Cerca

La Casta degli anti-Casta

Grillo, la moglie come la Idem: furbetta dell'Imu

La Tadjk fa passare la seconda casa come abitazione principale ed evita di pagare oltre 10mila euro di tassa sugli immobili

Grillo, la moglie come la Idem: furbetta dell'Imu

Parvin Tadjik, nome e fascino orientali, è nota alle cronache per il di lei marito: Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe. La politica non la appassiona e quasi mai, ha assicurato, ascolta i suggerimenti ecologici del consorte in materia di spesa, pulizie e cosmesi. In un’intervista ha pure dichiarato che quando Grillo parla del suo blog in casa c’è il fuggi fuggi. La signora non sembra neppure sfiorata dall’integralismo dei 5stelle, rigorosissimi custodi dell’ortodossia legalitaria. Anzi, come una cittadina italiana media (nonostante nome e padre iraniani, è nata a Ravenna da madre romagnola) pare non disdegnare quelle piccole scorciatoie che consentono alla gente comune di barcamenarsi e risparmiare, vuoi sull’Imu, sulle bollette, sull’imposta di registro e via dicendo. Di che cosa stiam per trattare? Di una bella casetta e dei trucchi per risparmiare qualche soldino. Quasi la fotocopia della vicenda dell’ex ministro delle Pari opportunità Josefa Idem, pizzicata da questo giornale a intestarsi come abitazione principale una palestra e non la casa che condivide con il marito, risparmiando dieci anni di Ici e Imu (parzialmente risarcita ad agosto). In quei giorni gli esperti spiegarono che «l’Imu ammette per le persone coniugate una sola abitazione principale». Qualcuno potrebbe obiettare che trattasi di peccati veniali; vero, ma di quelli che il tribunale del popolo grillino, perennemente connesso, non perdona. E neppure il presidente del Consiglio Enrico Letta, il quale nel giugno scorso ha chiesto alla sua ministra di dimettersi, costringendola a ritirarsi nella sua campagna ravennate. A pochi chilometri da dove è nata, per un caso del destino, la nostra Parvin.

Residenza sospetta - Ma torniamo alla casetta della signora, cinque vani con giardino sulla collina genovese di Sant’Ilario. Secondo l’anagrafe la moglie di Grillo risiede qui, a pochi metri dalla villa del marito. Ci sarà un errore, penseranno i lettori. Ma per capire che non c’è nessuno sbaglio basta dirigersi negli uffici comunali di Quarto dei Mille e chiedere un certificato di residenza della coppia. Lei ufficialmente abita nella casetta insieme con la figlia di primo letto Valentina Scarnecchia (il padre era l’ex giocatore del Milan Roberto), trentatreenne e fresca sposa. Ma se le donne di casa Grillo risultano residenti in salita dei Marsano, gli uomini della famiglia, ovvero Beppe, Ciro (classe 2001), Rocco (1994) e Matteo Scarnecchia (1987, altro figlio di Parvin) vivono tutti sotto lo stesso tetto nell’adiacente via dei Marsano, nella villa di famiglia color salmone. Si tratta di 24 stanze disposte su tre piani, con due piscine, di cui una coperta, e vista senza pari sul mar Ligure. In passato la casa è stata al centro di qualche polemica per una copertura abusiva poi condonata. In realtà, a quanto risulta a Libero, i coniugi Grillo non si sono mai separati e condividono lo stesso talamo nella dimora principale, mentre in salita dei Marsano, hanno traslocato Valentina e il neomarito Alessandro Forti, trentunenne titolare di un locale sulla passeggiata Anita Garibaldi di Nervi (quella del film «Palombella rossa» per intenderci). La casa è una porzione della celebre villa Maciste, l’alias di Bartolomeno Pagano, ex scaricatore di porto e interprete cinematografico del personaggio ideato da Gabriele D’Annunzio. Il rogito è stato firmato davanti al notaio genovese Paolo Mariotti il 21 ottobre 2011. Quel giorno nello studio c’erano Parvin  («coniugata in separazione dei beni» annotò il professionista) e le due venditrici, madre e figlia. La moglie di Grillo saldò i 550mila euro pattuiti con 10 assegni circolari da cinquantamila euro l’uno e due da 25mila dell’agenzia della Banca Passadore di Nervi. Pochi mesi prima di acquistarla la donna aveva ceduto un’altra casa di pari valore, in via Niccolini, nel Levante genovese. Come prevede la legge, le imposte di compravendita vennero calcolate sul valore catastale dell’immobile, 82mila euro circa, «indipendentemente dal corrispettivo pattuito». Sin qui tutto normale. Ma nel rogito si legge anche: «La parte acquirente (Parvin Tadjik ndr) dichiara che intende adibire l’immobile acquistato con il presente atto a propria abitazione principale». E per questo la signora vi ha spostato la residenza. Pur continuando a vivere nel villone del suo Beppe. Le cui proprietà fanno capo a due immobiliari, la Bellavista e la Gestimar. Nei loro bilanci un lungo elenco di case, ville e terreni in giro per l’Italia, dai 21 vani sul mare di Bibbona Marina (villa affittata l’estate scorsa a 14 mila euro la settimana), agli appartamenti in Costa Smeralda. Grillo ha diverse proprietà pure all’estero, dallo chalet nell’esclusiva località sciistica francese di Megève, alla casa di Lugano, in Canton Ticino. Un patrimonio in cui Parvin non figura.

