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Dimissioni

Giorgio Napolitano e il quasi-annuncio: ora c'è la data del passo indietro

Giorgio Napolitano

Per Giorgio Napolitano, con tutta probabilità, si è trattato dell'ultimo saluto alle alte cariche dello Stato da presidente della Repubblica. Nel suo discorso l'inquilino (uscente) del Colle ha poi fornito quello che pare essere il definitivo indizio sulla data delle sue dimissioni. Un indizio che sta in una frase: "Si concluderà il 13 gennaio il semestre italiano di presidenza europea, e io mi ero impegnato fino al termine del semestre europeo". Se ne deduce, dunque, che il giorno del passo indietro sia da fissare per quello successivo, mercoledì 15 gennaio.

Sostegno al premier - Nel suo intervento il Capo dello Stato si è speso in favore di Matteo Renzi, con veri e propri endorsement a sostegno del premier in quello che, forse, è il suo momento più difficile. "Il governo italiano - ha spiegato -, partendo dall'accurato lavoro preparatorio del governo precedente, ha potuto operare validamente e con maggior sicurezza per un nuovo corso delle politiche finanziarie e di bilancio dei 28, oltre i limiti divenuti soffocanti e controproducenti dell'austerità".

Appello ai sindacati - Nel suo intervento di 26 minuti, Napolitano ha sottolineato come "tutto richiede continuità istituzionale, quella che mi sono personalmente impegnato a garantire ancora una volta per tutto lo speciale periodo del semestre di presidenza europea". E dunque, ancora in soccorso di Renzi, Napolitano ha bollato come "improvvidi" i contrasti sull'articolo 18 e ha invitato i sindacati a "rispettare le prerogative del governo". Re Giorgio, comunque, ha avvertito: "Serve più dialogo".

Frustata ai dissidenti - In tema di riforme, l'inquilino del Colle ha spiegato che "superare il bicameralismo non è un tic da rottamatori. Non si dica che c'è precipitazione, che si procede troppo in fretta, si è indugiato per mesi, con audizioni e approfondimenti, su questioni di cui si è dibattuto per decenni". Infine anche un appello al Pd a rischio spaccatura: "Parlare di voto e scissioni porta all'instabilità". E ancora, rivolto ai dissidenti democratici, ha aggiunto: "Chi dissente dalle riforme non deve farlo con spregiudicate tattiche emendative".

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Commenti all'articolo

  • pasinels

    18 Dicembre 2014 - 08:08

    era ora ! A causa sua ci è stato tolto il diritto di sceglierci il governo. Ci ha imposto una dittatura comunista. Che se ne vada al diavolo !

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  • giacomolovecch1

    17 Dicembre 2014 - 15:03

    Menomale che quel provolone di Renzi non ha l'età per essere Presidente della Repubblica, altrimenti si candiderebbe.

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  • ohmohm

    ohmohm

    17 Dicembre 2014 - 14:02

    ''Art. 84.Può essere eletto Presidente della Repubblica OGNI CITTADINO che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica. L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.'' Perchè si sceglie sempre nella casta con personaggi che in passato hanno creato problemi?

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  • selenikos

    17 Dicembre 2014 - 14:02

    se non ci fosse stato Napolitano......saremmo falliti da un pezzo! Grazie Presidente.......e ancora grazie......

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