nessuno dei colonnelli ha il coraggio di fiatare. Giusto Ignazio La Russa prova a protestare: «Presidente, in alcuni casi sembri vestire i panni dell’allenatore di altre squadre che giocano in altri campionati...». «No, io gioco in questa squadra», la risposta secca. Poi una battuta di Maurizio Gasparri stempera la tensione. Il Pdl spacchettato in liste di quarantenni, di ultradestra, di animalisti: «Io ho più di 45 anni, sono di destra e ho un cane: in quale lista vado?». Risate. 

  È forse l’unico momento di ilarità del vertice. Introdotto da una relazione del leader: «Secondo i sondaggi l’elettorato del Pdl si divide così: il 36 per cento vota ancora per noi, il 56 si astiene, il 10 vota altri partiti». La colpa della flessione siede a Palazzo Chigi: «Il 74 per cento degli elettori non condivide l’appoggio che diamo a Monti, siamo passati dal 27 per cento al 20». Nulla è perduto, però: «I nostri sostenitori vogliono tornare a votarci se presentiamo un programma forte e costruttivo». Ma anche una leadership accattivante. Berlusconi deve ricostruire da zero la coalizione (al momento formata da Pdl e dalle nascenti liste civiche) e vuole strutturarla intorno a un nome nuovo, giovane, estraneo alla politica. Allo scopo Silvio avrebbe contattato anche il manager Alessandro Benetton, rampollo dell’omonima famiglia. Nulla si sa circa la risposta. 

Mentre si occupa di rimettere in piedi la casa moderata, il Cavaliere non vuole che gli si sbricioli il partito tra le mani. Perciò si è raccomandato con tutti («Non possiamo regalare l’Italia alla sinistra»), ma soprattutto  con gli ex An, che minacciano di mettersi in proprio ricostrituendo il vecchio partito: «Conosciamo l’esperienza di chi ha lasciato la casa madre e si è perso nel nulla», ha detto riferendosi a Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini.

di Salvatore Dama 

 

 

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Commenti all'articolo

  • filadelfo

    14 Giugno 2012 - 17:05

    Vittorio Sgarbi? Luca Cordero di Montezemolo? Ma questi del PDL, in primis Berlusconi, si vede che non vivono tra la gente. Dove è stato Sgarbi ha solo fatto pasticci e, ridicolizzandosi, ha ridicolizzato anche la parte politica alla quale dice di rifarsi. Luca Cordero di Montezemolo mi ricorda il bambino (politicamente) con la barba. Neanche è cresciuto ed è già vecchio, non solo politicamente. Bertolaso è l'unico della triade che avrebbe una chance per le capacità che ha dimostrato quando dirigeva il servizio civile. Infine se Berlusconi non si sbriga a cambiare nome alla sua formazione politica rischia grosse grane giudiziarie, nel senso che il cofondatore Fini non gli permetterà di usare nome e simbolo del PDL dei quali è "comproprietario". Non faccio qui problemi di contenuti (non cambiano cambiando sigla, lo sappiamo tutti)ma di nome per evitare pasticci. A meno che Fini non ritorni all'ovile pur di assicurarsi una poltrona. E se Berlusconi lo accettasse per lui è finita davvero.

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  • rosolino.gerevini

    11 Giugno 2012 - 10:10

    Sono anch'io del parere che quando si andrà al voto l'esercito di astenuti farà la differenza e certamente non voterà la sinistra. Abbiamo già avuto questa brutta esperienza. Cordiali saluti. Rosolino da Stagno Lombardo(CR)

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  • kywest

    10 Giugno 2012 - 08:08

    E' finita, Cavaliere, anche per sua colpa. Inutile agitarsi oltre. Se ne faccia una ragione e si faccia da parte. Dalle ceneri di un cdx senza identità, nasca quel Partito Liberale di massa tanto evocato e mai realizzato. Escano allo scoperto i Liberali-Libertari che fondarono Forza Italia e che furono subito messi all'angolo dalle componenti socialiste/clericali/populiste/democristiane. Stilino un programma di pochi punti (meno stato e meno spese su tutto) e prendano le distanze dagli antichi potentati, Vaticano compreso. Solo così il cdx avrà un futuro.

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  • bussirino

    09 Giugno 2012 - 12:12

    Lo credevo intelligente ma invece è solo ridicolo...Non ha ancora capito che con le Caste tra i Partiti gli elettori scappano sempre più? Se Vittorio Sgarbi, Luca Cordero di Montezemolo e Guido Bertolaso e altre facce televisive sono credibili dove stanno quei giovani capaci di rovoltare l'Italia come un calzino? Finchè l'Italia sarà in mano delle caste e del vaticano nessun italiano crederà a nessun politico che sono la rovina dell'Italia. I genovesi hanno si sono indebitati fino al collo svendendo la Corsica ai francesi, i politici stanno indebitando gli italiani svendendo l'Italia al Vaticano e alle Banche. cesare da fiorenzuola

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