Spese azzerate - E così nel rogito per i suoi cinque vani lady Grillo chiede di poter recuperare l’«imposta proporzionale di registro versata in occasione della registrazione del contratto preliminare» e ottiene pure di poter trasferire «le agevolazioni fiscali “prima casa”» dall’appartamento di via Niccolini a quello di salita dei Marsano. Un credito, «pari a euro 5.475 euro che l’acquirente (Parvin Tadjik, ndr) intende portare  in diminuzione dell’imposta di registro dovuta sul presente atto di compravendita». Ovvero spese azzerate. Infatti per l’acquisto Parvin avrebbe dovuto pagare un’imposta di registro pari al 3 per cento di 82 mila euro (2.500 circa), 168 euro di imposta ipotecaria e altrettanti per quella catastale, in tutto meno di 3 mila euro. Se avesse acquistato l’immobile come seconda casa le tasse sarebbero schizzate oltre gli 8mila euro, vale a dire il dieci per cento del valore catastale dell’immobile, senza la possibilità di scontare i 5mila versati in precedenza. A questo conto bisogna aggiungere il risparmio per l’Imu (quest’anno le prime case non la pagano), circa 2.200 euro in due anni, e per le utenze. A oggi, in tutto, il risparmio ammonta a oltre 10mila euro. Certo si tratta di spiccioli per la moglie di Beppe Grillo, il quale, prima di tuffarsi in politica, dichiarava 4 milioni di euro di reddito. Ma si sa, la parsimonia dell’ex comico è proverbiale e a Genova c’è ancora chi ricorda quella tuta che indossava tutti i giorni. Rigorosamente senza tasche.

di Giacomo Amadori

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • iorillogianni

    10 Marzo 2014 - 11:11

    Anche se fosse,Il paragone non regge

    Report

    Rispondi

  • sotnaile38

    18 Ottobre 2013 - 15:03

    <<E così nel rogito per i suoi cinque vani lady Grillo chiede di poter recuperare l’«imposta proporzionale di registro versata in occasione della registrazione del contratto preliminare» e ottiene pure di poter trasferire «le agevolazioni fiscali “prima casa”» dall’appartamento di via Niccolini a quello di salita dei Marsano.>> Se la richiesta ha passato i controlli, il problema posto in questione dall'articolo è della moglie o di chi controlla(e può farlo male)?

    Report

    Rispondi

  • annasole2

    18 Ottobre 2013 - 15:03

    a parte chi ricopre o meno cariche istituzionali,grillo non fa altro che infierire contro chi evade,contro chi non paga etc etc-. ma lui si avvale di grossi studi commerciali che gli suggeriscono la scappatoia poi riprendono il risparmio in notule- speriamo tassate- Comunque le leggi sono talemtente tortuose fatte per mettere in difficoltà il contribuente che paga per disperazione- questa prevalicazione delle politica rivedo il medio evo, quando con la paura e la tirannia tenevano sotto controllo il popolo-adesso con le tasse ci ammazzano,ci rendono inermi abbassarle mai, perchè dovrebbero smontare la macchiama mangiasoldi statale e nessuno se la sente-meglio prelavare da pensioni da stipendi che andare all'origine dei mali-meglio parlare di berlusconi invece di dire che la manovra finanziaria è una cacata, che non aiuta nessuno-meglio parlare dello spiegamento di forze nel mediterraneo e dimanticasi di cittadini italiani che hanno pagato per 40 anni e sono alla fame-italiani si

    Report

    Rispondi

  • lui976

    18 Ottobre 2013 - 13:01

    Avete già fatto sparire l'articoletto con i sondaggi che premiavano i 5 stelle. Come mai?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog