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Il leghista

Riforme, Roberto Calderoli: "Renzi ha mandato tutto in vacca. Vuole il voto?"

Roberto Calderoli

Un po' a sorpresa, contro il nuovo Senato si schiera anche Roberto Calderoli, tra i relatori della legge. Più che contro il "nuovo Senato", il leghista si schiera contro i metodi scelti dalla maggioranza per provare a portare a casa la riforma: la "ghigliottina", ossia il contingentamento dei tempi che porterà al voto definitivo - in teoria - il prossimo 8 agosto. Calderoli, intervistato da Repubblica, mostra da subito di non aver gradito la decisione presa nella capigruppo: "Per dirla in inglese hanno mandato tutto in vacca. Le riforme - profetizza - entro l'8 agosto non si faranno. La cosa che mi fa veramente male è avere tutti i colpi in canna per avere una buona riforma e vedere che tutti sparano alla luna".

Il sospetto - Il padre del Porcellum punta poi il dito contro Matteo Renzi: "Un governo che solletica il contingentamento nella capigruppo non è cosa che si vede abitualmente". Ma anche il contingentamento, come detto, per Calderoli si rivelerà inutile: "L'8 agosto non succederà nulla. Si prenderà atto che ci saranno ancora mille emendamenti da votare. E a quel punto si riunirà la capigruppo per continuare fino al 10. O tornare a vederci il 17. Non prevedere questo - attacca ancora - è da irresponsabili. A meno che non si cerchi l'incidente per il voto". Ed è in quest'ultima frase che si condensa il più grande sospetto dell'ex ministro: che sia tutta una manovra di Renzi per far saltare - con gran rumore - il tavolo e tornare alle urne?

Vasi traboccanti - Secondo Calderoli quella che l'uomo da Rignano sull'Arno pensi alle urne è un'ipotesi più che probabile. Anche perché, per il premier, il leghista prevede un futuro durissimo. "Non gli è possibile affrontare con gli strumenti abituali la legge di Stabilità - spiega -. Allora ad ottobre nasconderà la necessità di una manovra, andrà al voto a febbraio per farla nella primavera del 2015". Infine, anche Calderoli - come grillini e travaglini - sbandiera, seppur in modo parziale, il rischio di una deriva autoritaria: "E' un pericolo che esiste? Se guardo solo alla riforma no. Se la incrociamo con l'Italicum il rischio di una deriva c'è". L'ultima battuta è riservata ancora alla ghigliottina: "Il contingentamento è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Lo si può usare dopo un lungo periodo che non si va avanti. Ma non dopo pochi giorni di lavoro"...

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Commenti all'articolo

  • admaiorasemper

    26 Luglio 2014 - 19:07

    come fottere il comune cittadino, tenendolo buono e allegro: ??? fargli credere di volergli bene, lusingandolo con premiucci e assenza totale di sensi di colpa, illudendolo di essere un uomo libero, che ha sempre bisogno di una guida spirituale e materiale e quindi necessitando sempre di un capo, un ponteficie per esempio ed un governo, (prologo)........................................

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  • admaiorasemper

    26 Luglio 2014 - 19:07

    guardate che a noi ci prendeno per il c., quelli che hanno capito come funziona il sistema, se sei un deficiente come me, ti prendono per il c., pensano che tu non sai, non intendi, non ragioni e ti pigliano per il c., io e quelli come me che stanno sull ultimo gradino e piu in sotto ancora, non hanno speranza, a meno che ....?,

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  • numetutelare

    26 Luglio 2014 - 13:01

    Basta crederci che questi faranno le riforme... il problema non é la buonafede ma la totale incapacità di saper navigare nei marosi della politica. I Masaniello hanno fatto molto rumore e nulla più... Ci vuole grande strategia e sapiente tattica e questo governo ha molta spinta, troppa fretta e tantissima arroganza e, soprattutto, non ha letto né Machiavelli né Tomasi di Lampedusa !!!

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  • pinodipino

    25 Luglio 2014 - 14:02

    Forse non si è compresa una cosa, e' finito il tempo di prendersi in giro, oggi c'è Renzi al governo che propone queste riforme, si può essere d''accordo e votarle o non votarle, a quel punto Renzi dovrà dimettersi e si andrà alle elezioni se vincerà la Lega toccherà a Salvini se vincerà il M5S toccherà a Di Maio se vincerà FI toccherà non so a chi, e saranno loro a fare le riforme. E' tutto sempl

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