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Al via la XVII legislatura

Bersani: votate scheda bianca
Ma il partito è diviso

I renziani contro il diktat del segretario, il partito inaugura il Parlamento spaccato in mille correnti 
Pier Luigi Bersani, segretario Pd

Questa mattina, venerdì 15 marzo, si riunisce il Parlamento, si apre ufficialmente la XVII legislatura.Alle 10 e 30 tocca a Montecitorio, alle 11 al Senato.  Ma non ci sarà nessuna fumata bianca per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato. Sarà una giornata di stallo a causa del tanto cercato ma mancato accordo tra il Pd e Grillo. Bersani ha invitato i suoi a votare scheda bianca nella speranza di trovare in extremis un accordo. E' una mossa disperata la sua. Alla Camera dove, dopo tre scrutini a maggioranza di due terzi, basta la maggioranza assoluta riesce a spuntarla ma al Senato la situazione si complica di parecchio. E così, il diktat ai suoi è "Votate scheda bianca". Anche il Pdl ha deciso "scheda bianca" nella speranza che Bersani la smetta di inseguire Grillo e si decida a formare un governo di larghe intese con il Pdl e i montiani. 

La decisione di Bersani, se possibile, ha spaccato ulteriomente il partito già travolto dalle tante correnti interne che spingono in direzioni opposte. I renziani, per esempio.  Nella riunione con i suoi 51 parlamentari è esplosa la rabbia contro il segretario: "Votare scheda bianca è pazzesco, lunare. Come l'idea di dare una Camera a Grillo", ripetono i renziani dalla saletta dell'Hotel Cavour.  Anche se lo stesso Renzi ha cercato di non sfasciare tutto dicendo ai suoi: "Attenetevi alle decisioni dei gruppi". Ieri tutte le correnti di Largo nazareno hanno tenuto riunioni su riunioni, ufficiali e non. Bersani è consapevole che le tante anime del partito sono in agitazione. "Eì evidente che c'è chi lavora in una direzione opposta", ha preso atto. Il segretario è quindi pienamente consapevole della spaccatura (ormai sempre più insanabile) che sta vivendo il suo partito. Veltroni, per esempui, asupsica un governo del Presidente con una maggioranza trasversale alla Camera, mentre Enrico Letta appoggia Bersani anche se è molto più pessimista sull'esito della trattativa. Oggi tutti in Aula. Ma non si arriverà a nulla. 

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Commenti all'articolo

  • encol

    15 Marzo 2013 - 13:01

    quanto un individuo per boriosità, per presunzione o per sostanziale o conseguente come si preferisce stupidità, arrivi al punto d'essere considerato meno di una me.... eppure insiste. Gli italiani dovrebbero affidare la propria sorte ad un simile delirante paranoico? Per tutta la campagna elettorale l'ha menata con palle da battere, giaguari da smacchiare, sbranamenti vari, bambole da pettinare. Appunto: pettinare bambole è il suo mestiere ma, forse, non saprebbe fare neppure questo.

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  • vin43

    15 Marzo 2013 - 11:11

    E’ la cocciutaggine, la tracotanza, lo inveire contro gli avversari perché, voi vertici della sinistra, ora siete nelle sabbie mobili. Non vi sollazzavate nel dire sempre NO a tutte le proposte fattibili del governo B. Ora non sono giaguari da smacchiare bensì da gatte da pelare. Tanto più vi agitate tanto più affondate. Meditate piuttosto sulle vostre malefatte. Anche se Silvio va in galera, come vi augurate, il Pdl si rafforzerà sempre di più, e nulla potrà fermarlo.

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  • buonarotti

    15 Marzo 2013 - 11:11

    Un appello al Paese sui problemi roventi, imminenti. Un appello per rafforzare il dibattito in Parlamento e sostanziare così il rinnovamento ed un modo diverso di far politica. Tutto del parlamento dev'essere in vitro, sopratutto posizioni e coerenze. SEMPRE. E' il momento di alzare la guardia, e presenziare ogni luogo con la forza del dialogo, moltiplicando i MOMENTI d'incontro, in tutti i modi e sopratutto nei media. La PDL dovrà ospitare familiarmente unità e idealità: essere vicino al popolo e con esso sulle molteplici sofferenze in atto. FORZA ITALIA.

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  • dx

    15 Marzo 2013 - 11:11

    che cosa vuol dire - politicamente -, votare scheda bianca per la formazione del proprio governo? ...è da imbecilli ma soprattutto da incapaci. e ci risiamo; il sinistro autocannibalismo è in atto. dopo 20 anni di guerra a berlusconi, si sono tagliati fuori anche la possibilità di fare un governissimo dunque ben gli sta. e monti e lì che aspetta; del resto, dopo il big bang del tassametro montiano, i pidini,alla faccia dei loro sindacati, non erano forse d'accordo con monti? sì, e allora? consiglio ai pidi, per risollevare le casse finanziarie del partito, di fare, una volta al mese, le primarie e di aumentarne il costo da 2 euro a 50 cadauno per elettore o andare direttamente a lourdes, sempre che i francesi li vogliono, naturalmente.

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