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Il tour

Matteo Renzi: "Non c’è un caso Italia, è tutta l’Europa in stagnazione"

Matteo Renzi: "Non c’è un caso Italia,  è tutta l’Europa in stagnazione"

Matteo Renzi in tour al sud in cerca di consensi. Con i dati che parlano di un crollo della crescita e con un Pil che fa registrare -0,2 per cento nell'ultimo trimestre, il premier teme che la luna di miele con gli italiani possa essere finita. Così visita la Sicilia e fa promesse che sa già di non poter mantenere. "La competitività italiana sarà credibile soltanto scommettendo sul capitale umano. La classe dirigente del Sud deve uscire dalla cultura della delega e dalla rassegnazione. Ogni tre mesi il governo sarà a Napoli, Reggio Calabria e Palermo, per fare il punto sulla spesa dei fondi Ue e sulle situazioni aperte. Il prossimo appuntamento è il 7 novembre", ha affermato il premier durante il suo tour tra Napoli, Reggio Calabria, Palermo e Termini Imerese. 

I dati dell'Eurozona - Poi Renzi ha parlato delle cifre negative sulla crescita che inchiodano il governo alle sue responsabilità. Renzi si consola con il flop dell'Eurozona: "Non c’è una situazione di crisi dell’Italia rispetto all’Eurozona che viaggia a velocità doppia: questo è accaduto in passato, ora la situazione è cambiata, l’ intera eurozona vive una fase di stagnazione. Siamo stati gli unici a consegnare i nostri dati sull’economia con una settimana di anticipo - aggiunge il premier - . Ora ho chiesto all’Istat di dare i dati insieme agli altri. Se dobbiamo stare una settimana a sentirci dire che siamo in crisi per poi scoprire che siamo come gli altri .... Quando chiediamo che si stimoli la crescita non lo chiediamo per fare un favore a Italia, ma perché è l’unica ricetta per l’Europa". 

Scintille con Berlino - Poi parla anche dei dati negativi sulla crescita della Germania: "Stamattina vedo che la Germania fa -0,2%. Farei a cambio volentieri in termini di dimensioni economiche, ma non è la percentuale dello zero virgola a fare la differenza, ma il clima di rassegnazione nell’opinione pubblica, di chi pensa, ad iniziare dalle classi dirigenti, che tanto non cambierà mai".

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