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Tentazione crucca: via il diritto di voto a chi stava col Cavaliere

Il giornalista Udo Gumpel contro l'Italia: niente urne per chi sosteneva un partito in cui c'era la mafia. Ma la speculazione che che ci sta distruggendo è anche colpa loro

Tentazione crucca: via il diritto di voto a chi stava col Cavaliere

Franco Bechis

Veniva considerato uno delle colombe tedesche. E si capisce anche perché: Udo Gumpel, corrispondente della tv Nt-v del gruppo Bertelsmann in Italia vive da decenni, tanto da avere la cittadinanza tricolore. A Roma ha casa, una cooperativa editoriale-culturale (Blond), insieme alla fotoreporter Patrizia Giancotti ha anche preso seconda casa fin dal 1990 a Palermiti, piccolo paese nella provincia di Catanzaro infestato da anni da una delle faide della ’ndrangheta. Ho incontrato Gumpel ieri a Omnibus La7 nel dibattito mattutino dedicato alla crisi dei mercati e dell’euro. Era lì per dare il punto di vista tedesco, e non si è certo tirato indietro.

Veleni La colomba si è fatta falco e ha sfoderato i suoi artigli: «L’Italia? La sua grande zavorra è un misto fra burocrazia e mafia». Gli italiani? Si raccontano favolette e leggende metropolitane sulla crisi dei mercati: «C’è in Italia questa diceria che Bruxelles decide e noi siamo tutte povere vittime. Non è vero naturalmente niente»: Mario Monti? Agli occhi tedeschi è credibile e ha fatto bene, ma «la debolezza del governo Monti è essere sostenuto dal partito di Silvio Berlusconi». Lo scudo anti-spread che era stato deciso dal vertice europeo di fine giugno? «Non puoi chiedere ai tedeschi di finanziare Lombardo o un partito che ha dentro i mafiosi». Quel partito naturalmente è il Pdl, che Gumpel giudica più o meno con gli occhi di Marco Travaglio. Siccome per il corrispondente della tv del principale gruppo editoriale tedesco (storia centenaria e perfino il coraggio di aprire i suoi archivi e mostrare la lunga e terribile compromissione con il nazismo) l’equazione mafia=Berlusconi=berlusconiani ha evidenza solare, ha accompagnato con sorrisini ironici e battute velenose qualsiasi cosa avessimo da dire il sottoscritto (perché è giornalista di Libero) e il collega del Giornale lì presente, Vittorio Macioce (appena un tantino più mafioso di me perché «prende i soldi di Berlusconi»). Finita la trasmissione un terzo giornalista ospite, Roberto Sommella- che lo conosceva da tempo- ha provato a dire: «Guarda Udo che Berlusconi comunque è stato votato da milioni di italiani». La risposta ottenuta ha gelato tutti: «E infatti io credo che debba essere tolto il diritto di voto a quel 25% degli italiani che lo ha scelto e ha scelto un partito in cui stava la mafia, come dimostra Marcello Dell’Utri». 

Falsa colomba  Probabile che la falsa colomba nata ad Amburgo abbia messo molto del suo in questa acredine, e che non tutto il suo popolo di origine abbia degli italiani questa immagine, assai simile a una antica e sciagurata copertina di Der Spiegel (con un piatto di spaghetti e una rivoltella che li condiva). Però qualcosa di assai simile e solo un pizzico meno fazioso deve pure esserci, visto l’atteggiamento della Germania nei confronti dell’Italia e della Europa del Sud in queste settimane. Così non fosse stato ieri almeno un esponente di primo piano del governo di Berlino sarebbe intervenuto per rassicurare i mercati che stavano attaccando Spagna e Italia (la Grecia l’avevano già mandata a picco, ma lì ormai c’è poco da spolpare). Sempre più appare probabile che quella speculazione che sta mettendo in gioco l’Europa e sta facendo saltare l’area dell’euro possa avere dietro se non la regia almeno mani tedesche. Così sostengono i gestori dei principali hedge fund americani, che giurano di volersi tenere lontano da questa Europa per il momento. Così forse sta iniziando a sospettare anche Monti, che ieri per la prima volta si è lasciato scappare dichiarazioni stizzite rivolte sia pure indirettamente al governo tedesco. 

