Cerca

Le reazioni

Il Pdl prepara le prossime mosse:
"Napolitano ha aperto una porta"

Cicchitto: "Dal presidente riflessione importante su una questione drammatica". Gelmini: "Ha messo in chiaro che problema è politico, non personale"

Il Pdl prepara le prossime mosse:
"Napolitano ha aperto una porta"
Il Pdl ha incassato la nota del Colle e prepara le prossime mosse. Fabrizio Cicchitto pensa che la partita sia ancora aperta: ''Quella del Presidente Napolitano e' una prima riflessione sul tema drammatico costituito dalla condanna di Silvio Berlusconi e tenendo conto di cio' essa lascia aperti spazi significativi per quello che riguarda il futuro''. E' il commento del deputato del Pdl Fabrizio Cicchitto alla nota del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sulla opportunita' della concessione della grazia a Silvio Berlusconi. ''C'e' un esplicito riconoscimento del ruolo politico di Berlusconi evidentemente dipendente dalle scelte della sua forza politica - aggiunge Cicchitto - scelte che peraltro sono gia' a me ben chiare. Di conseguenza reputo che bisogna misurarsi con questa prima presa di posizione del Presidente della Repubblica con senso di responsabilita' e spirito costruttivo''. 

"Napolitano ha capito" - Sulla stessa linea di Cicchitto si schiera Maria Stella Gelmini: "
Ci riconosciamo nella nota del Presidente della Repubblica che dimostra come il problema da noi posto dell'agibilita' politica di Berlusconi non sia un fatto personale di Silvio Berlusconi ma una questione schiettamente politica. E ci conforta che il presidente Napolitano l'abbia ben presente in tutti i suoi aspetti e nelle sue possibili conseguenze. E che sia alla sua attenzione con serieta' e impegno. Valuteranno poi il presidente Berlusconi e il Pdl le iniziative da intraprendere in sede politica". Anche Paolo Romani sottoscrive le parole di Napolitano: "Il messaggio del presidente Napolitano e' chiarissimo, pur nella sua cautela, e scandito in tre passaggi fondamentali: la necessita' di una riforma elettorale di salvaguardia, la legittimita' delle critiche degli esponenti di centrodestra alla discutibile sentenza di condanna, la riserva di una successiva decisione proprio da parte del Capo dello Stato ovviamente non prima di un esame rigoroso. Una nota equilibrata che sembra non lasciare dubbi sulla eccezionalita' del caso giudiziario che ha coinvolto il presidente Berlusconi". 

Decide il Cav - Michaela Binacofiore
invece aspetta che il Cav decida se chiedere o meno la grazia: "Sulla eventuale richiesta di grazia riflettera' il presidente Berlusconi visto che ne va' della sua vita e della sua dignita', ma sembra di cogliere con evidenza che vi sia da parte del Quirinale una disponibilita' di massima. Quel che e' certo, dopo la nota del Quirinale - aggiunge - e' che il Presidente della Repubblica non si e' fatto strumentalizzare dai sogni onirici del Pd di vedere la scomparsa politica per via giudiziaria del leader di centro destra, Silvio Berlusconi". Deborah Bergamini vede nelle parole di Napolitano la legittimazione della leadership del Cav nel Pdl: "Dal Presidente Napolitano arriva chiarezza per chi da sempre sostiene la necessita' di riconoscere una volta per tutte la piena rappresentativita' politica del Presidente Berlusconi, la cui leadership non e' mai stata messa in discussione dal PdL mentre e' stata troppo spesso disconosciuta, e con ogni mezzo, per timore oltre che per invidia, dagli avversari politici". 

"Strada aperta" - Maurizo Gasparri segue la linea di Cicchitto e crede che con Il Colle ci siano margini di trattativa: "Da parte nostra ci sono stati apprezzamenti positivi, in particolare per il riconoscimento che viene fatto del ruolo di Berlusconi come leader incontrastato del centrodestra. E anche perchè non si escludono soluzioni, facendo un richiamo a procedure note e ad un eventuale esercizio del potere di grazia e commutazione della pena. Nella dichiarazione di Napolitano poi - aggiunge Gasparri - si riconosce il diritto di critica". "Il Capo dello Stato dimostra, insomma, una grande sapienza politico giuridica. Non a caso è un presidente della Repubblica che è stato eletto due volte", sottolinea il vicepresidente del Senato. Dal suo comunicato, prosegue, emergono "spiragli per un prosieguo positivo della vicenda. Non è una nota di chiusura", conclude. Insomma il Pdl prepara la prossima mossa. Il Quirinale ha aperto uno spiraglio. (I.S.)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • monrefuge

    14 Agosto 2013 - 10:10

    O si riconosce che i "tribunali" speciali rossi sono legittimi (sic!) o si deve dire apertamente che il PdL e i suoi elettori non riconoscono la validità di processi farsa, si delegittimi una buona volta questa pseudo magistratura e si vada a nuove elezioni CON Berlusconi candidato.

    Report

    Rispondi

  • gosth

    14 Agosto 2013 - 07:07

    Fabrizio Cicchitto tessera numero 2232 P2

    Report

    Rispondi

  • marcopcnn

    14 Agosto 2013 - 06:06

    Il comunicato del Quirinale ripete per filo e per segno quanto prevede la legge . 1) Le Sentenze definitive vanno applicate 2) Se sussistono i presupposti legali, di fronte ad una formale richiesta il Presidente valuterà una richiesta di grazia 3) Di elezioni subito non se ne parla proprio Tradotto in linguaggio di tutti i giorni. 1) Berlusconi riconosca la condanna e quindi si dimetta, inizi a scontare la pena ed infine faccia richiesta di grazia( riconoscnedo implicitamente la propria colpevolezza). 2) Il Presidente Della Repubblica, valuterà la richiesta e deciderà. 3)Non fate cadere il Governo perchè tanto alle elezioni non si va ! Mi spiegate dove sta la porta aperta da Napolitano ? A me sembra proprio che la porta sia stata chiusa e proprio sulla faccia di Silvio e del PDL

    Report

    Rispondi

  • teomondo scrofalo

    14 Agosto 2013 - 05:05

    Ma perchè continuate a illudere gli affranti vostri lettori? La grazia non potrà MAI essere concessa, visto che sono in corso altri 6 processi e berlusconi si è già beccato 7 anni per ruby, almeno altri 4 li prenderà per la compravendita dei deputati. In totale, in due anni, si prenderà una quindicina d'anni. Le sentenze vanno applicate. P.S. Al Quirinale ne avete mandoto due veramente bravi. Complimenti!!!!!!!!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog