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L'ascesa del comico

Sondaggio post-voto: Grillo schizza al 28,5%

Ingovernabilità. L'Italia potrebbe tornare presto al voto. E già circolano le prime rilevazione: le Cinque Stelle sempre più forti. Ammazzeranno la Casta?

Grillo, Berlusconi, Monti e Bersani

Grillo, Berlusconi, Monti e Bersani

Dalle urne è uscito un non governo. La maggioranza è una chimera. La sera stessa del voto si pensava alla successiva tornata elettorale. L'Italia, infatti, potrebbe tornare alle urne presto. Molto presto. I partiti lo sanno. Beppe Grillo lo sa. E lo sanno pure i sondaggisti, che in verità, alle ultime elezioni, non hanno fatto una gran figura: quasi tutti hanno sbagliato praticamente tutto. Ma i numeri sono affascinanti, e nonostante gli errori degli istituti demoscopici si guarda ancora (e sempre lo si farà) con occhio interessato a quelle cifre, a quelle percentuali. E le rilevazioni circolano anche in questi giorni.

Monti, addio - Il primo sondaggio post-elettorale è stato pubblicato dal sito affaritaliani.it. Com'è cambiata la geografia politica italiana dopo il voto del 24-25 febbraio? Semplice: Grillo pare avere sempre più voti, Pd e Pdl vedono crescere il loro consenso mentre invece i partiti minori delle due principali coalizioni risultano in calo. A picco, infine, Mario Monti, leader di quel "centrino" che non ha saputo intercettare né gli umori degli italiani né una fetta di consenso sufficiente per rivelarsi decisivi in Parlamento.

Chi sale, chi scende - Ma passiamo ai numeri. Il Partito Democratico, nonostante la batosta (o vittoria mutilata, o non vittoria; fate voi), secondo la rilevazione Lorien pubblicata da scenaripolitici.com sarebbe passato dal 25,41% al 29 per cento. Bersani e compagni rubano voti a Nichi Vendola, semopre più irrilevante: Sel passa dal 3,2% al 2,5 per cento. Come detto, però, a farla da padrone sarebbe Beppe Grillo: il Movimento 5 Stelle guadagna altri tre punti, passando dal 25,55% al 28,5 per cento. Gode per l'inaspettata vittoria alle elezioni anche il Pdl: gli azzurri "capitanati" da Silvio Berlusconi balzano dal 21,56% al 26,5% (e lo fanno anche a scapito della Lega Nord, che perde mezzo punto percentuale e si assesta al 3,5 per cento. Infine, l'eclissi dei "centrini" e di Mario Monti, che con la sua Scelta Civica dal già striminzito 8,3% crollerebbe fino al 5 per cento.

 

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Commenti all'articolo

  • unliberopensatore

    06 Marzo 2013 - 23:11

    il motivo per cui l'incapace di Bersani non vuole allearsi col pdl è che sa benissimo di essere imbelle ed incompetente e sa quindi altrettanto bene che il PD non riuscirà a realizzare quelle riforme che il popolo italiano richiede a gran voce.

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  • RobertPaul

    05 Marzo 2013 - 22:10

    pensate che M5S crescerà? chi gli ha dato il voto di protesta può sempre smettere di protestare e quelli che non lo hanno votato per quale motivo dovrebbero votarlo in futuro? con le capacità diplomatiche che stanno dimostrando un valido motivo potrebbe essere la costrizione

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  • acstar

    05 Marzo 2013 - 16:04

    Forza ragazzi , sveglia : Renzi e il Berlusca assieme e salviamo l'italia !Gli altri a casa e senza vitalizio ! Dovete poi spiegarmi perché napolitano ha defraudato l'Italia di 300.000,00 euro all'anno per mettere "fallimonti" al poppatoio ! Ma nessuno protesta ? Quello, col cavolo che vuole il bene del popolo e quindi cosa ne facciamo ? Ha già da vivere perconto suo e bene: a che serviva dargli altri 25.000 euro al mese ?

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  • spalella

    05 Marzo 2013 - 16:04

    idem come sopra... guardate cosa avviene in sicilia dove il PD è costretto a seguire il movimento 5 stelle in un percorso virtuoso, che è appena gli inizi. Su scala nazionale sarà un terremoto, Pd e PDL spariranno.

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