Smemorati È evidente che la Germania di oggi non abbia alcuna intenzione con una scusa o con l’altra di essere parte in gioco nella solidarietà europea. È disposta a farlo solo se di fatto passano a lei le redini dei governi nazionali di quelli che sono ritenuti «paesi deboli». Quella frase fuori luogo scappata a Gumpel sul diritto di voto che andrebbe tolto a una parte degli italiani nasconde un pensiero che circola con abbondanza in Germania: quel diritto andrebbe tolto non a una parte (lì pesa la faziosità personale del giornalista), ma al popolo italiano in genere, perché non è in grado di scegliere quello che la Germania ritiene il bene dell’Europa (sostanzialmente il suo). Che si comporti così un paese cui furono condonati tutti i debiti nel drammatico dopoguerra (debiti che furono fatti per finanziare l’espansione militare di Hitler in Europa e per eliminare sei milioni di ebrei), lo stesso paese che in tempi più recenti fu aiutato dalla solidarietà europea per unificare Est ed Ovest, è certo indice di una assenza di memoria storica assai più pericolosa di mille deficit pubblici. Invece che inseguirla, sarebbe tempo di stare lontani e isolare in fretta una Germania così…

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Commenti all'articolo

  • colombinitullo

    29 Luglio 2012 - 23:11

    forse il tuo babbo quella sera infausta avrebbe fatto meglio a farsi un masturbino perchè un figlio così scemo è difficile solo immaginarlo. Spero solo che il figlio(manueleetc.)sia solo un'anomalia familiare perchè,in caso contrario,il suicidio collettivo sarebbe d'obbligo.

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  • manuelebonbon

    25 Luglio 2012 - 16:04

    Caro Jack1, a leggere i commenti come i tuoi ci si scompiscia dalle risate!!!! Ma guarda un po' come si scatenano gli adoratori del Cavalier Pompetta perché un giornalista ha detto ciò che (quasi) tutto il mondo occidentale (e anche il Cavaliere Pompetta stesso) pensano dei bananas (ovvero berlusconiani sinceri e non delinquenti come la corte del nano): sono delle persone svantaggiate dalla vita e dalla storia, carenti, un po' analfabete, equivalenti a scolaretti di 11 anni relegati negli ultimi banchi. Tutto il mondo (anche Putin, anche il fu Gheddafi) ride di quest'ometto ridicolo esaltato da una pletora di sinceramente babbei (i bananas) ancora accecati da lustrini e promesse non sapendo poveretti che non sono (loro) la Minetti o la Carfagna che (sembra) abbiano soddisfatto il maestoso augello e quindi premiate. E quindi, prima di farli votare di nuovo si dovrebbero educare. E un maestro delle elementari, uno psichiatra e un esorcista son quello che ci vuole.

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  • albinoalbanofree

    25 Luglio 2012 - 14:02

    Parlare di <Gumpel come giornalista si commette un grosso errore in quanto Gumpel non è obiettivo , è solo il serrvo diuna "sinistra sinistrata" e senza idee segno che il giornalismo sta decadendo in Europa e nel mondo che attratto dalle nuove tecnologie va verso la confusione.Gumpel se fosse un giornalista "obiettivo" e probabilmente nel suo paese non è nemmeno apprezzato nel suo paese ma viene strumentalizzato , è questo , è il guaio da una sinistra senza idee e confusionaria. Non lo si può considerare nemnmeno un gionalista di tabloid. Tale non è è solo un servo "sciocco" non un vero corrispobndente come Heinz Joachim Fischer corrispondente del Frankfurter allgemeine Zeitung che era buo conoscitore dei problemi tra nord e sud. Può essere un buon giornalista che commenta i fatti con obiettività? A voi le conclusioni.

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  • Mereno

    25 Luglio 2012 - 12:12

    Non andate a comprare in un negozio il cui propietario è un Berlusconiano, bastasse che gli abbia dato il voto una sola volta, non mettete piede nel suo negozio, se avete un dipendente Berlusconiano, caricatelo di lavoro fino a che non sbagli e così licenziatelo o costringetelo a licenziarsi, non guardate più i programmi mediaset, non fate pubblicità nei giornali e nelle televisioni della famiglia Berlusconi, i Berlusconiani devono capire sull apelle cosa vuol dire la crisi.

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