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Il 'caymano'

Primarie Pd, Renzi pubblica l'elenco dei finanziatori. Davide Serra primo con 100 mila euro

Raccolti oltre 800 mila euro. Paolo Fresco, ex-presidente della Fiat, ha donato 25 mila euro. E anche il capo di gabinetto di Pisapia è con il rottamatore..

Primarie Pd, Renzi pubblica l'elenco dei finanziatori. Davide Serra primo con 100 mila euro

Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 2 aprile, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha fatto sapere di aver reso pubblico l'elenco dei finanziatori della sua campagna per le Primarie di novembre 2012, dalle quali è uscito sconfitto ad apoera di Pierluigi Bersani. Non di tutti i finanziatori, però, ma solo di quelli che hanno dato il loro consenso alla pubblicazione del proprio nome, ovvero il 72% del totale. 

Renzi: "Aboliamo il finanziamento pubblico" - Ad ogni modo, oltre al patrimonio iniziale sottoscritto dal comitato promotore, 20 mila euro in tutto, Renzi pubblica anche i finanziamenti ricevuti dai privati che ammontano ad oltre 800 mila euro. Una cifra elevata, forse oltre anche alle sue più rosee aspettative, che gli fa scrivere nel tweet: "Online i nomi dei finanziatori di BigBang e comitato per le primarie. Impegno mantenuto. Ribadisco: abolire il finanziamento pubblico si può". Una frecciatina, insomma, al suo segretario, fautore invece del mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti. Tra i finanziatori, elencati uno per uno, spicca ovviamente Davide Serra, il giovane e discusso finanziere italiano che, per aver organizzato una cena di raccolta fondi pro-Renzi, è stato veementemente attaccato dal segretario e dai bersaniani, con tanto di accuse reciproche e appuntamenti già fissati in tribunale.

Il finanziaere Serra ha contribuito con 100 mila euro - E bene, Serra è stato il maggior finanziatore della campagna elettorale del sindaco di Firenze, destinando alla causa 100 mila euro. Come lui solo Guido Ghisolfi e Ivana Tanzi, con 100 mila euro tondi tondi. Paolo Fresco, ex- presidente della Fiat, ha invece contributo con 25 mila euro. Tra i 'grandi' finanziatori sono da citare poi Carlo Micheli, Giorgio Colli e Renato Giallombardo. E ancora, la Simon Fiduciaria S.p.A., con 20.000 euro, e il banchiere d’affari Guido Roberto Vitale, co-editore de Linkiesta con 5mila euro. Infine, una chicca: ha sostenuto Matteo Renzi, con 1000 euro, Maurizio Baruffi, capo di gabinetto del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che in tanti, non molto tempo fa, hanno dato sul punti di candidarsi alla premiership del centrosinistra in funzione anti-Renzi.

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Commenti all'articolo

  • petergreci

    03 Aprile 2013 - 13:01

    Solo i fessi pensano che un giovane possa riformare più di un anziano. Inoltre Renzi parla, parla, parla ma in fondo non dice nulla di nuovo, esperto in aria fritta. Ho chiesto ad una sostenitrice se Renzi fosse basso, grassoccio e calvo, lo voterebbe? Risposta: mai. In Italia conta l'apparire, le idee passano in secondo piano, la colpa dello sfascio è solo ed esclusivamente del popolo caprone.

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  • LapuLapu

    03 Aprile 2013 - 10:10

    Mah! Mi sembra inevitabile che comporti un condizionamento, una soggezione. Non mi piace. Trovo ancora meglio il finanziamento pubblico, ma con i doverosi controlli però. Possibile che non si possa fare?

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