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Pd, disegno di legge: "No a elezioni e rimborsi ai movimenti"

Beppe Grillo

Beppe Grillo

 

Partito democratico all'attacco del Movimento 5 Stelle. Per via legislativa. Sta tutto all'articolo 2 del disegno di legge dei democratici - prima firmataria Anna Finocchiaro, sottoscritto anche da Zanda, Latorre, Casson e Pegorer - che sottolina come "i partiti politici sono associazioni riconosciute dotate di personalità giuridica". La proposta dei "rossi" mira a riformare i partiti e a una piena applicazione dell'articolo 49 della Carta. Inoltre, viene specificato, lo Statuto deve indicare gli organi dirigenti, le loro funzioni, un collegio sindacale composto da revisori dei conti e l'attribuzione a una società di revisione iscritta all'albo speciale che certifichi i bilanci. Deve essere inoltre garantita la massima trasparenza, anche mediante internet. In estrema sintesi, un entità politica sprovvista di uno statuto, nel caso in cui passasse la legge, non potrebbe prendere parte alle elezioni.

Grillo: "Niente elezioni" - Pronta, è arrivata la replica di Beppe Grillo. "Il MoVimento 5 Stelle non è un partito, non intende diventarlo e non può essere costretto a farlo", scrive sul blog. "Se la legge anti MoVimento di Finocchiaro e Zanda del pdmenoelle sarà approvata in Parlamento il M5s NON (tutto maiuscolo, ndr) si presenterà alle prossime elezioni. I partiti si prenderanno davanti al Paese la responsabilità di lasciare milioni di cittadini senza alcuna rappresentanza e le conseguenze sociali di quello che comporta", conclude il guitto ligure.

I paletti - Quello messo a punto dal Pd e che ha spinto Grillo a sventolare per l'ennesima volta la bandiera delle rischiose "conseguenze sociali" è un pacchetto di norme che mirano a limitare in maniera piuttosto stringente la partecipazione alla competizione elettorale di quelli che non sono partiti canonici, dei movimenti insomma, o del Movimento 5 Stelle in particolare, senza nemmeno essere troppo maliziosi. Il Pd vuole che tutti i movimenti abbiano una personalità giuridica: l'obiettivo dei democratici è definire dei paletti rigidi affinchè ci si possa presentare alle elezioni e si possano ottenere i rimborsi elettorali. La relazione al ddl sottolinea che "le nuove norme per l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione non impediranno a una semplice associazione o movimento di fare politica, ma il mancato acquisto della personalità giuridica precluderà l’accesso al finanziamento pubblico e la partecipazione alle competizioni elettorali". Insomma, il Pd mira a depotenziare i grillini impedendo loro di poter riconsegnare i rimborsi elettorali, una delle loro prime campagna, che di fatto verrebbero tagliati alla radice: o diventano soggetto giuridico (che oggi non sono) oppure niente soldi.

Il sito - Nel disegno di legge avanzato dal Pd c'è uno specifico articolo che riguarda la trasparenza, e dice: "Ciascun partito politico assicura la trasparenza e l’accesso alle informazioni anche mediante la realizzazione di un sito internet che rispetti i princìpi di accessibilità, nonchè di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili, di completezza di informazione, di chiarezza di linguaggio, di affidabilità, di semplicità di consultazione, di qualità, di omogeneità e di interoperabilità". Su questo sito che, nel caso del M5s, dovrebbe ancora essere inventato, "ogni anno sono pubblicati, anche in formato open data, il rendiconto di esercizio corredato dalla relazione sulle gestione e dalla nota integrativa, la relazione del collegio sindacale, la relazione della società di revisione, i bilanci relativi alle imprese partecipate, il verbale di approvazione del rendiconto di esercizio nonchè la situazione reddituale e patrimoniale dei titolari di cariche di governo ed elettive".

Rabbia grillina -
Nel Movimento non è solo Grillo a protestare. Dopo la notizia relativa alla presentazione del disegno di legge, arrivano le proteste della pattuglia pentastellata. Per primo, a dare voce al Movimento è Roberto Fico, deputato a Cinque Stelle: "Anna Finocchiaro invece di discutere dell'ineleggibilita' di Berlusconi magari stabilendo una linea dura e una battaglia senza precedenti nella giunta delle elezioni preferisce presentare un ddl anti-movimenti al fine di attaccare il movimento cinque stelle. Complimenti vivi alla Senatrice della Repubblica!''. Dello stesso parere è  la senatrice M5S Paola Nugnes: "Il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, la vera sorpresa dell'ultimo voto e terza forza politica del Paese, sarebbe tra le prime vittime della proposta Zanda-Finocchiaro e, senza una riforma interna, non potrebbe presentarsi alle prossime elezioni''. 

Legge "ad partitum" (Pd) - Il Pd però con questo ddl va oltre e propone anche una norma su misura "ad partitum". Sul tema rimborsi c'è un'altra clausola fondamentale. Meno fondi ai partiti che non fanno primarie.  La proposta lascia, infatti, ai partiti la possibilita' di decidere se fare elezioni primarie per la scelta, ma prevede che i rimborsi ''siano ridotti del 25 per cento per i partiti politici che non prevedano nel loro statuto l'adozione in forma stabile'' delle primarie. Insomma guarda caso è proprio la situazione del Pd. I democratici in pratica vogliono imporre le primarie per legge e intascare una bella fetta di rimborsi. Velatamente c'è anche il tentativo di spingere il Pdl a imboccare la strada delle primarie per spaccare il partito e far fuori il Cav. Una proposta quella del Pd che faticherà e pure tanto a diventare legge. 

 

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Commenti all'articolo

  • arwen

    23 Maggio 2013 - 17:05

    Ma come, quando vogliono far fuori il Cav. in commissione tutto va bene e sono dei democratici, quando vogliono regolamentare la presenza in politica di "soggetti" quanto meno inaffidabili, dal punto di vista della dialettica e democrazia interna (finanziamenti compresi) tutti a strillare. Che paese di poveri imbecilli! Intanto mentre voi vi baloccate in parlamento litigando e facendovi i dispettucci, roba che neanche i bambini all'asilo, la disoccupazione aumenta, il PIL cala e la FIAT scappa. Imbecilli!

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  • KarlBuol

    22 Maggio 2013 - 11:11

    Il commento di uliclin sembrerebbe la copia di quello da me inviato al Corriere ieri, se fosse stato pubblicato. (Purtroppo Via Solferino piega costantemente a sx, con mia conseguente cancellazione di registrazione). Certo Finocchiaro & Zanda il fazzoletto rosso non lo mollano: vogliono cadere combattendo...

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  • uliclin

    21 Maggio 2013 - 08:08

    e lasciarono agli elettori la possibilità di votare si o no sulla scheda al simbolo falce e martello, e nessun comunista lo mai trovato antidemocratico, quindi, perchè stupirsi se i loro nipotini italiani li vogliono emulare?

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  • capitombolo

    21 Maggio 2013 - 01:01

    si chiama fascismo o mafia?

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