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Colpito e affondato

Berlusconi: Fini voleva fare il premier di un governo di sinistra

Il Cav a "Italia Domanda": "Quello di Gianfranco fu un suicidio politico. La fine del mio esecutivo dovuta alla sua congiura e a una tempesta perfetta"

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

 

Altro passaggio della campagna elettorale. Silvio Berlusconi ancora in televisione. Questa volta è a Italia Domanda, su Canale 5, e nel mirino ci finisce il "grande traditore", Gianfranco Fini, di cui rivela le ambizioni: "Voleva fare il premier". Il Cavaliere spiega: "Avendo avuto una maggioranza sempre più risicata per il passaggio di alcuni nostri parlamentari acquistati dalla sinistra, ed essendo rimasti con due parlamentari di maggioranza, abbiamo ritenuto di lasciare in favore del governo tecnico". Un errore, per l'ex premier: "Col senno di poi....".

"Fini, premier di sinistra" - Quindi le badilate contro il presidente della Camera: "Fini se na andò per fondare un piccolissimo partito, che raggiunge a malapena l'uno per cento. Fu un suicidio politico, che avvenne dietro la promessa di diventare premier di una maggioranza di centrosinistra". Sempre sulla fine del suo ultimo esecutivo, Berlusconi spiega che fu dovuta alla "tempesta perfetta". "Non c'era alcun problema di governo italiano - ha aggiunto - sia sulla crisi economica sia sullo spread. E' stata una febbre finanziaria, ma quel che è successo sul mercato non è dipeso dal mio governo, così come l'andamento dello spread non dipende dagli esecutivi". 

Attacco a Monti - Berlusconi critica poi l'operato del goerno Monti, che "ha applicato acriticamente quella politica del rigore a un'economia che non era in crescita. Monti - rimarca il Cavaliere - l'ha portata dentro una spirale recessiva pericolosa. La politica di procedere all'aumento delle tasse ha portato ansia e paura nelle famiglie. Al di là della tredicesima succhiata dallo Stato per pagare l'Imu, quella politica ha determinato un fattore psicologico che riduce i consumi, con una spirale negativa".

Parole criminali -  Infine, la badilata ai giudici della Procura di Palermo per la richiesta di condanna a sette anni per Marcello Dell'Utri: "Queste affermazioni di questi pm tipo Ingroia sono affermazioni criminali perché lontanissime dalla verità: da imprenditore a tutto potevo pensare piuttosto che andare a fare accordi con la mafia e con i miei governi ho combattuto la mafia come nessun altro ha fatto". 

 

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Commenti all'articolo

  • allianz

    04 Febbraio 2013 - 17:05

    Questo non si è mai reso conto di essere come un pitale di ospedale che si riempie e si svuota alla bisogna e quando non serve piu si butta via....l'ho visto nella sfera magica,resa perfettamente lucida con il Vetril.

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  • blu521

    19 Gennaio 2013 - 15:03

    In realtà Fini era il capo delle brigate rosse, co-fondò il partito dell'amore per confondere i bananas.

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  • kIOWA

    19 Gennaio 2013 - 14:02

    non sarebbe stato più dignitoso,per Fini,dopo il salto della quaglia,dimettersi Lui da parlamentare e di conseguenza anche da Presidente della camera.Io avrei continuato a dargli il Mio Voto.

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  • LapuLapu

    19 Gennaio 2013 - 13:01

    Ma quale "abbiamo ritenuto di lasciare in favore del governo tecnico". Diciamo piuttosto "abbiamo dovuto mollare la cadrega a furia di calcioni nel didietro da parte di una culona inchiavabile"

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