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L'analisi

Elezioni Regionali, 13 "verdetti" dalle elezioni

Matteo Renzi

I 13 verdetti di queste elezioni:

1) Renzi ha perso queste elezioni perché il Pd rispetto alle Europee perde voti in tutte le Regioni (in Umbria, Veneto, Marche, Liguria, Toscana perde il 10% e più dei consensi) e vince solo in Campania e Puglia, dove presentava candidati di forte personalità e non riconducibili al premier. A salvarlo di fatto è l’impresentabile De Luca, che porta il punto decisivo della vittoria.

2) Tramonta definitivamente il progetto renziano di un partito della Nazione: il Pd non riesce a rubare i voti dei moderati e il suo tentativo di conquistare gli elettori di Berlusconi lo porta a perdere consensi a sinistra a vantaggio di Sel e di Cinquestelle.

3) Il centrodestra è vivo e quando è unito, come in Liguria e Veneto, fa molto male.

4) La Lega è ormai oggettivamente più forte di Forza Italia e questo pone una questione di leadership che andrà risolta da qui a due anni. Ma non è detto che per forza vi debba essere uno scontro. Salvini dice di voler diventare uomo di governo e ci sono margini per un accordo con Berlusconi.

5) L’equivoco della Moretti politica di successo finisce qui. Ladylike rimedia una sconfitta personale dove perfino la candidatura del leghista Tosi finisce per levare voti a lei anziché a Zaia. E’ probabile oltre che auspicabile che la sua parabola finisca qui.

6) Tosi e Fitto hanno perso la loro battaglia personale. Il Veneto ha fatto un disastro: non ha tolto a Zaia abbastanza voti per diventare decisivo per formare il governo regionale. Meglio il pugliese, che supera di molto il candidato di Forza Italia ma è solo terza forza nella sua Regione. Segno che il suo progetto nazionale è destinato al fallimento.

7) La sinistra Pd se ritrova coraggio può dare battaglia a Renzi come vorrebbe D’Alema e far molto male al premier. La (possibile) lezione della Liguria pone Matteo davanti a una scelta: continuare a fare lo schiacciasassi e scommettere tutto sulla ripresa e la fine di Berlusconi o innestare una retromarcia tipo riforma della scuola e tornare a Canossa dai rottamati.

8) Le roccaforti rosse non esistono più. L’Umbria ribadisce di non essere renziana e conferma il messaggio negativo che già venne l’anno scorso da Perugia, dove un giovane avvocato sconosciuto di Forza Italia è riuscito a farsi eleggere sindaco.

9) La vittoria numerica renziana è destinata a ridimensionarsi fin da domani perché la Severino impone al premier di sospendere l'impresentabile De Luca. Renzi si è giocato la faccia per candidarlo ma sarebbe un errore enorme perseverare inventandosi leggine e cavilli per non farlo decadere.

10) Il bipartitismo in Italia non esiste e forse non esisterà mai. Il panorama politico si conferma, a distanza di due anni dalle Politiche del 2013, tripolare: Pd, centrodestra e Grillo. Forse Renzi sarà contento di avere due avversari anziché uno ma l’Italiacum e il ballottaggio a cui il Pd sembra condannato possono riservare delle sorprese amarissime a Matteo.

11) Cinquestelle non è una meteora. Si è affrancato dal suo fondatore Grillo e da Casaleggio e questa è stata la mossa decisiva per sopravvivere. I grillini possono davvero diventare il Podemos italiano, cavalcando le battaglie populiste del reddito di cittadinanza e dell’anti-casta. Specie se, come sembra, Renzi non riuscirà a risolvere i problemi economici del Paese.

12) Alfano da solo non ha speranze di sopravvivenza.

13) Ha vinto l’astensione, quindi alla fine hanno perso tutti: la classe politica viene bocciata. Gli italiani non sono soddisfatti dell’anno di governo del premier, che ha sbagliato con pensionati, imprenditori, partite Iva, professori, disoccupati, dirigenti pubblici, liberi professionisti, proprietari di case, famiglie.

di Pietro Senaldi
@PSenaldi

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Commenti all'articolo

  • vincenzocontadino

    01 Giugno 2015 - 12:12

    Questa è dimostrazione quando l'elettore è latitante! Mi ricordo il mio impegno di attivista a Milano, immerso nei problemi Sociali era un'avventura che migliaia di giovani fece crescere " Milano da bere " e non come di" BERE" le piatte ingrassano grazie a te assenteista, pensi che hai spaventato qualcuno? Capisco io rimasto Craxiano, Cattolico e Cristiano, ma mai perdermi o essere SMEmo di tanti

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  • wilegio

    wilegio

    01 Giugno 2015 - 09:09

    Complimenti, Senaldi: analisi azzeccatissima. La mia speranza è che soprattutto il punto 4 sia indovinato e che ci sia qualche speranza di accordo. Intanto, nella mia città rossa, abbiamo conquistato per la prima volta dopo molti decenni il ballottaggio, e lo abbiamo fatto con candidato della Lega (20%). Vincerà di certo il pd, perché metà degli abitanti lavorano per le coop, ma è un bel segnale!

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  • Grillo59

    01 Giugno 2015 - 09:09

    Renzi a casa assieme alla Moretti due disastri il primo NESSUNO lo ha votato la seconda NESSUNA PER FORTUNA L'HA VOTATA non è neanche riuscita a piegare correttamente la scheda elettorale !!!!!!!

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  • Gioet

    01 Giugno 2015 - 08:08

    Scusate tanto ma non ho capito chi ha vinto 5 a2 perche dall'articolo sembra che il vincitore sia il cdx quando la lega pur andando molto bene a livello nazionale ha si e no il 15% ed ha quasi il doppio di f.i. diventato oramai un partitino inutile da votare .il P.d. Pur perdendo voti sta oltre il 35 % se x voi questa e' una vittoria state messi proprio bene!

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