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Fottuti e mazziati

Pensioni, il governo vuole bocciare il ddl per gli esodati

L'esecutivo preme per bocciare gli scalini previsti nel ddl Damiano. Tensione con la maggioranza: lo scontro può arrivare in Parlamento

E spunta una lettera in cui la Fornero chiedeva ai partiti di non "smontare la riforma previdenziale". Il ddl Damiano prevede gli scalini per i lavoratori di 58 anni
Elsa Fornero

Regina Fornero: vista da Benny

Dopo il pasticcio che li ha lasciati senza pensione, il governo si prepara a tirare un altro schiaffo agli esodati: l'esecutivo è pronto a bocciare il ddl proposto dall'ex ministro Damiano e condiviso da Pdl, Pd, Udc e opposizioni che introduce una serie di scalini per consentire ai lavoratori di 58 anni di andare in pensione con 35 anni di contributi fino al 2017. Tra i "promotori" della bocciatura la prima firmataria della riforma delle pensioni, Elsa Fornero, che con una lettera-appello si rivolge ai partiti chiedendo che la riforma previdenziale non venga smontata. 

La modifica alla riforma - Il provvedimento Damiano, che vuole ampliare la platea degli esodati modificando il testo della Fornero contenuto nel salva-Italia, è arrivato alla Camera. La proposta di legge è stata approvata con un voto bipartisan in commissione Lavoro ma richiede una copertura di 5 miliardi, come ha spiegato all'assemblea Cesare Damiano del Pd, su cui per ora non è arrivato il via libera della commissione bilancio: manca il parere della commissione presieduta dal leghista Giancarlo Giorgetti che sta attendendo la relazione. Dura la replica di Damiano, che si è detto "stupito e incredulo" ed ha rilanciato: "Non c'è la copertura? E allora il governo ne trovi un altra". Quindi le cifre: "Nel salva-Italia viene previsto un risparmio di 12 miliardi con la riforma delle pensioni. Ne sono stati spesi 9 per gli esodati, quindi ce ne sono almeno tre". E ancora, Damiano: "Non vogliamo smontare la riforma della Fornero, vogliamo fare delle correzioni e addolcire il salto. Se la copertura dei cinque miliardi non ci fosse sarebbe molto grave. C'è la spending review, c'è la legge di stabilità, questi soldi non devono essere destinati solo ad una diminuzione del debito, ma anche per correggere l'errore fatto".

L'esecutivo trema - Il governo ora teme uno scontro frontale con il Parlamento. Parlamento. La relazione della ragioneria generale che stoppa il provvedimento non è ancora stata inviata e oggi l'esecutivo, con tutta probabilità, inviterà i deputati a far tornare il provvedimento in Commissione per trovare un'intesa sugli esodati senza compromettere "la stabilità finanziaria". Eppure, per quel che concerne l'ipotesi degli scalini per i lavoratori di 58 e 59 anni, la Fornero non aveva lasciato speranze, spiegando che accettare una modifica del genere "smonterebbe la riforma". 

La lettera della Fornero - Non a caso, proprio oggi, lunedì 8 ottobre, l'agenzia di stampa Ansa ha diffuso una lettera dello scorso 7 agosto in cui il ministro Fornero scriveva al presidente della commissione Lavoro di Montecitorio in merito alle modifiche alla riforma delle pensioni. Il ministro del Lavoro invitava a compiere "ogni sforzo per evitare il rischio di misure che, se non adeguatamente comprese in sede internazionale, comprometterebbero gli sforzi di stabilizzazione finanziaria". 

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Commenti all'articolo

  • moranma

    09 Ottobre 2012 - 09:09

    mi sembra di aver sentito che Cicchitto ha detto che in parlamento (o al Senato, non ricordo) il pDL non voterà il ddl Damiano....non è che questo dietrofront rispetto a quanto deciso in commissione è legato all'uscita di Berlusconi di farsi da parte ed indicare come possibile premier MONTI??

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  • peroperi

    09 Ottobre 2012 - 09:09

    si si, tutto vero ma cio' che Lei mi rappresenta è lo status quo. Purtroppo quando le cose vanno bene funzionano anche i contratti, i diritti e quant'altro. Ora invece stiamo attraversando in Italia un momento storico che porterà a cambiamenti epocali speriamo senza passare attraverso ad una piccola guerra civile come in argentina. I politici di tutte le fazioni da Craxi in avanti hanno attinto dai risparmi degli italiani per decenni per ragioni di voti e di poltrone ed hanno sprecato enormi capitali in stipendifici e pensioni anticipate, vitalizi e vizi mentre le altri nazioni con i denari del debito hanno investito in produttività e infrastrutture. Risultato: siamo al palo e senza soldi. L' unica soluzione, prima o poi è il fallimento senza pagare i titoli emessi. Da qualuque parte si guarda la storia finirà cosi'. Le nostre eccellenze saranno svendute agli stranieri e noi diverremo cittadini di serie B in casa nostra. E pensi che io non sono pessimista. E' tutto dire.

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  • RobertPaul

    08 Ottobre 2012 - 23:11

    solo per chiarire gli esodati non sono fuggiti ma sono stati mandati in pensione anticipata ... tipo a 38 anni di lavoro quando avrebbero dovuto farne 40 . Appena entrati in casa la Fornero , Monti e gli ectoplasmi di Roma hanno deciso che bisognava andare in pensione a 42 anni di lavoro quindi quelli avevano sbagliato ad andare in pensione e non avrebbero preso un soldo bucato dai 38 ai 42 ... o dai 40 ai 42 .... poi non so , magari arrivati a 42 potrebbero anche subire qualche penalità visto che sono andati in pensione prima del tempo . E' una cosa folle ... una cosa da 2 menomeno in pagella

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  • violacea

    08 Ottobre 2012 - 23:11

    PEROPERI: E I POLITICI TUTTI CHE PRENDONO PENSIONI DA NABABBI, SENZA LAVORARE ALMENO 40 ANNI, COME GLI ESODATI, SONO FORSE PARALITICI???O FORSE NON RIESCONO A LAVORARE DOPO UN MESE, UN ANNO, DUE ANNI O DIECI ANNI SENZA ANDARE IN PENSIONE? E SECONDO LEI CHI HA PIU' DIRITTO? CHI HA FATTO 40 ANNI DI DURO LAVORO E PAGATO ??? O HANNO PIU' DIRITTO CHI DA SESSANTA ANNI SI FA MANTENERE A VITA CON I SOLDI DEI CITTADINI?? USI ALMENO IL O CERVELLO QUANDO SCRIVE !!

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