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Il gran rifiuto

Marchionne invita la Boldrini alla Fiat e lei rifiuta

La presidente della Camera rifiuta l'invio dell'amministratore delegato di Fiat: non va in visita allo stabilimento e gli rinfaccia di maltrattare i dipendenti. Meglio andare dalla Cigl...
Laura Boldrini

Laura Boldrini

Laura Boldrini torna alle origini. La "compagna Laura" sbatte la porta in faccia all'ad di Fiat Sergio Marchionne che l'ha inviatata a visitare lo stabilimento di Val Di Sangro. La vendoliana si gonfia il petto di orgoglio "rosso" e risponde picche per far un favore ai sindacati e soprttutto alla Fiom di Maurizio Landini. Così alla lettera ufficiale inviata dal manager italo-canadese, con tanto di invito, la Boldrini risponde con una missiva che ha il sapore di un manifesto del Pci.

Il gran rifiuto -  "Lei,Dottor Marchionne, concorderà che le vecchie ricette hanno fallito e che ne servono di nuove. Affinche’ il nostro Paese possa tornare competitivo e’ necessario percorrere la via della ricerca, della cultura e dell’innovazione, tanto dei prodotti quanto dei processi. Una via che non e’ affatto in contraddizione con il dialogo sociale e con costruttive relazioni industriali: non sara’ certo nella gara al ribasso sui diritti e sul costo del lavoro che potremo avviare la ripresa. Per impegni istituzionali gai’ in agenda” non puo’ accogliere l’invito alla cerimonia del 9 Luglio in Val di Sangro", scrive la Boldrini.

Dalla parte della Fiom - Un rifiuto che pesa quello della Boldrini che precisa come lei ami stare dalla parte dei lavoratori e non dalla parte del "padrone": "Cerco quanto piu’ possibile di incontrare le delegazioni di lavoratori che vengono a Roma per far sentire la loro voce al governo e al Parlamento, sia i piccoli e medi imprenditori che tentano una via di uscita dalla crisi. Sarebbe grave se in un momento cosi’ difficile per le famiglie italiane i Palazzi della politica si chiudessero in se stessi e non si mostrassero aperti a tali istanze”. Insomma di sicuro dopo il torto subito da parte di Marchionne i rapporti tra Lady Montecitorio e l'Ad Fiat saranno tesissimi. Ma la Boldrini pensa già al voto e sa che un buon bottino elettorale per Sel può arrivare da Fiom e sindacati. Meglio non creare disagi. Altrimenti al prossimo giro la Boldrini, Montecitorio lo guarderà col binocolo. (I.S.)

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Commenti all'articolo

  • Napolionesta

    24 Luglio 2013 - 08:08

    tanto che la Fiat chiuda i battenti in Italia e se ne vada all`Estero, cosi i cialtroni comunisti dovranno spiegare agli operai il perche`!

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  • anbichidalo

    06 Luglio 2013 - 21:09

    ma andasse a cagare! come si dice al nord.

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  • Genna13

    05 Luglio 2013 - 12:12

    Che bel regalo ci fece il genio Bersani temporeggiatore rovina Italia! Gente che pensa più alle idee del partito che a governare. Il bello é che quando hanno le cariche si fanno belli recitando la solita idiozia: sarò il .... di tutti. Balle!

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  • alberto55

    05 Luglio 2013 - 12:12

    Riporto in sintesi quanto detto da Farina segretario generale della Fim-Cisl. : "L'onorevole Boldrini non sa di cosa parla. Gli accordi sindacali fatti in Fiat e voluti dalla larga maggioranza dei sindacati e dei lavoratori, sono tutti fatti nel rispetto delle leggi e dei diritti dei lavoratori. Sono gli stessi accordi che hanno permesso l'avvio degli investimenti della Fiat nel nostro paese, che insieme alla ripresa del mercato rappresentano l'unica seria prospettiva che potra' permettere il rientro di tutti i lavoratori dalla cassa integrazione e garantire un futuro per gli stabilimenti in Italia"; i contenuti degli accordi sindacali fatti in Fiat sono oggi gli stessi dell'accordo Cgil, Cisl, Uil, del 31 di maggio, che tutti, a partire dai partiti politici, hanno giudicato storico?"

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