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Botta e risposta

Feltri risponde a Berlusconi (e lo gela): "Silvio, dicci perché Forza Italia..."

Feltri risponde a Berlusconi (e lo gela): "Silvio, dicci perché Forza Italia..."

Il nostro caro amico Silvio Berlusconi non è uno stratega politico, ma un tattico formidabile. Si preoccupa giustamente dei casi suoi che confonde con i casi italiani.
Non per cinismo, bensì perché è convinto che i propri interessi coincidano con quelli del Paese. Ciò non è vero, ma tant' è. Oggi egli è impegnato a tutelare la proprietà di Mediaset, la sua azienda di maggior peso, quella televisiva che lo ha reso potente e ricco e che oggi invece rischia di cambiare padrone, visto che Bolloré la sta scalando alla grande, avendone acquistato una quota significativa, circa il 30 per cento. Dinanzi alla prospettiva di perderne il controllo, il Cavaliere è pronto a tutto, anche a sostenere Paolo Gentiloni, il cui governo è la brutta e sbiadita copia del gabinetto Matteo Renzi, contro il quale egli si è battuto alla morte fino a sconfiggerlo attraverso il No al recente referendum.
In brutale sintesi, Silvio ha brigato per costringere a dimettersi da Palazzo Chigi l' ex sindaco di Firenze e occorre dargli atto di essere riuscito nella operazione, sia pure utilizzando la collaborazione di altri partiti, incluse alcune frange di sinistra. Ma adesso che ha vinto è disposto a perdere la faccia passando col nemico che gli garantisce - o gli promette di garantirgli - la salvezza della ditta. La tasca vale più delle idee, delle ideologie, e che il liberalismo vada pure a morire ammazzato.
C' è poco da stupirsi e molto da ridere.
Alcuni anni orsono Angelino Alfano lasciò Forza Italia, cioè il centrodestra, per soccorrere l' esecutivo di Letta junior, e fu accusato di alto tradimento. Egli spaccava il partito, impoverendolo, pur di rimanere nel Consiglio dei ministri. Vade retro, satana. Adesso Silvio senza spaccare nulla si mette al servizio di Gentiloni, socio di Alfano del quale pertanto segue le orme senza fare una piega solo perché gli conviene dal punto di vista personale. È una storia tutta italiana. Le scelte di schieramento non si effettuano in base a ragioni di coerenza politica, tenendo conto del voto degli elettori, ma seguendo logiche mercantili. In altri termini, il Cav da nemico di Renzi, quale era, è diventato amico di Gentiloni, che di Renzi è la controfigura, non perché l' attuale premier sia più affidabile del predecessore quanto perché Paolo, a differenza di Matteo, gli ha promesso di dargli una mano nella conservazione dell' impero di Milano 2. Questa non è una nostra illazione, bensì la descrizione della realtà.
Non è una bella cosa anche se comprensibile sotto l' aspetto patrimoniale: a Berlusconi sta più a cuore il portafogli che non il resto. Non fosse così, d' altronde, il patron di Mediaset non sarebbe mai sceso in campo, per ricorrere al suo linguaggio.
Fin qui, tutto normale per chi conosce il soggetto in questione. Sorprendente, viceversa, il comportamento degli azzurri che compongono la squadra residuale del signore di Arcore, la quale non ha fatto una piega dinanzi all' ultima giravolta del capo. Essi si sono totalmente appiattiti sulla sua volontà di salvaguardare il dominio televisivo. Non hanno fiatato. Perché? Elementare. Finché ubbidiscono possono sperare di essere rieletti, altrimenti addio poltrona, addio potere, addio indennità parlamentare e reddito. Forza Italia recentemente è crollata al 10/12 per cento nei consensi italiani, poca roba, ma quanto basta per puntare a rientrare in Parlamento. Ribellarsi agli acrobatici salti della quaglia di Berlusconi significherebbe escludersi dalla casta.
Che fa schifo ma è preferibile rispetto alla disoccupazione o a una occupazione modesta, per altro difficile da ottenere di questi tempi. Ecco giustificati gli esercizi tristemente utilitaristici del plotoncino berlusconiano, gente che non si vergogna a voltare la gabbana. Da avversari della sinistra ad amici e collaboratori della medesima, senza vergogna, senza dignità, tutti in fila appresso all' uomo che comanda la banda e che sbanda, e che nulla si domanda. Ma a sinistra si muore. Come Fini.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • ABC1935

    28 Gennaio 2017 - 14:02

    Se Berlusconi esporrà il suo futuro "programma " prevedendo collaborazione con la sinistra e con Renzi , perderà l'appoggio dei suoi ,ormai pochi , sostenitori quindi potrà dire addio a "Forza Italia" ! L'unica possibilità di vittoria potrebbe scaturire da una coalizione di destra guidata da personaggi meno ambigui , meno titubanti e meno bisognosi di "assistenza" !!!!

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  • Babbopadano

    17 Gennaio 2017 - 15:03

    Grande FELTRI

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  • stefano colussi

    16 Gennaio 2017 - 01:01

    "il Cavaliere è diventato amico di Gentiloni" .. domanda: come si fa ad essere nemici del Signor Conte Gentiloni? risposta: impossibile .. colussi, cervignano del friuli, udine, italy

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  • biemme

    10 Gennaio 2017 - 14:02

    mi pare che Berlusconi non si sia molto impegnato nel referendum, anzi schierandosi con il NO e strizzando l'occhio a Renzi, ha finito di intorbidare le acque in Forza Italia. Inoltre siamo proprio sicuri dell'infedeltà dei vari Verdini, Alfano, Cicchitto, ecc....?

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