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L'intervista

Giorgia Meloni: "Gianfranco Fini ci critica? Siamo sulla buona strada"

Giorgia Meloni e Gianfranco Fini

Nel corso della convention di Fiuggi, in un passaggio finale del suo discorso al congresso dei Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni torna sulla polemica della vigilia con Gianfranco Fini. E lo bastona: "Non ho mai voluto rispondere a Fini in questi anni, ma ieri è successo qualcosa e non mi spiego il suo astio per chi cerca di costruire qualcosa che a lui non interessa più. Ma non posso accettare che parli di noi come bambini viziati: casomai, qui ci sono giovani che sono dovuti crescere troppo in fretta dopo che il padre è scappato di casa ed è andato in giro per il mondo a sperperare il patrimonio". Parole durissime, quelle della Meloni, che seguono i pareri espressi poche ore prima nell'intervista concessa a Libero e che vi proponiamo di seguito.

Onorevole Giorgia Meloni, oggi si apre il congresso di Fratelli d’Italia. Qual è l’obiettivo politico?

«Il congresso conclude un percorso iniziato un anno fa con la presentazione di Fdi alle elezioni politiche e apre la fase della ricomposizione con l’esperienza proveniente da Alleanza nazionale e dall’Officina. Abbiamo voluto continuare ad aggregare persone e sensibilità diverse per costruire un nuovo movimento aperto a tutti, senza rendite di posizione e senza preclusioni. Gli unici requisiti richiesti sono onestà e voglia di fare».

Ma esiste un vero spazio a destra di Forza italia?

«Direi proprio di sì. La prospettiva politica è quella di dare voce a tutti coloro i quali, a destra e nel centrodestra, vogliono partecipare alla vita pubblica con la propria competenza e le proprie professionalità. Esattamente quello che non è stato possibile nel Pdl e che continua a essere proibito in Fi. Basti pensare che la condizione posta da Berlusconi a Renzi sulla nuova legge elettorale è di mantenere i listini bloccati, esattamente quelli che hanno fatto meritare il nomignolo di Porcellum all’attuale sistema elettorale».

E voi guardate oltre invece.

«Noi abbiamo fatto le primarie per la prima volta nella storia del centrodestra italiano e la grande presenza registrata dimostra che anche i nostri elettori vogliono partecipare alle scelte, non solo quelli di sinistra. Dunque lo spazio c’è, ed è soprattutto uno spazio per la bella politica fatta da persone credibili e sincere».

Quali sono i veri rapporti con Francesco Storace? Arriverete all’unità?

«Sinceramente ci stupisce che Storace invece di fare considerazioni politiche sulla riunificazione della destra si metta a misurare in centimetri la grandezza del simbolo di An, peraltro recuperato per intero in quello di Fdi. Ci aspettavamo lo festeggiasse, perché politicamente il nuovo simbolo è anche un po’ un suo successo. Invece...».

Invece?

«Temo che queste risposte servano solo a nascondere altre scelte, che al momento opportuno si paleseranno. Del resto l’amico Nello Musumeci ha già trasformato il suo gruppo regionale da Lista Musumeci a Verso Forza Italia... Ma sarei contenta di sbagliarmi».

Come giudica le esternazioni di Ganfranco Fini?

«Date le scelte che ha compiuto, il fatto che commenti negativamente il nostro progetto può significare che siamo sulla buona strada. Battute a parte, andiamo a Fiuggi non certo per scimmiottare la nascita di An, ma per dare continuità a una storia e a un percorso, attualizzandoli. Tradizione e innovazione, ecco la nostra sfida».

C’è chi vi accusa, come avviene per i grillini, di fare solo protesta ma niente proposte?

«Noi abbiamo avanzato diverse proposte che abbiamo chiesto alla maggioranza di giudicare nel merito, come noi abbiamo a volte votato i provvedimenti del governo che ritenevamo giusti, perché intendiamo servire l'Italia, non un partito. E lo facciamo sicuri che la nostra giusta collocazione sia all’opposizione di qualunque governo di inciucio che cancella le scelte dei cittadini».

Dunque grillini di destra. Cosa rinfacciate al nuovo premier?

«Sappiamo che Renzi non applicherà la reciprocità e, su pensioni d’oro, separazione delle banche commerciali dalle banche d’affari, tetto alle tasse in costituzione, scaricatutto come modello fiscale, moratoria sulle slot machine e tasse pagate dai gestori dei giochi d’azzardo, e mille altre proposte di buon senso non ci seguirà...».

Dunque battaglie in solitudine?

«Questo per noi significa servire l’Italia. Fare le battaglie giuste senza chiedere nulla in cambio».

Fra poco ci saranno le europee...

«Queste elezioni sono particolarmente importanti. Il sistema di voto non prevede le coalizioni, e quindi si può votare per il partito che più si preferisce. L’Europa ha finito per incidere tantissimo sulla nostra politica interna. Chiediamo agli italiani di dare forza a chi, come noi, in Europa vuole andare ad alzare la voce, non a farsi dare ordini. A partire dal tema dell’euro».

Nel futuro della Meloni c’è il Campidoglio?

«Non sono una politicante che passa da un incarico all’altro con disinvoltura. Mi auguro di portare al successo Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale».

intervista di Enrico Paoli

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Commenti all'articolo

  • Tobyyy

    10 Marzo 2014 - 20:08

    Toby - Posso fregiarmi di solidi e documentati presupposti, per dire, per diritto atavico, che oggi, la vera destra, è incarnata da Forza Italia e dal grande Silvio Berlusconi, primo vero liberale ed encomiabile anticomunista, per cui, è inutile disperdere consensi e cercare altrove la vera grande destra...! Perciò, coloro i quali disperderanno voti, non sono altro che complici dei comunisti...!

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  • smoky

    10 Marzo 2014 - 08:08

    L'idea è che per fare dispetto alla moglie,ci si voglia tagliare ................

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  • babbone

    09 Marzo 2014 - 17:05

    Da "GIORGIO"...... a "Giorgia" una grande eredità, a me è bastato vedere in prima fila a battere le mani l'indimenticata donna Assunta ALMIRANTE, ciò sta a significare che la strada è quella giusta, come faceva sempre per il grande "GIORGIO". Ora e sempre Wiva l'Italia.

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    • arturino2

      10 Marzo 2014 - 10:10

      Gli applausi di D. Assunta non portano bene. Devi essere giovane e forse non sai che nel 1977 al congresso del Fronte della Gioventù venne eletto Marco Tarchi. Ma Almirante, su pressioni di D. Assunta, impose (grande atto di democrazia) G. Fini (arrivato quarto). Iniziò così la brillante carriera di Fini e la fine della Destra. D. Assunta poi ammise l'errore ma ovviamente era troppo tardi.

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  • guifra35

    09 Marzo 2014 - 14:02

    Fini sarebbe uno scappato di casa? E lei come si definisce, una eroica fuggiasca?

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