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L'intervista

Onida a Radio24: "Gli stipendi dei giudici sono congrui"

L'ex giudice costituzionale giustifica la retribuzione record della Corte: "Un membro non può percepire altri soldi"

Valerio Onida

Valerio Onida

Valerio Onida, giudice costituzionale dal 1996 al 2005, intervistato su Radio24, alla trasmissione "24 Mattino", parla degli stipendi dei giudici della Corte Costituzionale. Precisamente 549 mila  407 euro per il presidente, mentre quello di un componente del collegio si abbassa di circa centomila euro (457 mila 839 euro).  Nei giorni scorsi Libero aveva pubblicato un'inchiesta proprio sugli stipendi e su tanti benefit dei giudici della Consulta denunciando l'enormità della cifra.  Ma secondo "il saggio" Onida tale "retribuzione è congrua":  Spiega: "La legge costituzionale 153 dice che non può essere inferiore a quella del più alto magistrato della giurisdizione ordinaria". Cosa che agli occhi degli italiani risulta a dir poco assurda, come fa notare il conduttore della trasmissione Alessandro Milan. Per l'ex giudice costituzionale lo stipendio previsto   è giusto e precisa : “Noi non possiamo cumulare nient’altro, quindi per garantire l’autonomia del giudice è giusto che guadagni in modo da essere indipendente e non a rischio corruzione”.

 

 

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Commenti all'articolo

  • seve

    15 Novembre 2013 - 13:01

    Fa parte di tutta quella schiera di persone che hanno fondata la loro fortuna distruggendo quel popoco di buono che c'era.Flores d'Arcais,Scalfari,Rodotà,ed altri predicatori tipo quel fighetta che stava a New York,e altri che mi sfuggono ,troppi troppi troppi.

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  • chimangio

    14 Novembre 2013 - 09:09

    Ma Ha ragione! Anzi, non capisco come non si lamentino per l'esiguità della retribuzione! Proporrei un rotondo milione .....di pallettoni!

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  • ilsereno

    13 Novembre 2013 - 22:10

    Vuol dire che anche il neo eletto presidente dal re, il poveraccio Amato, prende più o meno la stessa cifra oltre alle altre prebende che ha. Ma come campano questi?

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  • sonoliberale

    13 Novembre 2013 - 19:07

    Che facce di bronzo. A sentire certe cose uno si domanda: in questo disgraziato paese,la carriera in magistratura può prevedere la condanna a fare il giudice della consulta?(il minuscolo è voluto). Parrebbe che alla consulta,la corruzione saturi l'aria,le tentazioni permeino i muri,quindi,i poveri peccatori devono essere,come dire,distratti dal male a suon di soldoni. Una volta,chi voleva provare ad arricchirsi,doveva mettere in gioco tutto se stesso,le sue capacità,il credito presso le banche,cercare idee vincenti per una avventura imprenditoriale da condividere insieme ai propri collaboratori coinvolgendoli nel grande sogno. Oggi, l'unico modo di fare quattrini è quello di entrare nella macchina pubblica per il varco giusto (politica, funzione pubblica, magistratura, aziende pubbliche, ecc.) e arraffare tutto il possibile, oppure, diventare "imprenditori" asserviti alla spesa pubblica,di fatto prestanome dei dispensatori di pubblico denaro,dividendo con essi gli utili. CHE SCHIFO!

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