Cerca

Armata Brancaleone

Ecco la carica dei postulanti
che chiede un posto a Bersani

Vendola, Nencini, D'Alema e De Magistris

Vendola, Nencini, D'Alema e De Magistris

 

Il leader del Pd, Pierluigi Bersani, si riempie la bocca della parola "progressita" e delle sue varianti. Gli piace, quell'etichetta. Peccato che nel Partito Democratico, di progresso, non se ne veda l'ombra. L'esito delle primarie parla chiaro: un bel tuffo nel passato a tinte rosse. Un passato che non cambia mai. Un barlume di speranza lo aveva dato Matteo Renzi, bocciato dal popolo di sinistra, attaccato a vecchi schemi e facce antiche. Speranza vana. Vince Bersani, e il palco del teatrino di sinistra si riempie di figure con le quali, nostro malgrado, abbiamo imparato ad avere confidenza: i postulanti che al segretario e al suo apparato chiedono "un posto".

Padrone Nichi - Una sedia, e anche di un certo rilievo, la vuole Nichi Vendola, il presidente della Regione Puglia, comunista, e a cui spetterà in caso di vittoria della sinistra un posto importante nella nuova squadra di governo. Alle primarie, Nichi, è stato schiacciato, umiliato da Renzi: ma il suo peso specifico, nelle logiche di sinistra, diventa maggiore rispetto a quello del rottamatore. Vendola vuole più tasse per i ricchi e la patrimoniale (a cui, non a caso, Bersani ha aperto nell'ultimo confronto televisivo prima del secondo turno delle primarie). Nichi, inoltre, non ha perso tempo e scordando di governare la sua Puglia ha iniziato a dettare l'agenda di un possibile governo a Bersani: "La Carta di intenti - tuona Nichi - archivia l'agenda Monti. Continuo a essere un oppositore del governo Monti". Il governatore, con un tratto di penna, si arroga il diritto di cancellare tutta quella corrente del Pd che vuole proseguire, giusto o sbagliato che sia, nel solco tracciato dal premier. E Bersani, di fatto, accetta: "Un governo con Sel? Certo, ma anche espressione di civismi, di riscossa civica".

Strepitoso, e puntualissimo, l'intervento di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, che ha inviato una lettera agli iscritti al Partito socialista subito dopo la conclusione delle primarie. "Ancora una volta, care compagne e cari compagni, i socialisti hanno mostrato di esserci: in piedi e con la schiena dritta". Tralasciando l'attacco al sapore di soviet, arriviamo alla sostanza. Nencini verga: "L'elezione a candidato premier della coalizione di Pier Luigi Bersani, che abbiamo sostenuto sin dal primo turno in accordo con i nostri compagni del Pse, è motivo di compiacimento poichè la coalizione Italia bene comune, di cui il Psi, nella sua piena autonomia e libertà è parte integrante, ha mostrato - pur nel corso di una campagna elettorale in cui non sono mancate asprezze talora anche eccessive - coesione e forte volontà di rinnovamento nella prospettiva, sempre più concreta, di assumere la responsabilità del governo della nostra Italia per i prossimi cinque anni". Eccoli, i socialisti, che cominciano a bussare alla porta del leader nella "prospettiva" di "assumere responsabilità di governo": un ruolo non deve essere negato nemmeno al loro "uno virgola".

Rispunta Tonino - Una "bussatina" prova a farla anche il derelitto Antonio Di Pietro, che con la sua Italia dei Valori, oggi, viene accreditato di percentuali poco superiori a quelle dei socialisti di Nencini. "L'Italia dei Valori - spiega Tonino - ha partecipato a queste primarie per individuare non solo il candidato premier, ma soprattutto quale linea politica portare avanti. Ora Bersani deve decidere se è con Monti, in tal caso noi costruiremo una proposta politica alternativa, oppure se in discontinuità con Monti, in questo caso saremo vicini per costruire insieme un'alternativa". Sorvolando sul contributo che possa dare l'Idv oggi, il messaggio è chiaro: caro Bersani - questo il sottointeso di Di Pietro - ci siamo anche noi e, per piacere, non dimenticarci.

Dipietrini in fuga - Poi c'è un altro ex pm che si spende in felicitazioni. "Un cambiamento radicale nei contenuti politici da parte del segretario Pd Bersani, appena uscito vittorioso dalle primarie": questo il pomposo auspicio espresso dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Auspicio per che cosa? Per un'alleanza tra il suo movimento Arancione e il Partito Democratico, ovviamente. De Magistris non si nasconde, e "bussa duro": "Per una eventuale alleanza dobbiamo vedere quali saranno i contenuti politici proposti dal Pd". Tra gli ex dipietristi, merita una menzione anche Massimo Donadi, fresco di strappo con l'Idv, e che con il suo nuovo partitino si è subito proposto come papabile alleato di via del Nazareno.

Vecchi "mostri" - La lista dei postulanti si arricchisce poi con tutti i volti, che con agilità, da decenni slittano di legislatura in legislatura. Rosy Bindi lo ha detto: vuole una deroga per essere rieletta, e Livia Turco si è affannata a far sapere che "mi batterò affinchè la ottenga". Bersani ribadisce che "il Pd osserverà la norma statuaria che limita a tre i mandati parlamentari". Ma poi aggiunge: "Salvo deroghe richieste individualmente e votate dalla direzione del partito". Una farsa, insomma. Poi c'è Massimo D'Alema che - nobile gesto - non si ricandida. E spiega: "Per quanto mi riguarda, posso dare una mano a Bersani e gliela darò". Come? Ottenendo una bella poltrona da ministro nel caso di vittoria ovviamente. Il dicastero degli Esteri, nel dettaglio: a sinistra non si fa che parlare di Baffino alla Farnesina. Nel nome del rinnovamento...

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • kIOWA

    06 Dicembre 2012 - 11:11

    WANTED!!!

    Report

    Rispondi

  • arwen

    04 Dicembre 2012 - 12:12

    Bersani nato nel PCI ha fatto carriera nel PCI. 3 mandati parlamentari, tre volte ministro (sviluppo economico,trasporti,Industria). Assertore del finanziamento pubblico, ma prende anche i soldi dai privati senza andare tanto per il sottile. Ha cumulato svariati vitalizi (è stato anche presidente di regione). Amico intimo e sodale di Penati. Come si vede un uomo tutto d'un pezzo, dal passato cristallino. Un boiardo di stato, un fautore della casta politica della quale fa stabilmente parte e della quale, nella mini campagna elettorale delle primarie, non ha mai parlato. Cancellazione dei vitalizi? Mica è scemo, mica sta lì a pettinar le bambole. Lui è lì, come tutti gli altri, per garantire la propria ambizione. Lui è umile e sa di aver bisogno degli altri. Perciò prepariamoci all'allestimento di una sobria armata Brancaleone costituita dal meglio della casta di stato, con personaggi intraprendenti e soprattutto immortali.Certo Vendola è un peso ma la poltrona giusta salva tutto e tutti

    Report

    Rispondi

  • GRISO59

    04 Dicembre 2012 - 12:12

    E Colaninno dove lo mettiamo il figlio di quello dell'Alitalia, della Piaggio ecc ecc bel persoggio di sinistra.

    Report

    Rispondi

  • spadino65

    04 Dicembre 2012 - 10:10

    di scendere dai banani e di cominciare a mettere ordine a casa vostra, senza continuare con le solite cazzate trite e ritrite...ma ve ne accorgete o no come state messi, ve ne accorgete o no di come vi considera la gente....svegliaaaa o non passerete nemmeno la soglia di sbarramento cari bananoni

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog